2 Marzo 2024

Tajani

SETTE GIORNI DI LUTTO NAZIONALE (CI VUOL TEMPO PER SPARTIRSI UN IMPERO) @ La Pillola Politica di Mava Fankù⁷

Cosa rimane di Berlusconi, adesso che lo spettacolo è finito? Tre cose, a mio parere: la sua pseudoempatia; la sua verve o meglio il suo essere istrionico; e soprattutto, il suo umorismo apparentemente perbene ma di base un pò troppo arrogante, tanto misogino e molto maleducato. Non parliamo poi dei danni culturali e politici fatti all’Italia, delle vane promesse di benessere economico fatte agli italiani, e dei tanti posti di lavoro promessi e non mantenuti, salvo quelli apicali che poi sono stati ereditati dai suoi figli nelle aziende di famiglia e dai suoi sodali nei Palazzi del potere.

E sarà in virtù delle sue indubbie capacità imprenditoriali applicate anche alla sua politica, che ora, per la sua recente dipartita, sono stati proposti sette giorni di lutto nazionale, che ricordano i fatidici sette giorni della creazione dell’universo?

Io ho l’impressione che questa settimana di gramaglie sia invece la copertura di qualcos’altro. Come se dietro le quinte ci si stesse prendendo del tempo per spartirsi l’impero. Ma chi erediterà la sua posizione? Forse Tajani, ma che non potrebbe perché attualmente Ministro degli Esteri. Forse la figlia Marina, che potrebbe subentrare nella segreteria del suo partito, come si vociferava all’inizio della pandemia, quando lui si ammalò di Covid. Ma un solo essere umano non basterebbe a sostituirlo, tale è il potere esercitato per un trentennio dalla grande seduzione del berlusconismo.

Ecco, il berlusconismo: da qualche giorno circola in rete un convincente aforisma attribuito a una famosa scrittrice, da lei prontamente smentito, che descrive questo ismo come la più grande catastrofe culturale dei nostri tempi, peggiore addirittura del fascismo, perché più subdolo e sotterraneo, in quanto fortemente seduttivo e apparentemente vincente, avendo introdotto la mercificazione della cultura, dove tutto può essere venduto e comprato, in un grande calciomercato che va da palazzo Madama alle discoteche di Milano.

E proprio per saziare la sua satiresca passione per il genere femminile, quante belle donne, o ex tali, ha sistemato in politica (e non) il Cavaliere, così da munirle di reddito sicuro istituzionale e pensione a spese dei contribuenti? Salvo poi comportarsi in maniera diametralmente opposta con le donne non attraenti, che bullizzava con iconiche barzellette trash, fino alle esternazioni incommentabili su una Merkel “inchiavabile” e su una Bindi ”più bella che intelligente”.

@Foto web – Berlusconi pulisce la sedia dove si era seduto Travaglio.

Berlusconi è stato un liberale immaginario” – dichiara Bersani – che pur non andando affatto d’accordo con le idee e il carattere di Giorgia Meloni (mia opinione suffragata da quell’esilarante ripresa di appunti su fogliettini tra gli scanni del Senato, nei quali elencava tutta una serie di aggettivazioni negative nei confronti del Presidente Giorgia) – ci ha lasciato nelle mani di una destra destra”.

Ma l’antiberlusconismo migliore lo sta esprimendo Marco Travaglio, storico nemico del Cavaliere il quale, in una trasmissione condotta da Michele Santoro fece il gesto sprezzante di pulire la sedia sulla quale era stato seduto il direttore del Fatto Quotidiano, che dichiara:

Si sta procedendo ad una sorta di imbarazzante beatificazione di Berlusconi, che neanche lui approverebbe, volendo essere amato per quello che è stato, cioè simpatico si, ma anche canaglia, proprio come lo voleva la gente: una simpatica canaglia“!

@Foto Web – una commossa D’Urso ai Funerali di Stato di Berlusconi.

Santoro invece passa alla beatificazione: “Ci sono brutte cose che ha fatto Berlusconi che non gli perdono, non essendo io peraltro neanche cattolico, quindi non formulando il perdono” – afferma Michele Santoro – “ma in quella celebre puntata del mio programma, che ebbe uno share altissimo, dopo una iniziale defaiance prese in mano la scena e, durante l’intervallo mi si avvicinò e mi disse: ”Michele, ma quanto ci stiamo divertendo? Ecco quale era il suo personaggio, quando si parla della sua empatia. Poi gli dissi che era morto mio padre. Lui poggiò la sua testa sulla mia spalla e scoppiò a piangere a dirotto!“.

Spero che i miracoli di Silvio da Arcore siano finalmente finiti. I suoi seguaci avranno tempo e modo di scriverne vita e opere. Ma adesso, giù il sipario. E basta, finalmente.

Mava Fankù

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IL NAUFRAGIO DI CUTRO, LA CANZONE DI MARINELLA E IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

In copertina: immagine web

Se la politica è l’immagine di un Paese, allora è lecito chiedersi quale immagine si sia fissata nella retina dei cittadini, dopo il naufragio di Cutro. L’impressionante numero di bare tra le quali quelle piccole e strazianti dei bambini, oppure il karaoke, a Como, per il compleanno del vicepremier Salvini? Che il Mediterraneo sia diventato un cimitero non c’è alcun dubbio, e a nulla sono valse le iniziative poste dai vari governi per arginare le migrazioni che dal nord Africa giungono sulle nostre coste. E si parla dei governi di centro sinistra fino al giallo verde della penultima legislatura: insomma l’italiano medio ha visto tutti i colori dell’opportunismo politico. Prima ci fu la legge Bossi Fini del 2002, in merito alla quale oggi l’ex segretario di AN dichiara oggi: “La cosiddetta legge Bossi Fini è in vigore da vent’anni, va cambiata perché è mutata profondamente l’origine del fenomeno migratorio. Esso ha oggi dimensioni globali ed è sempre più correlato al dovere morale, oltre che al diritto internazionale, di garantire diritto d’asilo a chi fugge da guerre, rischi di genocidio, catastrofi naturali, violazioni di massa dei diritti fondamentali dell’uomo”.

https://documenti.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/022bis/021/00000002.pdf (Per leggere il testo della legge cliccare sul link)

Poi si passò, nel 2010, all’amicizia tra Berlusconi e Gheddafi, con seguito di amazzoni e tende beduine piantate a villa Pamphili, per giungere al 30% delle importazioni di gas; e poi via via tutti gli altri governi, fino all’accordo sul gas e le migrazioni firmato da Meloni il 28 gennaio scorso a Tripoli , come riportato da ANSA cliccando sul link sottostante:

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/01/28/meloni-intesa-italia-libia-per-potenziare-guardia-costiera-_fc86d2f8-f92e-4c5e-b14d-d132752b17af.html

La questione migranti si è quindi sempre discussa solo in funzione del conteggio dei voti elettorali e dei vantaggi in termini di accordi commerciali con la Libia, e soprattutto in un periodo come questo, nel quale le forniture di gas sono quanto mai necessarie. Quanto vale quindi, la vita di un migrante in termini di gas? Un metro cubo, due, dieci, cento?

Video @Repubblica

Se poi è vero, come dice Salvini, che dai barconi sbarcano solo immigrati che vengono a fare la pacchia in Italia, allora forse sarebbe doverosa una sua spiegazione circa la presenza della giornalista afghana Torpekai Amarkhel, morta nel naufragio del barcone a Steccato di Cutro, in fuga dal suo Paese per non essere uccisa dai Talebani. Alla memoria di Amarkhel, l’Ordine dei Giornalisti ha dedicato la Giornata internazionale della Donna, avvisandone tutti gli iscritti tramite mail, che sicuramente è arrivata anche a Tajani e Meloni, essendo anch’essi giornalisti (i dati sono consultabili sul sito, cliccando sul link in basso).

Il problema vero è che per anni gli italiani sono stati bombardati da notizie in grado di azzerare le loro facoltà cognitive e critiche, attraverso l’uso sapiente di certa stampa e dei social; attraverso le fake news, le stanze dell’eco e le incitazioni all’odio (“Rimandiamoli a casa loro!”, “Prima gli italiani!“); attraverso l’ignoranza della geopolitica dell’ultimo secolo, senza la cui conoscenza è impossibile comprendere il perché delle migrazioni verso l’Europa; alimentando un popolo a tv spazzatura e dipendenza da internet. A chi giova tutto questo? Certo non ai poveri disperati che sono affogati nel mare davanti a Cutro. Proviamo a respirare cinque secondi mettendo la testa dentro la vasca da bagno e cerchiamo di immaginare quale calvario abbiano vissuto quelle persone. Loro non hanno avuto il modo di festeggiare il loro arrivo e nemmeno di cantare di felicità per avercela fatta. Ma al posto loro, lo hanno fatto altri, allegri e spensierati, a centinaia di chilometri da dove giacevano le loro bare, che non hanno meritato neanche uno sguardo di pietà o un fiore da chi, la nostra Italia, la rappresenta.

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Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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