23 Febbraio 2024

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HORROR D’AUTORE IN STREAMING CONTRO DARIO ARGENTO @ PENSIERINI FILMICI DI MAVA FANKU’

Ascolta dalla voce di Mava

Penso che Dario Argento sia sopravvalutato: un mediocre mestierante senza alcun talento nella suspense, se non per essere riuscito a farsi un nome dal cattivo gusto imperante nei suoi film girati male, interpretati da attori che se sono bravi e in grado di auto-dirigersi si salvano, altrimenti se al posto suo ci fosse un pinco pallino qualsiasi a dirigerli non si noterebbe alcuna differenza.


Con quelle brutte trame tirate per i capelli, che lui racconta gli entrano dalla finestra le idee, e si spaventa da solo. Infatti i suoi film non hanno mai fatto paura a nessuno. Ma il guaio è che poi gliele hanno sempre inverosimilmente prodotte le sue pellicole senz’arte nè parte, creando un mito dal nulla. Forse come tutti i miti.

Ma nel suo caso hanno proprio esagerato a costruire un genere da film a dir poco naif, per non dire dilettantistici. Sarà avvenuto tutto per caso, come le sigarette Lucky Strike, nate da un errore di tostatura del tabacco.

Luca Guadagnino ha fatto un remake di Suspiria che è un furbesco bluff. Nel senso che di Dario Argento ha preso solo il titolo famoso, per attirare la curiosità degli spettatori, ma ne ha reinventato un film tutto suo che a differenza dell’originale funziona, per dimostrare che è più bravo lui del celebre maestro. Ma ci voleva davvero poco.


La mia è una critica feroce, ma maturata nel tempo, perchè è molto facile vedere film horror migliori di quelli che fa/faceva il regista Argento, di fatto solo di latta o meglio carta stagnola, come quella dei Mon Cherie secchi senza liquore. Si salvano solo alcune colonne sonore, montate pure in modo ridondante.


Ho appena visto un complesso horror-fantasy del 2022 che vi segnalo nel labirinto dello streaming, perchè è inquietante, girato benissimo e interpretato ancor meglio.


HATCHING LA FORMA DEL MALE – Un corvo nero entra dalla finestra in una stanza, arredata come una cristalliera di Barbie, dove una donna bionda, moglie fedifraga e madre tirannica, circondata dalla sua perfetta famigliola: figlia succube ginnasta, figlioletto frustrato dal deficit di accudimento, e maritino che è l’emblema del perfetto cornuto, è impegnata a girare vlog per il suo patinato blog.

Ma il corvo giustamente spaventato fa infrangere sul pavimento alcuni preziosi cristalli e persino il lampadario. Viene afferrato con una coperta dalla figlia, una ragazzina dodicenne, e vorrebbe portarlo fuori per liberarlo.

Ma l’amorevole madre reclama il corvo, che culla infagottato nella coperta fino a spezzargli il collo, e consegnandolo alla figlia, la prega di buttarlo nella spazzatura. Ma il corvo sopravvive, seppur con il collo spezzato, e dal bidone della spazzatura vola a stento verso la vicina boscaglia.

Viene ritrovato stremato dalla sensibile e premurosa bambina che, per porre fine alla sua agonia, lo schiaccia con una pietra fino a ridurlo in poltiglia. Li vicino nota uno strano uovo e lo porta a casa per covarlo. L’uovo cresce a dismisura, finché un bel giorno si illumina e qualcosa o qualcuno da dentro lo rompe…

Ciò che segue a questa prima scena – descritta nei minimi particolari per catturare la vostra attenzione e spero ispirarvi a vederlo – è inimmaginabile e vi terrà col fiato sospeso per tutta la durata di questo horror-fantasy-simbolico d’autore, sulle mostruosità che covano nelle famigliole influencer, altro che d’Argento con la frangetta di Mafalda! 🙂

Uscito nelle sale nell’ottobre del 2022, vi esorto a cercarlo in streaming…

Parola di Mava Fanku’

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”LORO” di SORRENTINO: UNA RIPROPOSTA alla MEMORIA di SILVIO BERLUSCONI tra LUCI e OMBRE @ di Mava Fankù

“Ma te che cosa ti aspettavi? Di poter essere l’uomo più ricco del Paese, di fare il premier e anche che tutti ti amassero alla follia?..
Sì, io mi aspettavo proprio questo“.

Nell’attuale panorama cinematografico italiano in streaming, il film ”Loro” di Paolo Sorrentino si distingue per il suo coraggioso e ambizioso ritratto di Silvio Berlusconi, figura che ha segnato la storia politica, economica e sociale del nostro Paese.

In occasione della sua recente scomparsa, ci sembra interessante ripercorrere le suggestioni e le provocazioni offerte da questa sontuosa pellicola in due film, girati con la solita maestria dal più creativo dei nostri registi, dopo Fellini.

Film amato e criticato al tempo stesso, che ci mostra un Berlusconi in carne e ossa, tra miserie e nobiltà, personificato dall’inseparabile Tony Servillo, perfetto in questo ruolo, e con una sorprendente Elena Sofia Ricci nei panni della moglie Veronica Lario.

La grandezza di Sorrentino sta nel suo abile bilanciamento tra analisi critica delle ombre di Berlusconi, quali l’avidità, la vanità, il narcisismo, l’abuso di potere, le relazioni burrascose, e delle luci sull’attenzione alle sue qualità caratteriali, quali la capacità di intrattenere e di comunicare, con empatica umanità, compreso il suo goliardico cinismo.

Il regista napoletano riesce a dare vita ad un personaggio sfaccettato e contraddittorio, evitando di cadere nella trappola della caricatura e della demonizzazione, pur non risparmiando nemmeno gli aspetti più torbidi, come le sue lussuose feste nell’immensa villa di Arcore, descritte con dovizia di particolari, come dei veri e propri baccanali postmoderni.

E proprio il planare registico da un festino a un momento di familiare intimità e persino introspezione autocritica del protagonista che rende il film ”Loro” un’opera complessa e affascinante, capace di stimolare riflessioni e dibattiti.

Nonostante le evidenti critiche e il tono dissacrante con cui Sorrentino affronta il tema, è noto che la stesso Berlusconi abbia apprezzato il film del talentuoso regista.

In conclusione, “Loro” di Paolo Sorrentino rappresenta un affresco cinematografico capace di suscitare emozioni ambivalenti grazie alla sua originale e coraggiosa drammaturgia.

Vediamolo o rivediamolo in streaming per ammirare ancora una volta l’arte e la maestria di un sempre discutibile ma grande regista.

Mava Fanķù

Mava Fankù by Emyliù Spataro

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MIA MADRE. NANNI MORETTI SPELEOLOGO DEL DOLORE @ Visioni streaming di Emyliù Spataro

Sempre per il viaggio nello streaming d’autore A.C. (Ante Corona) rivedo un film di Nanni Moretti del 2015.

Questa volta non volevo scrivere una recensione, ma criticare il film solo con le foto che mi feci all’uscita dal cinema, supponendo che il mio volto, ancora intriso di emozioni, bastasse a descrivere il mio stato d’animo senza tradurre in parole le riflessioni. Proprio perchè il tema è doloroso, profondo, importante, ancestrale, angosciante, disperante, ineluttabile.

Ma decido di scriverne dopo averlo visto in streaming. E cosí sia. Questo film di Nanni Moretti ci fa riflettere tutti. Chi c’è passato, chi ci sta passando, chi ci passerà, e lo stile del regista va dritto allo scopo come un pugno nello stomaco, contornato da mille sfumature di dolore e di vita. Solo chi ha avuto la “fortuna” di non passarci, andando via prima, si è risparmiato il dolore più devastante del mondo. La morte di una madre.

Ma il maestro, che non è nuovo ai temi tragici, come uno speleologo dell’umano dolore, già ne “La stanza del figlio” era sceso con la macchina da presa ad esplorare le indicibili sofferenze causate dalla perdita di un figlio.

In questo “Mia madre” raffina la sua arte filmica, mescolando il dramma con la commedia, adoperando l’intensa maschera di John Turturro per incastonare la storia con godibili sequenze di un film girato nel film.

E con la ricorrente presenza della sua musa, una più che mai sensibile e intorcinata Margherita Buy, questa volta nel duplice ruolo di sorella e regista di film socialmente impegnati.

La tragicomica autoironia é sempre una delle cifre vincenti di Moretti, insieme alla scelta degli attori e sopratutto delle parti femminili, con una mirabile Giulia Lazzarini, sublime nel ruolo della madre morente.

Cercatelo in streaming, è persino migliore del suo ultimo film ”IL sol dell’avvenire”, che è già un ottimo film, e con il quale ha elementi registici in comune.

Parola di Emyliù

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NOSTALGIA DEL CINEMA ANTE VIRUS @ I PENSIERINI DI MAVA FANKU’

Ascolta dalla voce di Mava

Che nostalgia del Cinema al Cinema, prima delle mascherine e dei lascia-passare, quando lo streaming era un’alternativa domestica, ma non una costrizione succedanea, come lo è stato per un lungo periodo…

E anche se adesso non ci sono più divieti, nel frattempo persino “noi” puristi del CINEMA al CINEMA ci siamo convertiti in larga parte alla visione in streaming, che avrà pure i suoi vantaggi, ma tra gli svantaggi c’è quello di perdere quasi tutta la magia che solo il grande schermo può dare.

A parte quando un vicino di poltrona ti sgranocchiava (nell’orecchio) i pop corn per tutta la durata del film :)(:

E dicevo “perdere quasi”, perchè in certi rari casi, quella magia la si ritrova quando si ha la fortuna di poter vedere un bel film d’autore in streaming. Perchè se riesce ad emozionarti anche in TV o persino su un display del cellulare, gustandoselo anche in piu’ puntate, come quando un film ti prende veramente e ci entri dentro come per incanto, e vorresti che non finisse piu’…

allora vuol dire che l’arte c’è di sicuro…

Come in NOSTALGIA di Mario Martone, con un Pierfrancesco Favino che crea un personaggio cosi’ vero, con un improbabile accento “straniero”, tornando dall’estero dopo una vita, nella sua Napoli dei quartieri bassi, ritrovando l’anziana madre, che pur quasi cieca, lo riconosce quando se lo trova davanti, seppur lui si limiti a guardarla senza parole, con amore.

E quando l’aiuta a lavarsi in una tinozza, con tutta la dolcezza del mondo di cui un figlio è capace di provare per una madre, e la pettina, l’asciuga, la prende in braccio e la ripone come una bambina nel letto fresco di bucato, ne si sente quasi il profumo di quell’amore.

Ma non ve lo voglio raccontare, questo incantevole film, anche perche’ non l’ho ancora visto tutto 🙂

Vi ho descritto solo le scene iniziali per invogliarvi a vederlo, se non l’avete ancora visto.

Ne vale davvero la pena.

Per disintossicarci dal selvaggio streaming di serie, con un vero film che ci emozionera’.

Parola di Mava Fankù

FOTOGRAMMI dal film NOSTALGIA di MARIO MARTONE con PIERFRANCESCO FAVINO

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LA DEA FORTUNA di OZPETEK. OMOGENITORIALITA’ E FLUIDITA’ AFFETTIVA @ PENSIERINI FILMICI DI MAVA FANKU’

Nel giorno della Santa Pasqua, continua il viaggio nello streaming A.C. (non Avanti Cristo, ma Ante CoronaVirus) con un film di Ferzan Ozpetek, uscito a ridosso dell’inizio politico della pandemia in Italia

“La Dea Fortuna” di Ferzan Ozpetek mi sembra una buona evoluzione postmoderna dell’arcaico ”Le Fate Ignoranti”, dove l’omogenitorialità e la fluidità affettiva fanno da filo conduttore nel nuovo film corale del regista turco romano.

E come ne ”Le Fate Ignoranti” ci sono certe atmosfere conviviali delle feste e mangiate collettive in terrazza, ma questa volta non sempre amicali e non sempre a Roma, che dal suo amato quartiere Ostiense del primo film ambientato a casa del regista, si sposta nel quartiere di Piazza Bologna, e nella parte finale anche nella splendente natura siciliana, in quel di Palestrina dove si trova il santuario della Dea Fortuna…

E c’è anche la sua onnipresente amica turca Serra Ylmaz e una nuova figura di donna transgender, Cristina Bugatty, che seppur sia molto brava e con una elegante fisicità, non fa dimenticare l’eterea Lucrezia Valia (presente anche in ”Magnifica Presenza”) che nel suo affinamento ancor più femminile di oggi sarebbe stata perfetta, ma la scelta di una nuova attrice trans è stata comunque felice e allontana l’effetto di uno smaccato remake.

Felice anche la scelta di Edoardo Leo che, da buon attore di commedie, caratterizzato sempre sul genere “coatto de Roma”, qui viene consacrato con il suo primo ruolo ricco di sfumature, seppur sempre un pò romanaccio, ma in un film d’autore.

Bravo e solido oscura un po’ Stefano Accorsi, altro erede de ”Le Fate Ignoranti” che a vederlo vent’anni dopo dicono abbia sempre la stessa espressione di allora, che trovo comunque sia una bella espressione.

I due interpretano una coppia gay in crisi che durante una festa riceve la visita di una loro comune e molto cara amica (la sempre intensa Jasmine Trinca) che porta i suoi figli, una ragazzina di 12 anni e un bambino più piccolo.

E dalla sua richiesta alla coppia di amici di prendersi cura dei suoi bambini, nell’attesa di ricoverarsi in ospedale per accertamenti clinici, si dipana tutta l’avvincente storia… Il cameo di Barbara Alberti è una nota divertente nella malinconia della trama.

La scrittrice è stata consigliata al regista nientepopodimenochè da Mina (magnificamente presente nella colonna sonora), ha il fisico del ruolo perfetto per la vecchia madre stronza di Jasmine Trinca, tanto aristocratica quanto crudele, ricalca se stessa ben diretta con misura.

Uno dei pregi di questo bel film, oltre all’ottimo cast e all’attualità della storia, è la figura amicale della transgender, disegnata con garbo e senza citare il genere neanche una volta. Cose che avvengono solo nei film di Ozpetek come in una fiaba Lgbtxyz.

Parola di Mava Fankù

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  • Registrazione Tribunale di Roma n.133/22 del 8/11/22

Direttore Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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Emilio Spataro, in arte Emyliù, attore, chansonnier, fotografo, grafico. Di origine calabrese cirotana, vive a Roma. Opinionista e Web Master del Magazine.

MAVA FANKU'

Opinionista disincantata, dotata di un notevole senso dell'umorismo e di una dialettica tagliente, Mava Fankù cura attualmente due rubriche, La Pillola Politica e I Pensierini di Mava, elzeviri su temi vari che ispirano la nostra signorina agèe, da poco anche in video, oltre che in podcast, oltre che in scrittura.

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Romano, educatore, formatore e appassionato di lettura e comunicazione. Attore del Teatro Studio Jankowski di Roma

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Diplomato all'Istituto Alberghiero Michelangelo Buonarroti di Fiuggi (FR) - Dopo una lunga esperienza in Italia, e all'estero come chef per personaggi di rilievo, sia in casa che su yacht, nel 2013 si è trasferito a Londra, dove ha appreso nozioni di cucina multietnica continuando a lavorare come chef privato.

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Ho sperimentato il palco cimentandomi in progetti di Teatro Sociale tra il 2012 e il 2015 con testi sulla Shoa, sul femminicidio, sulla guerra. Il mio percorso teatrale è poi proseguito in autonomia quando ho sentito il desiderio di portare in scena testi scritti proprio da me.Tutti i miei scritti per scelta hanno

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