NON BINARIO

LA POSTA DEL CUORE DI MAVA FANKU’ 4

Ironica, caustica e irriverente: Mava Fankù è tutto questo e anche di più. La nostra signorina ageé – mai chiederle gli anni, non sarebbe educato! – vive a Roma, e osserva la vita con distacco e curiosità. Che stia facendo una passeggiata o prendendo un chinotto nel suo bar preferito, oppure che guardi l’umanità dalla finestra ovale della sua camera – una sorta di oblò sul mondo – nulla sfugge al suo sguardo attento. Le relazioni d’amore e le loro dinamiche sono la sua passione. Potete scrivere alla nostra Mava, però siete avvertiti: non aspettatevi parole di consolazione o massaggini dell’ego: lei non ha peli sulla lingua, anzi sulla penna, quindi vi risponderà come pensa che sia più giusto ma sempre con sincerità e affetto.

LETTERA DI LIVIA

Cara Mava Fankù,

mi chiamo Livia e ho 23 anni. Da un po’ di tempo ho iniziato a capire che mi piacciono le ragazze, e mi sento confusa. I miei genitori ancora non sanno niente, ma non sono un problema perché sono sicura che hanno capito e comunque non farebbero storie; però ho paura di essere ridicolizzata e presa in giro dagli altri, e questo mi farebbe stare troppo male, perciò ancora non mi sono “buttata” con nessuna. Poi visto quello che succede alla persone LGBTQ+, capirai i miei timori.

Mi dai un consiglio?

Grazie,

Livia

MAVA FANKU’ AL SUO DEBUTTO IN SOCIETA’ ALL’ETA’ DI LIVIA

ASCOLTA LA RISPOSTA DI MAVA FANKU’ DALLA SUA VOCE

SOTTOFONDO MUSICALE: “CHERCHEZ L’IDENTITE'” di EMYLIU’ SPATARO – ARRANGIAMENTO STRUMENTALE GIULIA MOON

Cara Livia, sarò seria nella leggerezza, perché l’argomento mi sta a cuore. Alle persone LGBTXYZ, come amo dire con ironia, per includere proprio tutto l’alfabeto delle nostre anime “non conformi”, succede da sempre di tutto, nel bene e nel male… Hai la fortuna di essere giovane in un’epoca in cui, seppur le fobie per l’orientamento sessuale siano ancora diffuse, le persone come “noi” (consentimi il plurale maiestatis 🙂 ) possono realizzarsi, se vogliono, su tutti i fronti.

Certo, non per tutti il terreno è spianato, talvolta sarà impervio e in salita, ma se si ha la grazia, come nel tuo caso, di avere genitori aperti e comprensivi, dovrai confrontarti solo con i tuoi timori e le tue remore, oltre che col mondo intero… Ma è ben poca cosa se avrai TE dalla tua parte.

Per darti subito un incoraggiamento, ti dico che imparerai presto a trasformare gli svantaggi in vantaggi, come un alchimista, perché la passione per l’amore che traspare dalle tue ponderate parole, ti darà sempre una naturale energia per affrontare ogni avversità, già dopo il primo amore ricambiato per una ragazza, che ti auguro avverrà nel più breve tempo possibile, se come dici ancora non ti sei “buttata”…

E’ lo scopo della vita l’amore, Liviuccia bella. E come diceva un vecchio signore canuto che ha fondato la psicanalisi: “l’amore non si manifesta mai con tanta prepotenza come nelle sue devianze”. Ahi! Usava proprio questo termine il vecchio Freud, ma in senso prettamente medico, scevro da ogni giudizio moralistico, come intenderebbe “quella tipa con gli occhi di fuori come pesce da freezer” (espressione coniata dalla badante esotica della mia famiglia).

Quindi, non come “devianza” dal pensiero squadrato, per non dire squadrista :O , di certe destre capeggiate da frutti tropicali o da bisunti salumi nostrani, ma piuttosto intesa come alternativa non conforme, appunto, all’accoppiamento binario… triste e solitario… Solo per ricordare i versi di una vecchia canzone, giammai per contestare l’amore tra uomo e donna che resterà sempre l’abbinamento più diffuso, ma che può convivere tranquillamente con altre possibili “liaisons”…

Assolutamente naturale è l’amore tra donne o tra uomini. O tra/verso tra-tra tri-tri e tru-tru che dir si voglia. Mi si consentano i nomignoli affettuosi. E te lo posso confermare perché il mio cuoricino palpitava, ricambiato, già tra i banchi dell’asilo, sia per le bambine che per i bambini. E a 5 anni non si può certo parlare di “devianza”, ma di naturali pulsioni infantili del cuore.

E “buttati” tra le braccia dell’amore, che santifica ed esorcizza sempre tutto, anche i nostri eventuali pregiudizi su noi stessi, condizionati dalle pressioni del mondo intero che, in condizioni ottimali, trasformerai in carburante per il tuo meraviglioso viaggio :*

La tua e vostra Mava Fankù

SCRIVI A MAVA FANKU’: LaPostaDelCuoreDiMavaFanku@TheWomenSentinel.net

CHERCHEZ L’IDENTITE’ – RICERCA LA TUA IDENTITA’ – PAROLE E MELODIA EMYLIU’ SPATARO – ARRANGIAMENTO MUSICALE GIULIA MOON

CANTA MAVA FANKU’

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DEVIANZA – LORENZO SANCHEZ – GEOGRAFIE DELL’IDENTITA’

La posso anche scrivere da sola, questa parola – ma da sola essa non sarà mai. Come serpi sotto una pietra, sotto di essa troviamo ideali e concetti, propagande e retoriche. La devianza non può esistere se non in presenza di una norma, di un destino, di qualcosa che-non-dovrebbe-essere-così-come-è.

La deviazione è ciò in cui incorriamo quando il nostro tragitto viene interrotto, un angolo laddove sarebbe dovuta essere una linea. Nello scrivere questa parola, Giorgia Meloni (e Fratelli d’Italia) ha tracciato tale linea. Un perimetro fatto di punti, entro i quali racchiudere – e descrivere – i corpi e le menti dell’Italia desiderata.

Lorenzo Raonel Simon Sanchez

Diciamolo: l’idea del rigore nel corpo e nella mente è un’idea vecchia e pure fascista. Fascista non solo per storia, ma anche per necessità. Per simbiosi. Lo stato-nazione, così come concepito nel suo significato più originale – quell’illusione di un passato condiviso e di un destino comune, di un sangue unico che si rende muscolo e poi braccio, ed ancora forza – nella sua spasmodica ricerca di unicità, di Senso, di totale supremazia, nasce e muore sui nostri corpi e nei nostri comportamenti. 

Il corpo non è solo un corpo – esso è un simbolo. Esso è il primo bastione in carne viva della fortezza nazionale. Il corpo maschile, inteso come virilità pura, come potenziale arma, come ideale di forza, integrità, impero; il corpo femminile, egualmente forte ma subordinato – giacché in esso, ci dicono, la nazione si riproduce.  Lo stato-nazione non può esistere se non nel binarismo dei corpi e dei generi; ne deriva che l’integrità dei corpi e delle menti, nonché la tutela del genere binario, sono una questione esistenziale per l’idea di nazione: il potere, ora armato, ora intellettuale dell’uomo si contrappone al potere biologico della donna.

Il corpo grasso, e ciò che esso per loro rappresenta – indolenza, pigrizia, debolezza – è nemico della nazione. Il corpo anoressico è nemico della nazione. Gli alcolisti e i ludopatici, coloro che si drogano, fumano o si feriscono, attentano al corpo – e dunque alla nazione. I comportamenti isolanti o evitanti, la ludopatia, sono nemici della nazione, sicchè essi denotano una debolezza inaccettabile nella mente e, verosimilmente, una corruzione nel corpo.

Ma quanto è orribile tutto questo? Quante cazzate. Quanti modi inutili di auto-infliggersi violenza e scambiarla per cultura. A questo ideale di mondo dobbiamo rispondere con un secco e deciso: no. No, no grazie, come se avessi accettato e tanti cari saluti.

Lorenzo Raonel Simon Sanchez


C’è una buona notizia: se lo stato-nazione fascista può vincere sui nostri corpi, su essi può anche perdere. Non certo a botte di “viva le devianze” scritti senza comprensione e con fare, diciamolo, un po’ paternalistico. Non sarà la mano dorata del patriarca a portare la pace sui nostri corpi – ma l’accettazione del nostro potere innato, della sovversività a noi concessa per natura e per elezione. La sovversività insita nel guardarsi allo specchio e accettare ciò che in noi è “”deviante””. La sovversività ribelle nei corpi androgini, in quelli queer, in quelli transgenere – nei corpi liberi. La rivoluzione che esiste nell’accettare i traumi individuali e collettivi, nel rinnegare la violenza a noi proposta, nel non nascondere le difficoltà, le vulnerabilità, le patologie e i modi in cui esse si intersecano con le gerarchie di dominio e oppressione che ci circondano, con gli spazi che abitiamo, con gli ambienti in cui viviamo.

Non dobbiamo ingannare noi stessi pensando che lo scambio tra Giorgia Meloni e Enrico Letta (e compagini varie) sia solo su fisicità e comportamenti. È una distrazione – in realtà si parla di potere, ovvero della capacità di far diventare un’unica prospettiva quella dominante, e di controllo – ovvero del modo in cui tutelare il potere. Ancora non sanno, poveretti, di essersi imbarcati in una battaglia dalla quale, presto o tardi, usciranno perdenti. Presto o tardi eserciteremo collettivamente le sovranità dei nostri corpi, e sarà pace. Almeno per un po’.

Sanchez – Warhol

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Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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Emilio Spataro, in arte Emyliù, attore, chansonnier, fotografo, grafico. Di origine calabrese cirotana, vive a Roma. Webmaster del Magazine.

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Attivista ANPI e Amnesty International, femminista, si occupa anche di Jus Soli e della causa degli italiani senza cittadinanza. Segue dal primo giorno la vicenda di Giulio Regeni, di cui riporta l'amaro conteggio ogni giorno sui suoi profili social. Attivista ANPI per il senso di profondo rispetto verso coloro che ci hanno liberato da nazisti e fascisti. "Siamo una democrazia e indietro non dobbiamo tornare".

Mava Fankù

Opinionista disincantata, dotata di un notevole senso dell'umorismo e di una dialettica tagliente, Mava Fankù risponderà ai lettori del nostro magazine nella sua rubrica settimanale "La posta del cuore".  Niente sfuggirà al suo giudizio, tagliente ma mai cattivo, e a chi scriverà elargirà i suoi consigli per cuori feriti, timidi, birichini , tachicardici e brachicardici.

Lorenzo Raonel Simon Sanchez

Esperto in comunicazione, divulgatore e attivista per i diritti umani della comunità LGBTQ+

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PATRIZIA MIRACCO

Psicoterapeuta e giornalista. Appassionata di arte e mamma umana di Aki, una bella cagnolina a quattro zampe di 4 anni.

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