23 Febbraio 2024

SE MI AMI, MANDAMI UN BONIFICO. QUANDO LA TRUFFA SENTIMENTALE CORRE SUI SOCIAL

Avviandoci verso l’8 marzo, il nostro magazine analizza il fenomeno del sentimental scam, ossia della truffa sentimentale ai danni di donne e uomini da parte di singoli e organizzazioni criminali dedite a estorcere denaro. In questo articolo parleremo di uomini truffatori, ma lo stesso accade anche per truffatrici e truffator@.

C’erano una volta i cacciatori di dote, ossia quegli uomini che, forti della loro bellezza e del loro fascino, seducevano e sposavano donne ricche e ricchissime, per assicurarsi un tenore di vita al di sopra delle loro scarse possibilità, barattando gioventù, avvenenza e virilità in cambio di soldi. Chi non ricorda il compianto Alberto Sordi ne “Il vedovo” di Dino Risi, dove recitava la parte dello spiantato marito di Franca Valeri, ricca donna milanese? La pellicola è del 1959, e il fenomeno, quindi, non è nuovo. Sono solo le modalità a essere cambiate e anche il nome, che si è anglicizzato: adesso si parla di sentimentale scam, ossia di truffa sentimentale.

IL PROFILO DEL SENTIMENTAL SCAMMER

Può trattarsi di una vera e propria organizzazione criminale strutturata come un call center oppure di un solo truffatore. In genere, lo scammer abborda le sue vittime sui social, soprattutto Facebook, perché frequentato per la maggior parte da adulti. Cerca la sua preda con pazienza certosina tra le donne dai 45 anni in su; la vittima deve essere separata, vedova o divorziata, insomma libera sentimentalmente e con figli grandi che vivono da soli, in modo che nessuno possa disturbarne l’accerchiamento. Deve svolgere un lavoro ben retribuito, meglio se pensionata o libera professionista, in modo che il denaro sia garantito e il conto in banca sia cospicuo. Lo scammer passa al setaccio la vita della sua potenziale vittima in cerca di indizi utili per avviare una conversazione: la passione per l’arte o la poesia, gli animali, qualsiasi elemento possa far pensare alla donna di avere davanti una persona che condivide le sue stesse passioni. Lui invia una richiesta di amicizia e se lei accetta, il gioco è fatto. Il truffatore intanto, ha curato il suo profilo nei minimi dettagli: nella foto di copertina si presenta coi suoi figli, in genere piccoli; sorride accattivante e si mostra magari affaccendato a portare a spasso il cane o a innaffiare il prato della sua villetta, mostrando un bel fisico. Si presenta come libero professionista: in genere è un ingegnere o un medico o un ufficiale dell’esercito proveniente quasi sempre dagli Stati Uniti o dal Canada, anche se ultimamente ne sono spuntati di sudamericani. La moglie, poverina, è morta di una malattia incurabile – in genere un cancro o la leucemia -, lasciandolo solo e affranto coi figli piccoli. Fa tanta tenerezza che verrebbe voglia di consolarlo. In realtà, è un lupo travestito da pecora.

Immagine web

LA STORIA STRAPPALACRIME

Poniamo il caso, parafrasando Manzoni, che la sventurata risponda: si troverà davanti quasi un principe azzurro, ossia un uomo empatico, con le stesse passioni e gli stessi hobby di lei, e per di più innamorato pazzo. Lui, lo scammer, potrebbe arrivare addirittura a chiamarla, tanto per telefono mica lo si vede, iniziando così una routine di messaggi di buongiorno, buonanotte, buon pomeriggio e via dicendo. Quando la vittima sarà cotta a puntino, lui annuncerà un viaggio di lavoro in un Paese quasi sempre in via di sviluppo, dove il cellulare non prende, ma finito il quale, le assicura, prenderà un volo per conoscerla di persona e magari portarle l’anello di fidanzamento, che le fa vedere in foto. Ora però viene il bello, perché durante questo viaggio verrà derubato di documenti e carte di credito, magari rimanendo anche ferito. Solo lei potrà salvarlo, mandandogli un bonifico: si tratta di cifre modeste, intorno ai trecento euro, che poi aumenteranno perché ci saranno complicazioni, spese mediche, ruote da ungere nei consolati e tanto altro da sbrigare se vuole tornare a casa. Se la vittima cade nella truffa, arriverà a sborsare anche migliaia di euro; se non ci cade, allora lui tenterà di far leva sul senso di colpa, accusandola di essere una donna priva di sentimenti, che non capisce in che situazione si trova, che non lo ama e via dicendo. In ogni caso, che lei paghi o meno, lui sparirà chiudendo il profilo, gettando la scheda telefonica e non rispondendo più alle email. Danno medio subito dalla vittima: circa duemila euro, ma in alcuni casi anche dieci volte tanto.

IL FURTO DI IDENTITA’

Ma di chi sono le foto che usano gli scammers? Sono foto rubate dal web, e ci sono casi nei quali i legittimi proprietari sono stati avvisati che la loro faccia era sul profilo di questi truffatori. E’ capitato anche a Leonardo Pieraccioni e a Matteo Salvini, come nella foto che pubblichiamo, ribattezzato Franco Durant. Altri osano addirittura il fotomontaggio: è capitato il caso di un truffatore che diceva di vivere a Roma e che aveva operato un collage tra una foto dell’inizio della via Tuscolana montata insieme a quella del Colosseo, per far credere che abitasse davanti al monumento più famoso al mondo. Oppure ce ne sono altri che dicono alla vittima di recarsi in gioielleria per scegliere l’anello e di anticipare i soldi, che gli restituiranno subito dopo.

La foto rubata di Matteo Salvini e usata per una truffa sentimentale

NON GIUDICHIAMO LE VITTIME

In realtà le donne che cadono nella truffa non sono da giudicare male. In tempi nei quali la relazione io-tu è difficile da realizzare, sia per le difficoltà ancora presenti dopo il Covid, sia per una socialità che a volte è inesistente, trovare un interlocutore on line che sia capace di ascoltare, di supportare e di fare compagnia può sembrare la realizzazione di un sogno. Inoltre, come scritto prima, le donne scelte dagli scammers sono donne sole, magari deluse dall’amore; sicuramente non più giovanissime e alle prese con le insicurezze degli anta, quando il confronto con le giovani diventa più impietoso. Ci sono donne che hanno dilapidato interi patrimoni credendo alle parole di questi truffatori, e altre che sono seguite da amministratori di sostegno richiesti dai figli per proteggere i soldi rimasti. Come difendersi, allora? Sicuramente, far conoscere il fenomeno e i suoi pericoli è il primo passo. Esistono poi delle associazioni che si occupano del sentimental scam organizzando seminari e corsi, e sostenendo le vittime a uscire dalla truffa. Serve parlarne il più possibile senza vergognarsi, perché questi truffatori si nutrono proprio del silenzio delle vittime. Qualche consiglio pratico: impostiamo la privacy sui nostri social in modo da essere seguiti solo da chi conosciamo davvero; non accettiamo amicizie da parte di sconosciuti e nel caso, facciamo ricerche su Google con nome e cognome di chi vuole entrare nel nostro cerchio di contatti; non mandiamo mai foto o video intimi e soprattutto, non inviamo denaro in nessun caso. E avvisiamo la polizia postale se riteniamo di avere a che fare con un truffatore sentimentale.

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Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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