SALVINI

IL TEST DEL TROVAPARTITO DI MAVA FANKU’

ASCOLTA DALLA VOCE DI MAVA FANKU’

Ho sentito dire che c’è un giochino in TV chiamato “Trovapartito”… Non sono andata a cercarlo per non lasciarmi influenzare, in modo da immaginarlo liberamente.

Si tratterebbe di rispondere ad un test sulle proprie esigenze politiche, in modo tale da trovare nella vasta scelta dei partiti in lizza per le prossime elezioni, come su un catalogo di gigolò e gigolette, l’aspetto più vicino alle nostre attese…

Del genere “aspetta e spera” lo sono un po’ tutti, perché è proprio uso delle campagne elettorali promettere ciò che non si manterrà, o come fanno a destra e sinistra, sparlare gli uni degli altri alla Elsa Maxwell, screditandosi vicendevolmente…

Elsa Maxwell, famosa giornalista di gossip, spettegola con Marilyn Monroe

Ma ci sarà un partito che, anziché fare pettegolezzi pre-elettorali, parli semplicemente di programmi costruttivi, che non sia abolire quel che già è stato fatto, senza aver sperimentato nulla di nuovo in alternativa?

Formuliamo un test ideale.

Il Test di Mava Fankù:

A) Voglio un partito libertario e progressista, con contraddizioni ed errori ammessi, che promuova lo slogan: “Non solo, ma Anche”, del genere “non solo Jus Soli et Jus Accompagnati + Cannabis libera dall’erogatore in ogni metro + Eutanasia per tutti compilando modulo on-line. Con un programma di cose dette in quest’ordine è comprensibile, come reazione, unire il mio nome al mio cognome, dopo essersi scaramanticamente palpati le parti intime! Ma se si aggiungesse a queste tre cose, oggettivamente importanti, qualcosa di più utilmente popolare e adatto a tutte le età e condizioni? Del genere smart-working per tutti con accredito sulla propria postepay a fine lavoro quotidiano?

Così si ordina una pizza napoletana con Vesuvio centrale di pummalora ‘ncoppa e bordo ripieno di ricotta…

E buon appetito con il partito di Mava Fankù

P.S. Manca la B?

Vero, che sbadata!

B) Voglio un partito conservatore di cose rancide surgelate e oscurantista da sbatterci col muso sul vetro della TV ogni volta che appare “quella con gli occhi di fuori come pesce da freezer” + quel salume avvolto in una t-shirt bisunta con l’effige di Putinia impunturata con rosari intrisi di Mohito…

Taglio corto che devo prendere al volo l’astronave per la Luna (ma non ditelo agli americani, che voglio stare tranquilla nel mio craterino), fate la vostra scelta e buon voto… di castità!

Perchè con quei due per cinque anni a me cala la libido. E a voi?

Bacini sulle dita, affinchè votiate bene, dalla Vostra Mava Fankù

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SALVINI E IL MODELLO UNGHERIA: LA FAMIGLIO-TERAPIA

Prendendo forse spunto dalla politica di Putin sulle Madri eroine (https://www.thewomensentinel.net/2022/08/18/tutta-casa-e-famiglia-il-premio-di-putin-allutero-fecondo-delle-russe/), il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato che, in caso di vittoria alle prossime elezioni, adotterebbe le politiche della famiglia di modello ungherese. In una intervista a Radio24, Salvini ha infatti dichiarato: “Non c’è alcun dubbio che la legge più avanzata per la famiglia, quella che sta dando i migliori risultati al livello europeo, è quella dell’Ungheria. Ma non lo dico perchè c’è Orban, se fosse in Francia direi in Francia”.

Premesso che in questi giorni di campagna elettorale si sente di tutto e di più, e che l’elettore viene continuamente bombardato di proposte, come il povero Fantozzi nel celebre film; premesso che le destre italiane aderiscono al modello “Dio, Patria e famiglia”, come se il resto degli elettori fosse ateo, traditore e licenzioso (specifico l’ironia implicita nella frase, qualora ce ne fosse bisogno); premesso ciò, vediamo cos’è nello specifico il modello Orban.

Si tratta, prima di tutto, dell’esenzione a vita dalle tasse sui redditi per le donne che partoriscano almeno 4 figli. Poi, per quelle fino ai 40 anni che si sposano per la prima volta, è previsto un prestito a interessi ridotti di 31.500 euro, un terzo del quale viene estinto alla nascita del secondo figlio, e i cui gli interessi vengono cancellati alla nascita del terzo bambino.

Infine, il varo di prestiti agevolati per famiglie con almeno due figli per permettere l’acquisto di una casa. Senza parlare degli aiuti economici che, per ogni nuovo nato, porterebbero 3 mila euro in più a famiglia.

Ma Salvini fa di più e promette che se passasse questa proposta, ci sarebbero “tantissimi aiuti, incentivi economici veri: la donna dopo il terzo figlio diventa un soggetto fiscale molto ridotto, dal quarto figlio non lo è più, insomma la flat tax applicata alle famiglie. E poi ci sono congedi parentali estesi addirittura anche ai nonni”.

Tutto molto bello, ma a questo punto sorgono tre domande: dove si prenderanno i soldi per fare tutto questo? E poi, il destino delle donne sarà quello di stare a casa coi figli? E’ così che si pensa di far fronte alla crisi del lavoro, liberando i posti occupati dalle donne per assegnarli agli uomini? E infine: e le famiglie arcobaleno?

Sembra che le lancette dell’orologio potrebbero scorrere all’indietro. E’ questo che vogliamo davvero?

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LA POSTA DEL CUORE DI MAVA FANKU’ 2

Ironica, caustica e irriverente: Mava Fankù è tutto questo e anche di più. La nostra signorina ageé – mai chiederle gli anni, non sarebbe educato! – vive a Roma, e osserva la vita con distacco e curiosità. Che stia facendo una passeggiata o prendendo un chinotto nel suo bar preferito, oppure che guardi l’umanità dalla finestra ovale della sua camera – una sorta di oblò sul mondo – nulla sfugge al suo sguardo attento. Le relazioni d’amore e le loro dinamiche sono la sua passione. Potete scrivere alla nostra Mava, però siete avvertiti: non aspettatevi parole di consolazione o massaggini dell’ego: lei non ha peli sulla lingua, anzi sulla penna, quindi vi risponderà come pensa che sia più giusto ma sempre con sincerità e affetto.

Lettera di Francesco

Carissima Mava Fankù,

sono disperato, e sai qual è il problema? Mia suocera. Ora, tu penserai che è quello della suocera rompiscatole sia un classico, ma posso assicurarti che la mia è incredibile.

Io sono di sinistra, e lei è di destra. Già prima le cose non andavano benissimo; puoi immaginare le frecciatine e tutto il resto ma adesso…da quando siamo in campagna elettorale, la sua casa è diventata una sorta di cellula politica nella quale c’è un viavai di gente, volantini, giornali; si tengono riunioni per organizzare la base dei volontari, si mangia al sacco, insomma sembra un campeggio per anziani fomentati e nostalgici. Non si dorme e non c’è pace, perché lei abita al piano di sopra e i rumori sono continui; inoltre, a volte mi capita di uscire di casa e incontrare uno dei suoi sodali, che fa la risatina e dice: “Buongiorno al comunista!”. Io non sono comunista ma di sinistra, e questa situazione sta portando problemi anche al mio matrimonio, perché mia moglie, che non vuol sentire parlare di politica si rifiuta di parlare con la madre, lasciandomi solo a fronteggiare questa suocera fin troppo attiva.

Cosa fare?

Aspetto un tuo consiglio.

Francesco

RISPOSTA VOCALE DI MAVA FANKU’ A FRANCESCO Sottofondo musicale: “L’amore fa Puff Puff”, melodia di Emyliù Spataro arrangiata alla tastiera da Svetlana Chmykhalova

Caro Francesco,

quello della suocera invadente, mi pare un argomento cardine ricorrente nella dinamica familiare del maschietto italico. Perdona lo stereotipo.

Ora, ridando un’occhiata alla tua letterina, mi sta sorgendo un malizioso dubbio: ma sei sicuro che dietro questa rivalità, pure politica tra te e tua suocera, che organizza nostalgici raduni salottieri e ti punzecchia dandoti del comunista, mentre tu sei solo di sinistra, certo, non si celi una reciproca ed erotica attrazione alla yin e yang, rosso e nero, eros e tanhatos, amore e morte, estasi e voluttà, uniti in un unico amplesso? 🙂

Mi dirai – “Ma che stai a dì? Te sei impazzita?”…. Eppure tua suocera la vedo più simile alla Anne Brancoft del film “Il laureato” che non ad una arzilla vecchietta nostalgica – “eh, magari!” – mi dirai e continuerai a dirmi che la detesti e basta, che fisicamente è contro ogni tentazione e bla bla… e intanto mi pare che il tuo matrimonio sia in crisi, perché tua moglie non vuol sentir parlare di politica, dunque non parla con tua madre… vedi? Sua madre! Ecco, lapsus freudiano… qui un Edipo traslato ci sta tutto 🙂

Ma così facendo tua moglie che, ad esser sincera, mi pare un po’ qualunquista, scarica a te i rapporti con la sua iper-sociale madre… Quindi, che consiglio vuoi che ti dia se, da come le racconti, mi sta più simpatica tua suocera della tua larvata mogliettina?

Non fraintendermi, Francesco, sono una Radical Shock :), quindi sono dalla tua parte, ma nel clima di questa sgangherata campagna elettorale, riconosco che lo spirito social di tua suocera, è vincente rispetto all’isolazionismo di tua moglie, e anche al tuo, oltre a quello delle nostre sinistre. Consentimi l’uscita dal tema, ma neanche tanto, perché come quegli slogan vintage degli ani d’oro: “Il personale è politico” e “Tutto è politica”, sopratutto non volerne sentir parlare…

Ti direi giocosamente di mollare tua moglie e scappare con tua suocera alla “Harol e Maude” 🙂 ma ti consiglio seriamente di seguirne l’esempio, perché si sa che l’unione fa la forza. E lo consiglio caldamente anche alle nostre egotiche primedonne di sinistra 😉 Stop.

Ma il mio vero consiglio è questo: “Staccati, anche con del solvente se necessario, da quell’appendice del tuo cellulare che hai usato per scrivermi, e corri subito da tua moglie che sta aspettando un tuo slancio, fregandotene per una volta delle chiacchiere destre di tua suocera, per far l’amore dalla sera alla mattina con la tua mogliettina.

Viva l’Amore dalla tua e vostra Mava Fankù

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Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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Opinionista disincantata, dotata di un notevole senso dell'umorismo e di una dialettica tagliente, Mava Fankù risponderà ai lettori del nostro magazine nella sua rubrica settimanale "La posta del cuore".  Niente sfuggirà al suo giudizio, tagliente ma mai cattivo, e a chi scriverà elargirà i suoi consigli per cuori feriti, timidi, birichini , tachicardici e brachicardici.

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