3 Marzo 2024

sorella

“LA DOMANDA” UNA POESIA RITROVATA DI ANNA SEGRE

In copertina: Anna Segre e Baruh

“Ho nascosto tra i libri poesie dell’estate, che pensavo meglio non le leggesse nessuno. Però ora mi sa che questa ci sta”. Anna Segre e la poesia ritrovata dal titolo “La domanda”. Anna Segre e il suo “La distruzione dell’amore”, giunto alla quarta ristampa. Anna Segre e The Women Sentinel, in un ritratto della psicoterapeuta e poetessa romana.

Anna Segre, come nasce l’idea del libro “La distruzione dell’amore”?

“Ho sempre scritto poesie; le ho raccolte e mi sono accorta, nel raccoglierle, che ce ne erano tantissime sul conflitto e quindi abbiamo tracciato una linea rossa, una linea di interpretazione rispetto al libro, riguardo a ciò che accade all’interno di una relazione d’amore. Nel mio caso, relazione d’amore tra donne, quindi conflitto tra donne”.

Lei è una psicoterapeuta. Come si inserisce, se si può inserire, questo libro nella sua carriera?

“Tutto è collegato. Chi legge le mie poesie dice che faccio la psicoterapeuta; ma chi mi conosceva quando avevo 14 anni dice questa sei proprio tu, quindi evidentemente c’è un’amalgama tra la me stessa di una volta e la me stessa professionale, per cui mi ritengo amalgamata, armoniosa”.

Qual è stata l’ispirazione per la poesia?

“Lia. Mia sorella è l’ispirazione. La proiezione di luce del diritto all’amore”.

ASCOLTA LA POESIA DI ANNA SEGRE INTERPRETATA DA ALESSIO PAPALINI

LA DOMANDA

Avevi diritto a tutto.

Ti spettavano gli sguardi della mamma

e di stare attaccata al seno

tenuta con gli occhi

guardata con le mani.

Doveva essere tuo l’ascolto,

noi deliziati della tua voce

com’eri brava a tentare i suoni

fiduciosa che per ogni chicco

ci fosse una parola

per ogni pezzo di realtà.

Sarebbe stato giusto

saperti indispensabile

sarebbe stato il minimo

la natura divina

i miracoli dei tuoi gesti

e delle lacrime

che dove cadevano

facevano prati.

Solo l’amore avrebbe potuto

darti la statura

la signoria

la maestà.

Mia farfalla accartocciata

mia aquila accecata.

E io ti prego:

non lasciarti calmare

dalle cose

anche se sembrava mancassero

proprio quelle

gli zuccheri non nutrono

anche se sul momento

saziano la fame.

Non è vero ciò che hai

bensì ciò che sei.

La tua anima è un rubinetto rotto

che goccia e perde plic ploc

anche se stringi per chiuderlo

questa tua insopprimibile

domanda a dio.

Title: Leaving
Author: Edoy
Source: https://freemusicarchive.org/music/Edoy/introspect/leaving-1/
License: CC BY 4.0
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