mavafankù

LE PILLOLE POLITICHE di MAVA FANKU’ 2

Ascolta dalla voce di Mava

Sottofondo musicale: Balocchi e Profumi di E.A.Mario 1928

Sta proprio incombendo il momento fatidico. Tra qualche giorno sapremo se potremo continuare a sperare in un Paese democratico e libero, seppur alLETTAto cerebralmente, in cui però non avverrà alcuna regressione oscurantista, oppure se – per esempio – dovremo aspettarci l’attuazione di provvedimenti di legge che vietino la prevalenza della musica straniera sulle Radio, diffondendo almeno un ottanta per cento di musica nazionalista…

Perchè questo è stato capace di enunciare il SALUME prima di abdicare nella passata legislatura, quando era in coppia con le Stelline Cadenti.

E la MELONA “quella con occhi di fuori come pesce da freezer” (frase che pronunciò una governante georgiana quando la vide per la prima volta alla Tv italiana) sarebbe stata capace di far meglio il peggio del suo partner da tagliere.

Prima Mia e poi Vostra Mava Fankù

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LE PILLOLE POLITICHE DI MAVA FANKU’

Ascolta dalla voce di Mava Fankù

Il coretto iniziale e finale, da Ticò Ticò, è cantato da Ersy Giada

“Occhi di fuori come pesce da freezer” è sicuramente la capobanda di questa parata elettorale che non risparmia colpi bassi, pur di far breccia sull’elettorato più nostalgico di moralizzazione.

Il caso “Peppa Pig”, con la proposta di abolire un cartone animato che mostra due mamme (probabilmente omosessuali) con un bambino, è il colpo più basso della storia della libera espressione, ripristinando l’eco di una censura che non si vedeva dal Medioevo della nostra bistrattata Costituzione.

Il Gender, che dovrebbe esser preso come arricchimento, viene invece mistificato come pericolo incombente che minerebbe la stabilità familiare. Quando in realtà è esattamente il contrario, perché sciogliendo gli stretti nodi della repressione, le coppie liberamente formate, sarebbero più spontanee e vere. Dunque più stabili.

E per tranquillizzare quell’elettorato più impressionabile dalle destre o sinistre previsioni, basterebbe dire che, vanificando l’esistenza delle coppie forzate per copertura sociale, le coppie di uomini e donne ne risulterebbero rinvigorite e davvero moralizzate . Ma dall’inganno.

Mava Fankù

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LA POSTA DEL CUORE DI MAVA FANKU’ 5

Ironica, caustica e irriverente: Mava Fankù è tutto questo e anche di più. La nostra signorina ageé – mai chiederle gli anni, non sarebbe educato! – vive a Roma, e osserva la vita con distacco e curiosità. Che stia facendo una passeggiata o prendendo un chinotto nel suo bar preferito, oppure che guardi l’umanità dalla finestra ovale della sua camera – una sorta di oblò sul mondo – nulla sfugge al suo sguardo attento. Le relazioni d’amore e le loro dinamiche sono la sua passione. Potete scrivere alla nostra Mava, però siete avvertiti: non aspettatevi parole di consolazione o massaggini dell’ego: lei non ha peli sulla lingua, anzi sulla penna, quindi vi risponderà come pensa che sia più giusto ma sempre con sincerità e affetto.

LETTERA DI STEFANO

Cara Mava Fankù,

sono un tuo ammiratore. Ti leggo tutte le domeniche, e certe volte rileggo le tue risposte perché mi piace come scrivi e ti trovo simpatica. E poi mi piace anche la tua voce. Posso confessarti che mi sono preso una cotta per te? Magari incontrassi una donna cosi! Lo so che probabilmente non ci vedremo mai, però chissà, magari in futuro se farai qualche evento pubblico io ci sarò di sicuro. Sarebbe un onore conoscerti e magari scambiare quattro chiacchiere davanti a un aperitivo.

Spero di non essere stato invadente. Con devozione e ammirazione.

Tuo Stefano.

ASCOLTA LA RISPOSTA DALLA VOCE DI MAVA FANKU’

MAVA FANKU’ VOX
PH S.C. MAVA IN CAMERINO

Caro Stefano, questa volta non esordirò con un vezzeggiativo, tipo “Caro Stefaniuccio”, e poi capirai anche perché… Mi saluti addirittura con devozione… Non sarai mica uno slave per mistress? E non è una battuta. Nel qual caso mettiti l’anima in pace, perché anche se so di poter sembrare trasgressiva dalla mia scrittura e dalle mie immaginette – e di sicuro lo sono a mio modo – non ti farò entrare nella mia camera da letto parlandoti della mia vita intima, se non attraverso uno scatto, a mio avviso molto bello, che mi ha fatto una fotografa di scena in camerino prima di uno spettacolo.

Saprai che faccio teatro ogni moto di Luna. O, per meglio dire, che sono una “cantattrice calva”, come amo definirmi, con un’allusione a Feydeau e una alla mia eventuale alopecia, come la moglie di Will Smith che, se fosse stata più autoironica, forse avrebbe evitato la fine della carriera del fumantino maritino…

Tergiverso, perché sono un po’ prevenuta rispetto ai miei “ammiratori”, anche se devo dire che la tua letterina è scritta con garbo e molto tatto, a tal punto che si potrebbe pensare che a scriverla sia una donna, o comunque che dietro ci sia una sensibilità femminile. Come la mia. E non sono nemmeno saffica parnasiana, oltre a non collezionare Giani Bifronti 🙂 Per cui rimettiti in pace l’anima e continuiamo la chiacchierata…

Dici che ti piace come scrivo, e questo mi gratifica, e che ti piace la mia voce, e anche questo mi lusinga, e non aggiungi nemmeno che ho una voce sensuale, come mi scrivono praticamente tutti i miei fans 😉 Ammesso che io ne abbia, di fans disinteressati intendo, che apprezzino solo le mie qualità artistiche, se ci sono, senza invitarmi a prendere un aperitivo… Sai, l’aperitivo, mi ricorda la prima letterina di Marcella, e la mia citazione di Aldo Busi… valla a rileggere che è illuminante, o forse l’hai già letta e mi scrivi proprio per questo? 🙂

Perdona la giocosa malizia e se ti sto prendendo un po’ in giro, ma la tua non è una proposta seria, altrimenti mi avresti contattata in privato, dicendomi (come tutti) che ami le donne che nascondono una inaspettata (?) “sorpresa”… E io ti avrei risposto, per scoraggiarti, che la mia unica sorpresa è quella di non aver alcun desiderio di sorprendere (…) nessuno, se non con la mia unicità. Come chiunque abbia una personalità e non si identifichi in questi triti stereotipi.

Senti come suona male questa frase: “una donna con la sorpresa”. Come in quel film dal titolo troppo lungo (come solo Lina Wertmuller sapeva fare): “ Hedwig – La diva con qualcosa in più”. Per me il titolo più brutto adattato in italiano dai titolisti per lanciare un film straniero a tematica LGBTXYZ. E ancor più volgare, questo luogo comune suona quando viene formulato da una donna… Almeno a me fa questo effetto, e spero di non essere la sola a provarne disagio… Mi dirai che tu non me lo hai scritto, ma è sottinteso tra le righe delle tue paroline moderate e politicamente corrette.

Si, Stefano, sei stato invadente e inopportuno, ma è un peccato veniale da cui puoi auto-assolverti con dieci Ave MavaFankù…. 😉

P.S. facendo il giro del tuo quartiere di corsa…

Dalla Tua e Vostra Mava Fankù

“CHERCHEZ MOON” Versione Trance di “Cherchez L’Identite'” – Melodia e Parole di Emyliù Spataro – arrangiamento musicale e voce Giulia Moon

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LA POSTA DEL CUORE DI MAVA FANKU’ 3

Ironica, caustica e irriverente: Mava Fankù è tutto questo e anche di più. La nostra signorina ageé – mai chiederle gli anni, non sarebbe educato! – vive a Roma, e osserva la vita con distacco e curiosità. Che stia facendo una passeggiata o prendendo un chinotto nel suo bar preferito, oppure che guardi l’umanità dalla finestra ovale della sua camera – una sorta di oblò sul mondo – nulla sfugge al suo sguardo attento. Le relazioni d’amore e le loro dinamiche sono la sua passione. Potete scrivere alla nostra Mava, però siete avvertiti: non aspettatevi parole di consolazione o massaggini dell’ego: lei non ha peli sulla lingua, anzi sulla penna, quindi vi risponderà come pensa che sia più giusto ma sempre con sincerità e affetto.

LETTERA DI ANTONELLA

Cara Mava Fankù,

ho 28 anni e ti scrivo perché sono molto confusa e so che posso confidarmi solo con te, perché sono sicura che mi capirai.

Mi sono innamorata di un prete.

Ecco, finalmente l’ho detto. Dunque, da quando sono bambina frequento la parrocchia del mio quartiere, impegnandomi nelle solite attività, cioè le raccolte fondi, i mercatini di beneficienza, la biblioteca, i campi estivi per i bambini.

Quest’estate, proprio durante un campo estivo per i piccoli, ho conosciuto un giovane sacerdote che era arrivato per fare i suoi esercizi spirituali da noi, e ho perso la testa. E’ bello, carismatico, dolce: insomma ha tutto per far girare la testa a una ragazza, e credo che più di una abbia subito il suo fascino.

Lui fa finta di niente ed è amichevole con tutte, senza prendersi nessuna confidenza. Lo so che è solo un’illusione, ma pensi che se io gli dichiarassi i miei sentimenti sarebbe una catastrofe? Lui alla fine di agosto andrà via in un’altra città e io già sto male al pensiero. So che non potrà mai esserci nulla perché lui ha il voto di castità, però come sarebbe bello se anche platonicamente potessimo amarci.

Aspetto una tua risposta.

Baci,

Antonella

@PH E.S. Mava Fanku’ Story

RISPOSTA VOCALE DI MAVA FANKU’

Sottofondo musicale: “SOGNO LUNARE” – melodia Emyliù Spataro, arrangiamento pianoforte Svetlana Chmykhalova

Cara Antonellina, consentimi di vezzeggiare il tuo nome, come faccio di solito, ma con una ragazza così incantata e romantica, seppur trasgressiva, mi viene d’istinto. Cosa ti faccia pensare che io abbia dimestichezza con gli Uccelli di Rovo, non so 🙂 Anche perché il tuo bel pretino è molto diverso dal Padre Ralph dell’iconica serie televisiva degli anni 80, rimasta impressa nell’immaginario erotico collettivo di molte fanciulle di quell’epoca, oggi più che milfiche, ma che, considerata la tua giovane età, riguarda più me che te… ahimè 🙁

Ti posso comunque capire, perché il mio primo grande amore passionale, lo ebbi con un giovane seminarista conosciuto sugli annunci dei cuori solitari. E di questo ne ho già accennato nella mia prima letterina 🙂 Anche se al cuor non si comanda, ma in generale occorrerebbe regolarlo un pò, almeno nella fase iniziale dell’infatuazione, sento di poterti dare dei buoni consigli, avvalendomi non solo della mia esperienza, ma di altre storie che ho sentito raccontare, a onor del vero, più da uomini che da donne. Questo perché gli innaturali voti sacerdotali di castità, vengono rispettati da pochi, almeno per la mia esperienza diretta e indiretta…

Con questo non voglio incoraggiarti, anzi da quel che racconti, mi viene da augurarti che il fascinoso pretino non sia gay, perché se fosse etero, il suo arrivo sarebbe stato preceduto dalla sua fama di Don Giovanni in abito talare. Devi sapere, cara Marcella che i preti etero che amano le donne (una minoranza) sono quasi sempre dichiarati, perché tollerati, mentre i preti gay (che sono una moltitudine) hanno imparato a mimetizzarsi come fanno pure alcuni gay laici (che non vivono socialmente la loro omosessualità alla luce del sole), nascondendosi dietro le gonne dei preti e delle donne. Mentre quelli più intraprendenti e sicuri di se, si associano in lobby…

Ma se per un gay laico di bell’aspetto (che non si accetta) è più difficile fare il carino con le ragazze per copertura, senza destare sospetti nel momento in cui non ci sta con nessuna, per un gay con la gonna lunga nera da prete, che di solito portano con pavoneggiante disinvoltura, non assecondare le profferte amorose di una ragazza è una virtù.

Perciò, se tu dichiarassi i tuoi sentimenti, riceveresti di sicuro un ecclesiale due di picche. Quindi non te lo consiglio, staresti male da sola, struggendoti all’idea che magari lui sia combattuto tra l’amor carnale, o seppur platonico, per una ragazza, e l’amore per Gesù, che comunque qualcosa di ambiguo ha sempre avuto, sia per i pretini che per le suorine :O

Ed è per questo, cara Marcellina, che sento di proteggerti da te stessa, quando scrivi che accetteresti anche un amore platonico. Perchè in ogni caso ti immoleresti alla sofferenza amorosa, che noi donne sappiamo quanto può essere devastante e dolorosa. E senza nessuna consolazione sensuale, come soffrire per un tipo problematico, ma almeno ogni tanto gioire facendo l’amore. Che è una delle cose più belle della vita. E te lo auguro con il ragazzo giusto. Che non è il fake dell’Uccellino di Rovo 😉

Tanti bacetti affettuosi dalla tua e vostra Mava Fankù

SCRIVI A MAVA FANKU’: LaPostaDelCuoreDiMavaFanku@TheWomenSentinel.net

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LA POSTA DEL CUORE di MAVA FANKU’

Ironica, caustica e irriverente: Mava Fankù è tutto questo e anche di più. La nostra signorina ageé – mai chiederle gli anni, non sarebbe educato! – vive a Roma, e osserva la vita con distacco e curiosità. Che stia facendo una passeggiata o prendendo un chinotto nel suo bar preferito, oppure che guardi l’umanità dalla finestra ovale della sua camera – una sorta di oblò sul mondo – nulla sfugge al suo sguardo attento. Le relazioni d’amore e le loro dinamiche sono la sua passione. Potete scrivere alla nostra Mava, però siete avvertiti: non aspettatevi parole di consolazione o massaggini dell’ego: lei non ha peli sulla lingua, anzi sulla penna, quindi vi risponderà come pensa che sia più giusto ma sempre con sincerità e affetto.

Lettera di Marcella

Cara Mava Fankù, qualche tempo fa ho conosciuto un uomo, tramite una chat. Pur sapendo benissimo che in questi non luoghi virtuali si incontrano spesso individui molto discutibili, ho deciso di fidarmi e di iniziare la conoscenza con questo signore, che chiamerò F. All’inizio è stato tutto molto bello e per me che avevo vissuto anni in solitudine, è sembrato di ricominciare a vivere. Ci sono state lunghe chiacchierate, incontri per aperitivi, anche qualche cena durante le quali ci siamo scoperti molto simili. Poi, dopo esserci abbandonati all’estasi dei sensi, lui è sparito. Non ha più risposto ai miei messaggi, pur visualizzandoli, né a nessun altro tentativo di sapere per lo meno cosa era successo di così grave da volatilizzarsi. Razionalmente so che dovrei buttarmi tutto alle spalle e riderci su, però non ci riesco. Mi sento raggirata e ferita. Tua Marcella

RISPOSTA VOCALE DI MAVAFANKU
Sottofondo musicale: “Cherchez L’Identitè Rhapsodie”- melodia di Emiliù Spataro, arrangiata e suonata al pianoforte da Svetlana Chmykhalova

Cara Marcellina… Pane e Vino, permettimi di giocare con il tuo nome, come gioco anch’io con il mio d’altronde… e sarò sincera, diretta e schietta come ti aspetti che io sia… Dunque, noto subito una contraddizione, quando dici che hai conosciuto un uomo sulle chat, che tu definisci un “non luogo” dove si incontrano persone “discutibili”…

Beh, in quella specie di buco nero c’eri anche tu, Marcellina, e in questo momento stiamo parlando di te, quindi siamo tutti discutibili… E quei non luoghi delle chat, tesoro mio, specie da quando la Terra è stata invasa da una pandemia che ci ha costretti per un paio di annetti chiusi in casa, sono diventate il primo mezzo di comunicazione per conoscere persone nuove e lo erano già da prima un luogo virtuale dove incontrarsi. Perciò non è dove ci si incontra che conta. Che poi ci credi se ti dico che il mio più grande amore l’ho incontrato sugli annunci dei cuori solitari?

Ma è di te che dobbiamo parlare. Dici che tu e quest’uomo, il cui nome inizia con F… Fedifrago? eh eh… ci ritorniamo dopo, magari, avete fatto grandi chiacchierate, come d’altronde si fa sulle chat inizialmente, e che vi siete incontrati spesso per aperitivi e cenette conoscitive…

Ma sai che mi ricordi un aforisma di Aldo Busi? Non tu, ma la situazione delle cenette, quando dice che le coppie eterosessuali (immagino che voi siate una coppia eterosessuale fino a prova contraria, no?) prima vanno a cena insieme, anche più volte, come ritualistica proprio, rimpinguendo le tasche dei ristoratori, e poi non è detto che vadano a letto insieme… Che poi fare certe cose dopo mangiato potrebbe essere anche rischioso, che dici? Ma tornando ad Aldo Busi, continua dicendo che invece le coppie omosessuali, o comunque non conformi, prima vanno a letto insieme, magari dopo un drink per scaldare gli animi, e poi se si sono piaciuti vanno a cena insieme…

Beh, personalmente penso che questa di Busi sia una di quelle cose da annotare sul taccuino delle utilità. Prendi nota, tesoro. Poi, dici che, dopo esservi abbandonati all’estasi dei sensi, lui è sparito e i tuoi tentativi di ristabilire i contatti con lui sono stati vani. Beh questo mi sembra tipico Marcellina, mi appare come un LeitMotiv della danza della seduzione e dell’abbandono di noi povere “signorine agè” che, dopo tanta solitudine (vedi in questo ti sono solidale e mi identifico), ci ritroviamo a sognare tra le braccia di un uomo che ci sembra quello giusto e invece si comporta come una sorta di Don Giovanni cybernetico che ci conquista piano piano , dando il meglio di se, facendo promesse amorose, instillandoci il germe dell’amore nell’attesa e, poi, una volta divorato il frutto della conquista, si dilegua, ritornando in quel nulla telematico dal quale proviene.

Mi dispiace dirtelo, Marcellina, ma “apres l’amour”, dopo l’amore, le cose o si complicano o si risolvono… Si complicano quando scatta quell’intesa che tra voi non è scattata, o si risolvono, quando uno dei due non prova il desiderio di rivedersi una seconda volta, perchè magari qualcosa non ha funzionato, o perchè sei finita sotto forma di spunta sull’agendina virtuale del Cyber Casanova di turno…

Marcellina, non mi sembra una grande tragedia, per ora prevale il tuo orgoglio di donna ferita, perchè magari avresti voluto qualcosa di continuativo, sapessi io gioiamia, ti posso capire. Magari se ti rimetti in gioco senza chiuderti a guscio, il tuo F… finirà come spunta sulla tua rubrica dei Fedifraghi. Perchè quasi sicuramente lo è. Oltre che un collezionista di spunte.

Un bacio, Marcella, da Mava Fankù

Cherchez L’Identitè Rhapsodie

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Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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Emilio Spataro, in arte Emyliù, attore, chansonnier, fotografo, grafico. Di origine calabrese cirotana, vive a Roma. Webmaster del Magazine.

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Attivista ANPI e Amnesty International, femminista, si occupa anche di Jus Soli e della causa degli italiani senza cittadinanza. Segue dal primo giorno la vicenda di Giulio Regeni, di cui riporta l'amaro conteggio ogni giorno sui suoi profili social. Attivista ANPI per il senso di profondo rispetto verso coloro che ci hanno liberato da nazisti e fascisti. "Siamo una democrazia e indietro non dobbiamo tornare".

Mava Fankù

Opinionista disincantata, dotata di un notevole senso dell'umorismo e di una dialettica tagliente, Mava Fankù risponderà ai lettori del nostro magazine nella sua rubrica settimanale "La posta del cuore".  Niente sfuggirà al suo giudizio, tagliente ma mai cattivo, e a chi scriverà elargirà i suoi consigli per cuori feriti, timidi, birichini , tachicardici e brachicardici.

Lorenzo Raonel Simon Sanchez

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PATRIZIA MIRACCO

Psicoterapeuta e giornalista. Appassionata di arte e mamma umana di Aki, una bella cagnolina a quattro zampe di 4 anni.

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