2 Marzo 2024

UTERO IN AFFITTO

ROMA PRIDE 2023. INTANTO VI TOLGO IL PATROCINIO  @ La pillola politica di Mava Fankù⁷

In una sorprendente svolta degli eventi, il Roma Pride 2023 si è ritrovato nelle acque umoristicamente tumultuose della politica italiana.

La Regione Lazio ha deciso di sospendere il patrocinio istituzionale perchè considera il Pride ”una manifestazione volta a promuovere comportamenti illegali”, lasciando gli organizzatori alle prese con la ricerca di sostenitori alternativi. Ops!

Ma niente paura, cari lettori; però mi chiedo: nel bel mezzo di questo caotico dramma per la comunità LGBTQ +, la leader del partito di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nonché nostra attuale Presidente del Consiglio, si sarà forse presa la responsabilità di festeggiare con una bottiglia di spumante?

 Mentre stappa allegramente il tappo, qualcuno potrebbe chiedersi se la negazione del patrocinio sia inverosimilmente casuale, oppure dovuta alla presenza durante la manifestazione di sostenitori dell’Utero in Affitto, altrimenti detto Gravidanza Solidale per altri, come invece affermano i rumors.

Ma noi (ego e alter ego) crediamo che questo sia solo un pretesto per cominciare a danneggiare una libera manifestazione e di conseguenza una comunità di persone i cui diritti (fosse per ”loro”) non verrebbero proprio riconosciuti.

Il Sindaco di Roma Gualtieri, invece, purtroppo per loro dell’opposizione, ha assicurato il Patrocinio del Campidoglio e di inaugurare il corteo.come previsto.

Così, mentre aspettiamo novità dai piani alti della Regione, una cosa è certa: l’Italia non manca mai di offrire una buona dose di risate e divertimento. 

Almeno a chi ci osserva dall’esterno estero, perchè dall’interno c’è poco da stare allegri per gli appassionati del libero pensiero e della libera espressione.

Come dice quella bellissima massima di Voltaire (o chi per lui)?

 ”Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”.

Ecco, niente di tutto questo.

Auguri al Pride!

Mava Fankù

copyright @2023TheWomen’Sentinel – Diritti Riservati – Riproduzione Vietata

MIGUEL BOSÈ & COMPAGNO + 4 GEMELLI + 2 UTERI IN AFFITTO @ La pillola politica di Mava Fankù

L’orribile narrazione di un caso limite riguardante il celebre cantante spagnolo che, con il suo compagno, commissiona due coppie di gemelli a due donne con la pratica dell’utero in affitto, sta facendo il giro del web scatenando prevedibili reazioni.

E non ci si limita a questo, ma dopo sette anni la coppia decide di separarsi dividendosi i quattro gemelli, due con uno e due con l’altro, in città, Stati e Continenti diversi, separandoli e stradicandoli dal loro ambiente.

Di recente ”La Corte Suprema spagnola ha dato ragione all’artista nella causa aperta da Ignacio Palau (il compagno, ndr) che chiedeva di riconoscere ad entrambi la parternità di tutti i figli di cui due avuti dall’artista e due dal suo ex” da due donne con gravidanze surrogate.

https://www.google.com/amp/s/www.repubblica.it/spettacoli/people/2023/05/18/news/miguel_bose_vince_la_causa_contro_lex_compagno_sui_figli-400704978/amp/

Ci sono tutti gli ingredienti per fare propaganda moralizzatrice, e per stragegia reazionaria si fa questo ed altro. Ma volendo procedere ad un’analisi oggettiva del problema, faccio un pò di digressioni.

Quante coppie etero ricchissime, viziate, egoiste, tanto quanto Miguel Bosè e compagno, in altre epoche, hanno pagato ad esempio la cameriera per dare loro un bambino, perchè uno dei due coniugi non era fertile?

E ci sono particolari di queste storie, assai più raccapriccianti, presenti in letteratura, o dalle cui sceneggiature hanno realizzato film, che vengono rimossi dal comun senso del pudore della ”gente perbene”, solo perchè le coppie di questi racconti sono regolari.

Quindi mi sorge il dubbio che l’indignazione e lo scandalo di cui sopra siano strumentali, più che per la discutibile pratica in sé dell’utero in affitto, per i soggetti in questione che rappresentano un caso estremo.

Tanto per discreditare tutte le coppie omosessuali desiderose di avere un figlio, che davanti a questo racconto non solo non si identificano, ma si dissociano nettamente, restandone danneggiate.

E sono tantissimi i casi positivi di coppie omo (e non) che sono ricorsi alla ”gestazione solidale per altri” in modo umano.

Ma chissà perchè, di questi casi, non se ne parla.

Mava Fankù

Copyright @2023The Women’ Sentinel – Tutti i diritti riservati – Riproduzione Vietata

PIOVE PROPAGANDA DI REGINE DALL’EMILIA AL CANADA @ La pillola politica di Mava Fankù

Per non dire regime. Tanto è la stessa cosa. Sono solo mie impressioni, più che opinioni stavolta, ma questo alluvione distruttivo che ha messo in ginocchio un’intera regione, non può tollerare alcun tipo di propaganda.

Stride vedere una Regina con gli stivali e il sorriso imbarazzato (perlomeno), guadare una pozzanghera e onorare due baldi giovani volontari, uno dei quali a torso nudo, fiero della sua ariana bellezza.

Senza nulla togliere a sua Maestà, ma sarebbe più credibile il discorso di una ipotetica Web Queen che parli ai suoi sudditi followers, abbigliata come un’iconica monarca. La pantomima di regime è così smaccata da risultare imbarazzante persino per una international performer.

Infatti se la rideva sotto i baffi la Regina con gli stivali, mentre in altra situazione la sua antagonista – l’armocromatica ragazzona d’opposizione – ha avuto il buon gusto e il buon senso di astenersi dal fare la sua propaganda di partito su questa tragica calamità naturale.

E così si replica pure per il 49° vertice del G7 a Hiroshima in Giappone, con il prestante presidente canadese, mentre lo guarda ieratica come tra le casette in Canada, restando sorpresa quando le esprime la sua ben motivata preoccupazione per i diritti fondamentali della comunità lgbtQ+ italiana.

Ah si? Delusa si vendica, accusandolo di svendere uteri in affitto per bambini pret a porter, ma solo perchè la nostra Regina (e la sua corte) ritengono immorale e illegale la gravidanza surrogata (o meglio, ”gestazione per altri solidale”) che in altri Paesi come il Canada non lo è.

Imperdibile lo sguardo imbarazzato della regnante nell’interazione con il bel giovane presidente.

Della serie, anche le Regine accoppiate con prole e comun senso del pudore hanno un cuore.

Con satirica reverenza

Mava Fankù

Copyright@2023TheWhomenSentinel – Tutti i diritti riservati – Riproduzione vietata

E SE GESÙ FOSSE NATO DA UN UTERO IN AFFITTO? @ PENSIERINI POLITICI DI MAVA FANKÙ

Dall’avvento di questo governo delle destre, siamo travolti da una ondata di moralismo tappabuchi che dovrebbe distrarre la gente dalle mancate promesse elettorali.

E così, anziché dar conto delle questioni primarie non risolvibili a breve termine, come le problematiche del lavoro e la dissestata sanità, si attaccano i diritti già precari delle minoranze LGBTQ+, quasi come sembrerebbe succeda nell’Ungheria di Orban.

Relegando l’Italia come fanalino di coda in arretratezza e chiusura mentale in fatto di egalitarismo, aumentando il peso della disuguaglianza.

Ma è davvero questo che la maggior parte degli elettori vuole, oppure gliene importa poco o nulla di ostacolare l’omogenitorialità delle coppie gay, vietando il già vietato utero in affitto, e preferendo invece che si dia la priorità ad argomenti che li riguardano più da vicino?

Eppure non si fa altro che moraleggiare, come nel recente caso di Enea, il bambino lasciato dalla mamma al Mangiagalli di Milano, che verrà sicuramente amato da una coppia affidataria, magari arcobaleno, perchè no?

Eppure le coppie gay con un forte istinto genitoriale sarebbero affidabili tanto quanto quelle etero.

Pensiamo al caso di Alba, la bambina con la sindrome di Down abbandonata in ospedale dalla madre dopo il parto e rifiutata da 7 famiglie per la sua patologia. Non si riusciva a trovare una coppia disposta ad adottarla. Così si fece avanti un single omosessuale, Luca Trapanese. E gliela affidarono.

E questo è cosa buona e giusta. Come il caso di un certo Gesù di Nazaret, concepito dallo Spirito Santo nel ventre di una poco più che bambina di nome Maria. Data in sposa ad un anziano Giuseppe.

E se questo modello di Sacra Famiglia nata, permettetemi di dirlo, da una sorta di utero in affitto, per partenogenesi, ha dato origine a una delle religioni più seguite del pianeta, qualche dubbio sulla criminalizzazione di questa pratica dovrebbe pur venire.

Se lo scopo è quello di dare la vita a bambini che saranno sicuramente adottati, curati e amati, e non lasciati nelle ”culle della vita’‘ di un ospedale, se in un cassonetto, o cresciuti in un orfanotrofio in attesa di essere affidati, o disamati in una famiglia disfunzionale, allora perché non legalizzare l’utero in affitto o la maternità surrogata?

È solo una mia peregrina opinione.

Mava Fankù

L’Annunciazione di Fra Angelico

Copyrigth@2003TheWomenSentinel – Diritto Riservati – Riproduzione Vietata

Mava Avatar Fanku’

ANA OBREGON MAMMA A 68 ANNI DI SUA NIPOTE

Se la morte di un figlio è il più grande terrore di ogni genitore, l’attrice spagnola Ana Obregon sembra averla superata grazie alla nascita di una bambina, Ana Sandra, che è contemporaneamente sua figlia e sua nipote.

Ti ho giurato che ti avrei salvato dal cancro e ti ho deluso. Ti ho promesso che avrei messo al mondo tua figlia e ora ce l’ho tra le braccia. Quando la abbraccio, provo un’emozione indescrivibile, perché è come se ti stessi abbracciando di nuovo. Ti giuro che mi prenderò cura di lei con l’amore infinito che ho da dare e tu dal cielo mi aiuterai”. Con questa dichiarazione diffusa alla stampa, Ana Obregon ha confermato le voci che circolavano sulla nascita della piccola Ana Sandra. L’attrice, infatti, era stata fotografata mentre usciva da una clinica di Miami con una neonata tra le braccia e dopo pochi giorni era arrivata la conferma: la piccola era stata concepita grazie alla maternità surrogata di una donna, col materiale biologico di Aless, figlio di Obregon, congelato prima che il giovane morisse di cancro a soli 27 anni.

La legge spagnola non ammette l’utero in affitto, per questo l’attrice ha svolto l’iter in Florida, scegliendo personalmente la donatrice di ovuli. Non è chiaro se quest’ultima abbia poi materialmente messo al mondo la piccola, o se l’embrione sia stato impiantato in un’altra donna. Tuttavia “legalmente è mia figlia e così viene indicato sul suo passaporto, afferma Obregon nell’intervista rilasciata a ¡Hola!.

L’attrice afferma ora che quella di concepire un figlio è stata l’ultima volontà di Aless: “Ho preso la decisione di iniziare il processo di maternità surrogata, che come è noto implica la partecipazione di una donatrice di ovulo e di una gestante, il giorno stesso in cui lui è volato in cielo“, ha detto a ¡Hola!. Inoltre, Obregon non ha nessuna intenzione di nascondere la verità alla piccola. Sempre durante l’intervista ha dichiarato: “Le dirò: tuo papà è in cielo e che tu arrivassi era ciò che più desiderava al mondo, e tua mamma è una donatrice, e basta. Che problema c’è?“.

In realtà il problema esiste eccome. A parte la confusione sul ruolo genitoriale di madre e su quello di nonna, che in questo caso si intrecciano indissolubilmente, creare un precedente di questo tipo potrebbe aprire la strada ad altri episodi analoghi. I social, alla notizia della nascita, hanno risposto anche in modo critico: basta avere i soldi e si può fare tutto quello che si vuole. Ben venga il desiderio di maternità, ma a che prezzo? E non solo per la madre/nonna, ma anche per la piccola.

Ana Obregon ha deciso comunque di raccontare la storia in un libro. “Il libro che hai iniziato e che ho abbracciato con le mie parole “Il Ragazzo dei Ragni” sarà in vendita il 19 aprile, e poiché era il tuo desiderio il profitto d’autore sarà destinato alla ricerca sul cancro nella tua fondazione @fondazioneslequio. In questo lavoro spiego tutto l’uragano di sentimenti di una madre di fronte alla perdita di un figlio e il lungo cammino per arrivare a questa benedizione e miracolo di bambina Anita, che è tua figlia”, ha dichiarato l’attrice.

Copyright@2023TheWomenSentinel – Diritti Riservati – Riproduzione Vietata

“LE COPPIE GAY SPACCIANO BAMBINI PER LORO FIGLI” @ LA PILLOLA POLITICA DI MAVA FANKU’

Ascolta dalla voce di Mava

Questa frase, pronunciata in un dibattito televisivo dal vicepresidente della Camera, tale Rampelli, deputato dei Fratelli D’Italia, è una oggettiva sciocchezzuola.

Per usare un eufemismo, perché in realtà è una frase estremamente discriminatoria, che per colpire le coppie omogenitoriali per questioni di pruderie ideologica, strumentalizza persino i bambini che dipendono da chi li sta crescendo. Bambini che si sentono figli di chi si prende cura di loro e che hanno diritto ad esser riconosciuti come tali.

E penso, da modesta opinionista, che una frase del genere dovrebbe essere considerata da tutti come un’aberrazione, specie se a pronunciarla è un uomo con una carica così importante. Perchè, avrà un peso specifico diverso, pur avendo solo la qualità di un malevolo “peteolezo” (dal veneto: peto + olezo – ndr.) se la stessa cosa l’avesse detta la portiera del nostro condominio.

Qui non si tratta di riconoscere i diritti di due adulti dello stesso sesso che decidono di unirsi in coppia, ma i diritti dei loro figli voluti e amati che esistono già. Senza creare disagio alla loro serena crescita.

Parlare poi di legittimazione dell’ “utero in affitto”, demonizzando tale pratica oltre ogni limite, come spauracchio per delegittimare l’omogenitorialità, è il solito effetto speciale distraente per spostare l’attenzione su un qualcosa di assolutamente fuori tema.

Tanto per continuare a colpire gratuitamente le “famiglie arcobaleno” gettando sui loro colori il nero liquame della mala fede. Proprio di ieri, primo giorno di Primavera, è la notizia di mettere fuori legge in tutta Europa la pratica della “maternità surrogata”, già vietata in quasi tutti gli Stati a partire dal nostro.

Che bisogno c’era di questo pleonastico effettaccio speciale?

La rinnovata opposizione avrà un gran bel da fare.

Mava Fankù

COPY@2023 THE WOMEN’ SENTINEL – RIPRODUZIONE VIETATA – DIRITTI RISERVATI

  • Registrazione Tribunale di Roma n.133/22 del 8/11/22

Direttore Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

Redazione:

EMYLIU' SPATARO

Emilio Spataro, in arte Emyliù, attore, chansonnier, fotografo, grafico. Di origine calabrese cirotana, vive a Roma. Opinionista e Web Master del Magazine.

MAVA FANKU'

Opinionista disincantata, dotata di un notevole senso dell'umorismo e di una dialettica tagliente, Mava Fankù cura attualmente due rubriche, La Pillola Politica e I Pensierini di Mava, elzeviri su temi vari che ispirano la nostra signorina agèe, da poco anche in video, oltre che in podcast, oltre che in scrittura.

ALESSIO PAPALINI

Romano, educatore, formatore e appassionato di lettura e comunicazione. Attore del Teatro Studio Jankowski di Roma

PATRIZIA MIRACCO

Psicoterapeuta e giornalista. Appassionata di arte e mamma umana di Aki, una bella cagnolina a quattro zampe di 4 anni.

VENIO SCOCCINI

Diplomato all'Istituto Alberghiero Michelangelo Buonarroti di Fiuggi (FR) - Dopo una lunga esperienza in Italia, e all'estero come chef per personaggi di rilievo, sia in casa che su yacht, nel 2013 si è trasferito a Londra, dove ha appreso nozioni di cucina multietnica continuando a lavorare come chef privato.

ROSELLA MUCCI

Ho sperimentato il palco cimentandomi in progetti di Teatro Sociale tra il 2012 e il 2015 con testi sulla Shoa, sul femminicidio, sulla guerra. Il mio percorso teatrale è poi proseguito in autonomia quando ho sentito il desiderio di portare in scena testi scritti proprio da me.Tutti i miei scritti per scelta hanno

error

Enjoy this blog? Please spread the word :)