2 Marzo 2024

Tina Lagostena Bassi

IL CORAGGIO DI DONATELLA

Il 30 settembre 1975 alle 22 e 50, Donatella Colasanti cambiò l’Italia. Nella foto che la ritrae insanguinata e nuda, accovacciata con gli occhi spiritati nel bagagliaio della 127 bianca sulla quale Andrea Ghira, Gianni Guido e Angelo Izzo avevano viaggiato con lei e con Rosaria Lopez, morta da ore, verso Roma, in quegli occhi c’era tutto l’orrore di chi ancora respira ma ha vissuto cose che non sarà mai in grado di raccontare totalmente.

I fatti.

Le gesta dei tre pariolini sono note: questi adolescenti figli della Roma bene erano avezzi a piccoli crimini, violenze neofasciste e “sfasci“. Quest’ultimo sostantivo si può spiegare così: stupri su ragazze di ceto inferiore, alle quali nessuno avrebbe mai creduto o che avevano troppa paura a denunciare, in un’Italia priva di leggi contro la violenza di genere. Non era il primo sfascio, per il terzetto; la combriccola aveva conosciuto Rosaria e Letizia qualche giorno prima, le aveva circuite e poi invitate a passare un pomeriggio nella villa dei genitori di Ghira al Circeo. E proprio da questa località prese il nome il fattaccio, chiamato da allora in poi il massacro del Circeo. Il pomeriggio si dilatò in 36 ore di stupri e violenze al termine delle quali Rosaria venne affogata nella vasca da bagno e Donatella massacrata di botte e colpita alla testa più volte con un tubo di ferro. Lei si salvò perché si finse morta. Tornati a Roma, i tre giovani se ne andarono a mangiare una pizza lasciando le due ragazze nel bagagliaio dell’auto. Un metronotte, alle 22 e 50 del 30 settembre, passando accanto alla macchina udì chiedere aiuto e chiamò i rinforzi. Il resto è, purtroppo, storia.

In foto: Rosaria Lopez a sinistra e Donatella Colasanti a destra.

Letizia Lopez, sorella di Rosaria, che ho conosciuto di persona, mi disse in quell’occasione che in realtà gli aguzzini erano di più, forse cinque o sei. Un’eccedenza mai incriminata. Donatella scosse l’Italia perché si mostrò per quello che era in quel momento e fece vedere a tutti come era ridotta veramente una donna vittima di stupro. Fu proprio questo episodio a dar slancio al femminismo italiano e soprattutto romano, quello di via del Governo Vecchio: non era più possibile tacere o far finta di non vedere. La realtà era sotto gli occhi di tutti e c’era bisogno di una punizione esemplare ma, soprattutto, di una legge adeguata.

Cosa è successo poi?

La legge sullo stupro venne approvata solo 19 anni più tardi, il 15 febbraio 1996. Angelo Izzo era in carcere, Andrea Ghira apparentemente morto da quasi due anni dopo essersi prontamente arruolato nella Legione Straniera, e la primula rossa Gianni Guido, dopo l’arresto navigava tra un’evasione e l’altra. Donatella Colasanti sarebbe morta per un cancro nel 2005.

Tina Lagostena Bassi detta l’avvocata delle donne, prese le difese di Donatella Colasanti in un processo che fece epoca. Izzo e Ghira vennero condannati all’ergastolo, mentre Guido venne condannato in secondo grado a trent’anni, dopo avere ammesso la colpa e risarcito la famiglia di Rosaria Lopez. Attualmente, Izzo è ancora all’ergastolo dopo che ha ucciso altre due donne, madre e figlia, durante un permesso; Ghira sembra sia morto, ma forse non troppo; Guido ha scontato la sua pena e ora è un uomo libero. Nulla di nuovo sul fronte femminicidio.

Copyright © 2023 TheWomenSentinel.net | Tutti i diritti riservati | Riproduzione Vietata |

UN PROCESSO PER STUPRO (ALLA PRESUNTA VITTIMA)

Cosa avete voluto? La parità dei diritti. Avete cominciato a scimmiottare l’uomo. […] Se questa ragazza fosse stata a casa, l’avessero tenuta presso il caminetto, non si sarebbe verificato niente!”. Arringa dell’avvocato Palmieri, da “Un processo per stupro” (1980, Einaudi).

Se verrà dimostrato quello che racconta mia figlia, e io credo a mia figlia, lei resterà segnata per tutta la vita. Spero che chi deve indagare e giudicare sappia valutare oggettivamente i fatti, indipendentemente dalla potenza politica del padre“. Con queste parole rilasciate al quotidiano La Repubblica, il padre della ragazza che ha denunciato per stupro Leonardo La Russa, figlio per presidente del Senato, intende chiarire la sua posizione e quella della figlia, presunta vittima. Presunta non in senso dispregiativo, bensì tale in quanto la giustizia sta lavorando, La giovane, secondo il centro antiviolenza della clinica Mangiagalli di Milano “presenta ferite compatibili con la violenza sessuale.

Non siamo qui per istituire un processo: sarà compito dei magistrati chiarire la vicenda. E’ invece intollerabile il lancio di fango verso questa ragazza e prima di lei, verso quella che denunciò uno stupro subito da Alex Grillo & amici, figlio del comico Cinque Stelle. Entrambe le donne sono state attaccate pesantemente dai padri dei giovani, forti della loro posizione politica: La Russa ha dichiarato che “la ragazza aveva assunto cocaina” e perciò le sue dichiarazioni erano inaffidabili; ma se la giovane davvero fosse stata drogata questo sarebbe stato um motivo in più affinché Leonardo evitasse contatti fisici con lei, visto lo stato di alterazione.

https://www.repubblica.it/politica/2023/07/07/news/ignazio_la_russa_figlio_indagato_violenza-406972083/

Beppe Grillo invece, diffuse un video dai toni accusatori e maschilisti, a difesa del figlio accusato di stupro di gruppo. Vedere per credere. Tra l’altro proprio oggi lunedì 10 luglio, si tiene una nuova udienza sul caso.

Video @LaPresse

Il vero problema è che la colpa è sempre delle donne e alle donne non ci crede nessuno. Aspettare otto o quaranta giorni per denunciare un’aggressione sessuale fa decadere l’accusa? Nessuno si chiede perché queste ragazze abbiano atteso tanto tempo per recarsi dalle forze dell’ordine? Immaginiamo la paura, la vergogna e il timore delle conseguenze a lungo termine, anche sulle famiglie. Qui stiamo parlando dei figli dei politici, e sappiamo bene quanto il potere difenda se stesso. I centri antiviolenza che si occupano dei reati contro le donne sono in grado di discernere la realtà e potrebbero raccontare l’angoscia delle vittime. Ci aspettiamo da loro una presa di posizione, una dichiarazione, qualsiasi cosa possa far sentire meno sola la ragazza di Milano. Il CAV della clinica Mangiagalli ha rilasciato un referto tossicologico, individuando nel sangue della ragazza tracce di cocaina e benzodiazepine, nonché segni compatibili con una presunta violenza sessuale. Si ventila l’ipotesi, inoltre, di droga dello stupro, che potrebbe essere stata versata nel drink della giovane che, in una chat con le amiche, dichiarava di non ricordare nulla se non di essersi risvegliata in casa La Russa. Attendiamo l’esito delle indagini. Intanto, è battaglia tra maggioranza e opposizione perché il tema della violenza di genere è uno dei maggiori terreni di scontro tra PD e destre. Politicizzare il tutto non credo sia l’unica via per fare giustizia per questo e altri reati uguali. Servono i fatti. Servono i fondi, serve una rete ancora più capillare di centri antiviolenza, serve scindere l’azione di contrasto alla violenza di genere dalla partitica. Purtroppo però, a fare notizia sono solo i nomi noti, e non gli atti compiuti dai tanti anonimi sex offender, almeno finché non ci scappa la morta e ne parlano i giornali. Sono lontani o tempi nei quali “l’avvocata delle donne” difendeva le abusate, tracciando una strada che, seppur tra buche e irregolarità, noi oggi possiamo percorrere. Quanto ci manchi, Tina Lagostena Bassi!

Copyright © 2023 TheWomenSentinel.net | Tutti i diritti riservati | Riproduzione Vietata |

  • Registrazione Tribunale di Roma n.133/22 del 8/11/22

Direttore Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

Redazione:

EMYLIU' SPATARO

Emilio Spataro, in arte Emyliù, attore, chansonnier, fotografo, grafico. Di origine calabrese cirotana, vive a Roma. Opinionista e Web Master del Magazine.

MAVA FANKU'

Opinionista disincantata, dotata di un notevole senso dell'umorismo e di una dialettica tagliente, Mava Fankù cura attualmente due rubriche, La Pillola Politica e I Pensierini di Mava, elzeviri su temi vari che ispirano la nostra signorina agèe, da poco anche in video, oltre che in podcast, oltre che in scrittura.

ALESSIO PAPALINI

Romano, educatore, formatore e appassionato di lettura e comunicazione. Attore del Teatro Studio Jankowski di Roma

PATRIZIA MIRACCO

Psicoterapeuta e giornalista. Appassionata di arte e mamma umana di Aki, una bella cagnolina a quattro zampe di 4 anni.

VENIO SCOCCINI

Diplomato all'Istituto Alberghiero Michelangelo Buonarroti di Fiuggi (FR) - Dopo una lunga esperienza in Italia, e all'estero come chef per personaggi di rilievo, sia in casa che su yacht, nel 2013 si è trasferito a Londra, dove ha appreso nozioni di cucina multietnica continuando a lavorare come chef privato.

ROSELLA MUCCI

Ho sperimentato il palco cimentandomi in progetti di Teatro Sociale tra il 2012 e il 2015 con testi sulla Shoa, sul femminicidio, sulla guerra. Il mio percorso teatrale è poi proseguito in autonomia quando ho sentito il desiderio di portare in scena testi scritti proprio da me.Tutti i miei scritti per scelta hanno

error

Enjoy this blog? Please spread the word :)