TAROCCHI

L’IMPERATRICE – I TAROCCHI

L’Arcano numero tre, l’Imperatrice, rappresenta l’essenza e il potere femminile della creazione. Restando nell’ottica dei Tarocchi, intesi come mezzo di comunicazione nel mondo medievale e rinascimentale, questa Carta raffigura una giovane donna assisa su un trono, con i simboli del potere – scettro, corona e scudo -, quindi in grado di poter esercitare la propria volontà.

La giovinezza dell’Imperatrice viene rimarcata anche dalla sua gravidanza, che quasi impercettibilmente, porta avanti. Questa donna rappresenta la nascita, la fecondità, l’attesa che porterà frutto, l’età fertile di una donna.

Siamo arrivati alla Carta numero 3. L’Uno e il Due, unendosi metaforicamente, hanno dato vita al Tre, il frutto di questa unione. Di qui la spiegazione della gravidanza dell’Imperatrice.

In questi giorni abbiamo assistito ai riti della morte di Elisabetta II. Questa regina, che è stata anche imperatrice, potrebbe rappresentare l’Arcano numero tre in una lettura in chiave moderna. Se osserviamo ad esempio le immagini delle esequie, vedremo che sulla bara sono stati posti lo scettro, la corona e il globo, gli stessi simboli che ritroviamo nell’iconografia dell’Imperatrice. Elisabetta, come l’Arcano numero tre, ha espresso il suo potere – temporale e sprituale – e ha generato quattro figli. Il paragone tra queste due figure è, ovviamente, confutabile; tuttavia, ci aiuta a comprendere il significato della Carta.

Nei secoli passati, le regine e le imperatrici non erano così potenti, o per lo meno non lo erano pubblicamente. Scelte spesso per motivi di Stato, pur vivendo in una situazione privilegiata rispetto agli altri, dovevano essere mogli fedeli, madri amorevoli e sovrane pietose. Soprattutto il secondo compito andava svolto più volte pena il ripudio. In altre parole, non era facile essere regina, e vedere rappresentata l’Imperatrice come donna, sola, autonoma e potente senza condividere il trono con l’Imperatore, che sarà l’Arcano seguente ma distinto da essa, ci dice molto sul suo potere femminile

Significati al diritto

Nascita, fecondità non solo materiale ma anche spirituale; buona riuscita di un progetto; attesa che porterà frutto. Creatività, bellezza fisica. Donna amata. La consultante. Gravidanza. Per un uomo, incontro con una donna affascinante che avrà potere su di lui. Femminilità, grazia, armonia.

Significati al rovescio

Gravidanza che non arriva o aborto, a seconda delle carte vicine. Progetti che non si avviano, disarmonia, civetteria, falsità, meschinità. Donna ostile, pigrizia anche mentale, ostacoli dovuti a ignoranza, donna nemica.

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LA PAPESSA – I TAROCCHI

Narra la leggenda che la Papessa Giovanna fosse arrivata al soglio pontificio ingannando tutti sul suo sesso, ma che poi, in preda alle doglie, avesse partorito nei pressi della basilica di San Giovanni. Ancora oggi, il fatto è ricordato da un’edicola posta nel Vicus Papisse, ossia un tratto di strada tra via dei Querceti e via dei SS Quattro, vicino la chiesa di San Clemente. La Papessa venne poi lapidata, e leggenda narra che il figlio sopravvisse e prese gli ordini sacerdotali.

LA PAPESSA GIOVANNA

Se sia vero o si tratti di un mito, purtroppo non esistono documenti che comprovino i fatti; ma per analizzare l’Arcano II, La Papessa, è necessario conoscere questa storia.

Partiamo dal fatto che i Tarocchi si sono diffusi nel Medioevo, dapprima apparentemente come un innocente gioco di carte, sebbene sia evidente che il loro linguaggio è molto più profondo. Proprio per questo, le raffigurazioni dovevano indicare eventi, persone, situazioni facilmente riconoscibili da tutti e, vista anche la forte componente religiosa nella vita medievale, che si ritrova nel Papa, nel Giudizio, nel Mondo, nella Morte, la Carta della Papessa pone degli interrogativi.

Chi è la Papessa? Nell’Arcano, vediamo a raffigurazione di una donna velata, come era tradizione per lo meno fino al Rinascimento, assisa su un trono che mostra dietro di sé due colonne, anch’esse velate. La Papessa tiene un libro aperto tra le mani, indossa la tiara papale e i simboli del potere spirituale. In alcune raffigurazioni, si nota che regge una chiave.

In un periodo storico in cui l’istruzione femminile era rara e riservata alle nobildonne, la Papessa rappresenta l’eccezione. Non si riteneva infatti necessario che una donna ricevesse un’istruzione umanistica: doveva invece essere istruita alla cura della casa e della famiglia. Figuriamoci poi arrivare al culmine della gerarchia religiosa: se pensiamo che ancora oggi le suore non possono impartire i Sacramenti, e il massimo a cui possono aspirare è il ruolo di Badessa, immaginiamoci come stavano le cose nel Medioevo.

Questa Carta raffigura quindi un’eccezione, una donna ordinata nel senso religioso, velata perché non svela il suo essere, colta, ma che deve celare il suo sapere. Deve mimetizzarsi. I colori predominanti sono l’azzurro della tunica (sono azzurre le vesti di Maria, colore che era difficile da creare e soprattutto costoso), e il rosso, regale, del mantello. L’oro delle rifiniture e della tiara ne indicano la ricchezza. Solo nel benessere si poteva avere il tempo e il modo di elevarsi culturalmente.

Significati al diritto

Conoscenza, conoscenza svelata, segreti rivelati. Cautela, morigeratezza. Buoni consigli. Figura femminile di riferimento, dotata di forza e saggezza. Studio, saggezza, meditazione.

Significati al rovescio

In questa posizione, tutto si capovolge e si negativizza. Mancanza di cautela e di tatto, studi confusi, tradimento, nucleo familiare in disgregazione. Presenza di donne non positive nella propria vita. Concezione sbagliata della donna, per un uomo. Femminilità non accettata, per una donna.

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I TAROCCHI – IL MAGO O BAGATTO

Ora che il Matto si è finalmente fermato, avviene la trasformazione. La figura che camminava immersa nei suoi pensieri con lo sguardo rivolto al cielo, ora guarda verso la nostra sinistra, dove si trova immaginariamente il Matto e mostra, disposte su un tavolo a tre gambe, le cose che portava nel fagotto.

E’ basilare osservare dove si posa lo sguardo delle figure dei Tarocchi. Se disponessimo, ad esempio, tutti gli Arcani Maggiori in fila, dallo 0 al 21, vedremmo alcuni di loro scambiarsi degli sguardi, oppure osservare oggetti che risulteranno importanti nella comprensione del linguaggio delle Carte.

Il Matto si è trasformato nel Mago o Bagatto, il Tarocco numero 1. Dal caos creativo e dal non numero – lo Zero – siamo arrivati all’inizio degli Arcani numerati. Inizio, scelta e trasformazione: sono le parole chiave di questa Lama.

Osserviamo la figura. La scena è questa: su un tavolo a tre gambe (la quarta non si vede perché è fuori figura), sono disposti degli oggetti. Si tratta dei Quattro Elementi, che saranno presenti negli Arcani Minori: un pugnale che rappresenta le Spade; un recipiente per le Coppe; delle monete, i Denari; la bacchetta nella mano sinistra, la mano ricettiva, ossia l’Aria. Con gli oggetti sul tavolo e la bacchetta, che rappresenta la capacità di manipolare l’energia, il Mago crea e trasforma.

Niente è lasciato al caso nella sua rappresentazione: il cappello a forma di infinito rappresenta anch’esso il fluire della materia e la sua trasformazione in infinite forme.

In alcuni mazzi, come il Rider, il Mago tiene la bacchetta nella sinistra, mentre con la destra indica il terreno. Questo, perché il flusso dell’energia può dirigersi dall’altro verso il basso, e viceversa. Dal Cielo alla Terra, e al contrario. Esistono energie terrene, come ad esempio la preghiera o la meditazione, che possono essere elevate al Cielo. Il cappello a punta dei maghi o delle streghe – e intendo strega dal latino striga e dal greco stryx, ossia uccello notturno e non adoratrice del demonio – era il simbolo dell’elevazione dell’energia, atto necessario per modificare la realtà.

Significati al diritto

Inizio, creatività, buone possibilità di iniziare qualcosa. Persona che ha fascino e capacità di attirare attenzione e fiducia su di sé. Diplomazia, abilità negli affari. Iniziato o persona con facoltà medianiche. La parola inizio è fondamentale nell’interpretazione di questa Carta.

Significati al rovescio

Truffatore, giocatore compulsivo. Non c’è inizio. Confusione. Atteggiamento negativo davanti a una situazione. Debolezza, non si riesce a camminare con le proprie gambe. In genere, si negativizzano i significati della Carta al diritto.

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IL MONDO DEI TAROCCHI – VIAGGIO ESPLORATIVO TRA CULTURA, SIMBOLI E STORIA

Perché parlare di Tarocchi? Perché rappresentano un viaggio nell’inconscio e nel sé più profondo. Perché i Tarocchi mettono in scena l’umana commedia, attraverso 22 attori principali che da secoli, forse da millenni, ci invitano a riflettere, e ci accompagnano nel nostro viaggio interiore. Amati da Jung, portati di nuovo all’attenzione da Jodorowsky, raffigurati in centinaia di mazzi, i Tarocchi restano comunque un mistero. Si dice che provengano dall’antico Egitto, e che siano poi arrivati in Europa, accumulando anni di sapienza ebraica e mediorientale, espressa nella loro complessa simbologia, per poi approdare alla corte dei re come nelle osterie, dove celavano i loro segreti, adoperati come un semplice gioco di carte.

Sul palcoscenico dei Tarocchi si susseguono re e regine, imperatori e papesse; diavoli e angeli del giudizio; ci sono torri che crollano, astri che sorgono e tramontano: c’è raffigurata tutta la vita. Ed è lì affinchè noi possiamo meditarla per avanzare nella nostra via interiore.

Sarebbe impossibile spiegare in una rubrica tutti i significati e le simbologie degli Arcani; preferisco invece suscitare la curiosità, dando poche e chiare indicazioni su ogni Carta, che potrà essere così meditata.

IL MATTO

Il Matto non ha numero. E’ l’unico tra gli Arcani Maggiori a non averlo, in quanto rappresenta lo Zero, l’Inizio, la Creazione, la Scintilla dalla quale scaturisce il presente. Il Matto cammina con lo sguardo rivolto al cielo: dietro di lui, è raffigurato un cane o un gatto, spesso nell’atto di tirargli giù le braghe. Il Matto viaggia leggero: porta con sé solo un piccolo fagotto, legato a un bastone, poggiato sulla spalla destra. Con un’altro bastone, posto sempre a destra, si sorregge nel cammino. Il Matto è perso nei suoi pensieri: veste quasi come un giullare, con abiti sgargianti e multicolori, e porta dei sonagli appesi al colletto della blusa. In alcune raffigurazioni, i sonagli sono anche sul copricapo, che ne cela i capelli. Il suo viso non ha età: non sappiamo se sia giovane o vecchio, non ci sono elementi certi a stabilire i suoi anni.

Chi è il Matto? Forse un antico giullare, colui che poteva dire la verità in faccia ai sovrani, senza essere punito per questo? Forse un viandante o un mendicante?

In alcuni testi, la simbologia del Matto è stata paragonata a quella di San Rocco, anche lui seguito dal cane; oppure a San Giacomo, raffigurato nelle vesti di un viandante (pensiamo al Cammino di Santiago); oppure anche a San Cristoforo, che traghetta Cristo da una riva all’altra di un fiume: tutti santi pellegrini, così come poteva essere interpretato il Matto nei tempi antichi.

Il Matto è lo spirito libero, quello che si è sciolto dai legami terreni e che per questo viaggia veloce. Non ha con sé bagagli se non il suo fagotto, nel quale ripone le sue esperienze, e sembra non avere meta. Non si preoccupa di dove va o di quale strada percorre: il suo sguardo è verso l’alto, incurante delle buche del terreno nelle quali potrebbe cadere e farsi male. Il Matto non si preoccupa di coprire le nudità svelate dall’animale che lo segue: il pudore non fa più parte del suo essere. Lui è oltre.

Il Matto si muove da sinistra a destra, e questa direzione, nei Tarocchi, è quella che va verso il futuro. Perciò il Matto guarda verso il domani, in un eterno movimento che significa trasformazione, perché é attraverso il viaggio che la mente si apre e acquisisce la conoscenza del mondo. E questa trasformazione farà di lui la carta successiva, il Mago, quando, aprendo il suo fagotto, ne tirerà fuori gli elementi che porrà sul tavolo della trasformazione.

Significati al diritto

Viaggi, spostamenti, nuove esperienze. Sta arrivando qualcosa di inatteso. Non bisogna curarsi del giudizio degli altri. Comunicazioni; bisogna dare importanza all’intuito e ai sogni. Ispirazione positiva. Anticonformismo, energia che va nella giusta direzione. Evoluzione personale. Sarà necessario seguire lo sguardo del Matto, ossia vedere quale Carta lo segue, per chiarire meglio il suo significato nella stesura.

Significati al rovescio

La Carta si negativizza, quindi l’energia fluisce in modo sbagliato. Il consultante vive di illusioni, di idee campate per aria. Cose incompiute e lasciate a metà, litigi, discussioni, colpi di testa, confusione. Esaurimento nervoso, senso di ansia, angoscia, idee fisse. Sfiducia, passività. La Carta rovesciata indica la necessità di fermarsi nelle azioni e attendere tempi più propizi.

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Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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