pier paolo pasolini

CENTO ANNI DI PASOLINI- A BOLOGNA UN ITINERARIO SULLE ORME DEL POETA

Photos @StefaniaCatallo

Pasolini osserva la piazza Maggiore di Bologna con sguardo assorto. All’entrata del Palazzo Comunale, i visitatori vengono accolti dall’immagine dell’intellettuale, nato cento anni fa proprio a Bologna, dove visse alcune delle esperienze più formative della sua esistenza.
La città ha deciso di dedicare a PPP un percorso che porta il visitatore nei luoghi pasoliniani più importanti, a partire dalla casa natale fino a Villa Aldini, laddove tornò proprio nel 1975, anno della sua morte, per girare alcune scene di Salò o le 120 giornate di Sodoma.

Il palazzo comunale ospita una installazione a cielo aperto che mostra foto e frasi di Pasolini, cercando di renderne la dimensione umana e poetica.

Tra i ricordi dei 7 anni più belli della sua vita, Pasolini cita i pomeriggi da adolescente passati sotto al Portico della Morte, adiacente Piazza Maggiore, luogo che prende il nome dall’ex ospedale della Morte, oggi sede del Museo Civico Archeologico, in cui trovavano conforto i malati gravi e i condannati alla pena capitale. Qui sorge la Libreria Nanni, la più antica di Bologna, fondata nel 1825.. Ed è qui che si radica la passione di Pasolini per la letteratura: il Portico della Morte diventa centrale nella sua formazione intellettuale. “È il più bel ricordo di Bologna. Mi ricorda L’Idiota di Dostoevskij, mi ricorda il Macbeth di Shakespeare…
A quindici anni ho cominciato a comprare lì i miei primi libri, ed è stato bellissimo, perché non si legge mai più, in tutta la vita, con la gioia con cui si leggeva allora
” confida Pasolini ad Enzo Biagi, in un’intervista del 1971.Nell’immagine affissa sulla vetrina della Libreria il poeta è ritratto a passeggio per via Rizzoli assieme all’amico Luciano Serra, anch’egli poeta, conosciuto sui banchi del Liceo Galvani, con gli immancabili libri sotto al braccio.

E’ interessante anche percorrere i portici di via Zamboni, dove ha sede l’Università. Pasolini si iscrisse nel 1939 alla facoltà di Lettere, fondando poi una rivista “Eredi”, insieme ad altri amici poeti, titolo che intendeva essere un omaggio ai grandi, come Montale e Sereni. E’ interessante sapere che la rivista non venne mai stampata per disposizioni ministeriali sul consumo della carta, ma vide comunque la luce a spse dei suoi creatori.

Pasolini chiede la tesi di laurea a Roberto Longhi: ma nel 1943, poco più che ventenne, viene richiamato al fronte, e catturato dai tedeschi. Riesce a scappare dopo l’8 settembre: durante la fuga perde la tesi già abbozzata, e una volta tornato all’Università dopo un periodo di soggiorno a Casarsa decide di cambiare relatore, rivolgendosi al titolare della cattedra di Storia della letteratura Italiana Carlo Calcaterra. Si laurea nel 1945 con una tesi su Giovanni Pascoli. Pochi mesi dopo, l’amato fratello Guido viene ucciso dai partigiani garibaldini che auspicavano l’adesione del Friuli alla Jugoslavia di Tito. Il tempo di Bologna, luogo della formazione intellettuale, dei maestri, dell’amicizia e della poesia, si chiude.

Seguendo l’itinerario, si potrà visitare anche il liceo Galvani, lo Stadio dove Pasolini si era immaginato calciatore; la piazzetta Pasolini, dove ha sede l’archivio donato da Laura Betti, e altri luoghi dove lo spirito dell’intellettuale è vivo, e segue il visitatore.

Stefania Catallo

PASOLINI – Supplica a mia Madre – Corto di Stefania Catallo con Emyliù Spataro

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RICORDARE PIER PAOLO – READING PASOLINI DI EMYLIU’ SPATARO

A cento anni dalla nascita di Pasolini, si susseguono le iniziative in ricordo del grande intellettuale. Ripercorriamo i luoghi pasoliniani in compagnia di Emyliù Spataro, attore teatrale e protagonista del corto “Supplica a mia madre”.

Emyliù Spataro, quanto ritiene attuale l’arte di Pasolini, dalla scrittura al cinema?

“Durante questo centenario di Pier Paolo Pasolini ho riscoperto la sua estrema attualità, che artisticamente si esprime nel suo eclettismo e nel suo linguaggio che definirei “multimediale ante-litteram”, alternando, mescolando e contaminando, vari linguaggi espressivi attraverso le sue molteplici arti. In un’era in cui l’ipotesi di Internet non era ancora formulabile, lui si esprimeva come se già lo adoperasse. Amo particolarmente la sua produzione cinematografica, ricca di capolavori che rimangono sospesi in un Olimpo senza tempo, quindi più che attuali, eterni. Film intrisi di poesia pura come “Il fiore delle mille e una notte”, del quale ricordo una frase della voce narrante: “E’ sempre il meno bello che si innamora del più bello”. E altri potenti film neorealisti, che sublimano le sue amate borgate romane, come “Mamma Roma” con Anna Magnani, “Accattone”, “La ricotta”. “Teorema”, un controverso film sulla decadenza della sua classe borghese. Fino alle sue magnifiche trasposizioni dai classici come “Edipo Re” con i suoi attori ideali, presi dalla strada e fatti diventare professionisti, come Sergio Citti e Ninetto Davoli, “Medea” con la divina Maria Callas. Ma ancor più che nei suoi film, la sua attualità si manifesta nei suoi scritti e sopratutto nelle sue celebri interviste”.

Pier Paolo Pasolini e la Madre

Parliamo del Pasolini politico. Quale eredità ha lasciato?

“A proposito delle sue interviste scomode, ne ricordo una quasi profetica. In un programma televisivo Pasolini parlava dei danni che un giorno avrebbe causato la televisione, teorizzando di una futura omologazione culturale del popolo, dei ragazzi di borgata, che plagiati dai falsi modelli televisivi, più che proposti imposti in modo invasivo, entrando capillarmente nelle case e nei cervelli degli italiani, in un futuro ora attuale si sarebbero omologati, perdendo la loro originaria purezza incontaminata, per somigliare ai borghesi, confondendosi con loro. Omologazione profetica, che in senso politicamente più esteso, oggi sarebbe degenerata nello scenario attuale che mi piace immaginare analizzato da Pasolini. Come si sarebbe confrontato con queste destre? Perchè si sarebbe sicuramente confrontato: lui parlava anche con i fascisti, in modo dialettico, senza chiusure e pregiudizi. Forse perché e’ sempre stato molto critico nei confronti del comunismo, allora già in crisi, essendo ritenuto una sorta di “comunista di destra”, contraddittorio, cattolico, contro l’aborto. Ed è proprio questo un elemento di estremo fascino che denota la sua assoluta onestà intellettuale. In “Comizi d’amore” documentario in cui intervista gli italiani sulla loro sessualità, tocca livelli altissimi di giornalismo poetico d’autore. Ne “Le ceneri di Gramsci” riesce ad analizzare la crisi del comunismo in Italia, scrivendo delle poesie, cosa che trovo di una genialità assoluta”.

Emyliù Spataro interpreta “Supplica a mia madre di Pier Paolo Pasolini per il suo centenario

Come mai ha deciso di interpretare “Supplica a mia madre”? Quali sono state le sue sensazioni a riguardo?

“Supplica a mia madre” è per me il capolavoro assoluto di Pasolini. La prima volta che la lessi, da attore, mi identificai totalmente, cominciando a registrarla sin dalla prima lettura, realizzandone poi vari video. Sento un’identificazione totale immedesimandomi nella dichiarazione di amore assoluto che Pasolini fa alla madre. Questa cosa mi incuteva un sacro timore, cominciando a dedicarla a mia madre in un lontano giorno di compleanno, in cui lei, poverina, già aveva delle patologie senili importanti. Provavo angoscia ogni volta che pronunciavo i versi: “Ti supplico, non voler morire”. Oggi dedico a mia Madre Eleonora questa intervista e questo video, perché mi ha lasciato da poco. Pasolini in questa poesia si confessa, parlando della “fame d’amore di corpi senz’anima”, i ragazzi di vita che lui desiderava in modo conflittuale, ma non amava. E probabilmente non amò nessuno Pier Paolo, né un uomo, né tantomeno una donna, perché il suo amore era solo per la madre. Le sue ultime parole prima di morire, dice Pelosi che racconta sopraggiunse un gruppo all’idroscalo di Ostia che lo aggredì, furono: “mammina mia”!

Emilio Emyliù Spataro

Pasolini è di ispirazione per lei?

“Quando Pasolini entrò per la prima volta nella mia vita ero un bambino, nato un 5 marzo come lui, ed entrò sotto forma di notizia del Telegiornale. Era stato assassinato brutalmente un grande scrittore. La mia mente infantile non poteva comprendere le dinamiche dell’accaduto, ma la cosa mi turbò tantissimo. Finchè da adolescente, più consapevole, gli dedicai una mia poesia: “A Pier Paolo, morto d’amore”. Da allora, una volta arrivato a Roma dalla Calabria, mi feci una scorpacciata di tutti i suoi film nei cineclub trasteverini. E cominciai a leggere le sue opere e su di lui, interessandomi alla sua vita, ai suoi rapporti di amicizia amorosa e intellettuale con Elsa Morante, Dacia Maraini, Laura Betti, attrice in molti suoi film, ad esempio, e alle sue amicizie con artisti intellettuali come Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Dario Bellezza, e altri. Oggi mi ispirano molto alcuni suoi film, specie il suo capolavoro “Mamma Roma” con la mia attrice musa Anna Magnani, reinterpretando a mio modo alcune scene per farne dei corti. E farei anche delle letture interpretate dei suoi testi più folgoranti, magari per farne qualcosa di creativo. C’è tutto l’universo nella produzione di Pasolini, e la sua grandezza si manifesta sopratutto nella rimozione collettiva della sua tragica fine. La sua vita sessuale tormentata e violenta, vissuta con senso di colpa ed espiazione fino al tragico epilogo, che attirerebbe la morbosa e giudicante curiosità di taluni, forse avrebbe oscurato un artista mediocre. Ma è la sua grandezza che oscura ogni bruttura, splendendo di vita propria con le sue opere e il suo luminoso e lucido pensiero”.

Stefania Catallo

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Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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Emilio Spataro, in arte Emyliù, attore, chansonnier, fotografo, grafico. Di origine calabrese cirotana, vive a Roma. Webmaster del Magazine.

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