MONKEIPOX

MONKEYPOX – PREOCCUPAZIONE PER LE COMPLICAZIONI DA ENCEFALITE

E’ di questi giorni la notizia, riportata sulla rivista eClinicalMedicine, dell‘insorgenza di encefalite, confusione e convulsioni in alcuni casi di Monkeypox. Le percenturali di insorgenza di queste complicazioni, comprese tra il 2 e il 3% del totale dei malati, sono state scoperte e documentate dagli scienziati dell’University College di Londra, del Barts Health NHS Trust, del Guy’s and St Thomas’ NHS Foundation Trust e del King’s College di Londra.

Nonostante l’incidenza sia bassa: “abbiamo scoperto – afferma Jonathan Rogers, a capo del team insieme a James Badenoch – che gravi complicazioni neurologiche come encefalite e convulsioni, sebbene rare, sono state osservate in un numero di casi tale da suscitare preoccupazione. Il nostro lavoro evidenzia la necessità di condurre ulteriori indagini. Riteniamo opportuno istituire una sorveglianza coordinata per rintracciare i pazienti a rischio di sintomi neurologici e psichiatrici”.

La mortalità dovuta al Monkeypox è attualmente dell’1 per mille.

Tuttavia, si raccomanda l’uso del vaccino e di interpellare il medico in caso di dubbio o di sintomi, senza però demonizzare i contagiati, in quanto la malattia può essere contratta da chiunque – e quindi non solo dagli omosessuali – attraverso il contatto diretto col malato.

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POLIOMIELITE – UN INCUBO CHE RITORNA?

Dopo il Covid e il Monkeypox, è arrivata la poliomielite. Sembra quasi che si tratti di un susseguirsi di piaghe bibliche, che da qualche anno flagellano il mondo in stile Apocalisse. Tuttavia, il nuovo diffondersi del virus della polio, ci ricorda che le vaccinazioni non sono qualcosa di inutile e di arcaico. E i casi registrati ci dicono che abbiamo la memoria corta. In pochi ricordano il caso di Rosanna Benzi, colpita da polio bulbo-spinale e costretta in un polmone d’acciaio per 29 anni. Il vero problema è che l’ignoranza – intesa come mancanza di informazione – unita alle fake news causa danni gravissimi. Si dirà che il vaccino ha effetti collaterali, che non è efficace e chi più ne ha più ne metta: tuttavia rimane l’unico strumento a disposizione per evitare di rivedere i ragazzini col tutore d’acciaio alle gambe. Quindi, pensiamoci.

Cos’è la poliomielite?

E’ un’infezione del sistema nervoso centrale causata dal Poliovirus, e che si trasmette per via orofecale, ossia con contatto con goccioline di saliva, attraverso colpi di tosse, starnuti oppure bevendo e mangiando alimenti contaminati. Il virus quindi attacca le mucose e in brevissimo tempo, dopo circa 6/20 giorni, invade l’organismo attraverso il sistema nervoso, provocando paralisi agli arti, soprattutto le gambe, che possono essere temporanee o permanenti.

Il segno più evidente della malattia è la cosiddetta “paralisi floscia”, ossia il rilassamento innaturale dei muscoli colpiti, che si ritirano, lasciando gli arti scarniti e deformi.

La poliomielite è stata dichiarata debellata in Italia nel 1982, grazie alle vaccinazioni di massa; l’Europa se ne è liberata nel 2002 e l’Africa nel 2020, tuttavia esistono ancora dei focolai in Asia.

(https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/p/poliomielite)

I casi a New York, Londra e Gerusalemme

Hans Kluge, direttore dell’OMS Europa ha dichiarato: “Tutti coloro che non sono vaccinati, o i cui figli hanno saltato le vaccinazioni programmate, dovrebbero effettuare la vaccinazione il prima possibile. I vaccini contro la poliomielite si sono dimostrati molto efficaci e sicuri. Il poliovirus ha trovato la sua strada verso individui suscettibili nelle comunità poco vaccinate”.

Il caso di poliomielite registrato ad agosto a New York, è il primo da quasi un dieci anni e ha coinvolto: un giovane non vaccinato. Il soggetto accusato i sintomi della malattia ed è stato colpito da paralisi, ma sembra che non abbia viaggiato all’estero. Nello stesso mese, anche a Londra veniva scoperta la malattia, e un comunicato dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria britannica offriva una dose di richiamo a tutti i bambni di età compresa tra 1 e 9 anni. Israele, a marzo scorso, aveva registrato dei casi nel Paese e nei territori palestinesi occupati.

Le cure

Purtroppo non esistono cure specifiche, per questo risulta indispensabile vaccinarsi.

Tuttavia, i sintomi possono essere controllati in modo che non si aggravino nel lungo termine attraverso gli antidolorifici, l’esercizio fisico e, nei casi più gravi, con interventi chirurgici.

Stefania Catallo

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Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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