LGBTIQFreedomZone

LGBTQ+: quale futuro dopo il 25 settembre? L’opinione di Gianmarco Capogna (Possibile)

Ci siamo quasi. Il 25 settembre è tra due giorni, e le previsioni danno le destre in maggioranza, salvo sorprese dell’ultimo momento che, in politica, non sono certo una novità. Meloni premier? È una possibilità. Così come potrebbe avvenire un giro di vite su alcune conquiste sociali, che forse fino ad ora avevamo dato per scontate. Tuttavia, sarà il tempo a rispondere e soprattutto il voto,  che può fare la differenza.
Abbiamo chiesto a Gianmarco Capogna,   attivista politico e LGBTQ+, un intervento sulle criticità attuali e, probabilmente, future che riguardano appunto il mondo arcobaleno. Ecco le sue parole.

“Di fronte allo scenario politico che osserviamo con la possibilità concreta di un nuovo Parlamento fortemente spostato verso la destra radicale, serviva un programma chiaro per i diritti, le libertà e l’uguaglianza. Abbiamo la fortissima convinzione che la modernità si raggiunga attraverso un nuovo “patto sociale di cittadinanza” tra istituzioni e cittadin*. Una cittadinanza senza discriminazioni o categorie di “serie b”, con diritti, tutele e libertà, che garantisca la piena opportunità a tutt*, aumentando le occasioni e la voglia di essere individui attivi e partecipi per concorrere, come comunità, allo sviluppo e alla modernità, appunto, del nostro Paese. L’uguaglianza, infatti,  non ammette distinzioni, perché non parliamo di una concessione della politica, ma del riconoscimento di diritti da rendere esigibili.

La nostra è una proposta politica aperta, intersezionale, dichiaratamente e volutamente queer, che vuole contribuire efficacemente a trasformare tutta Italia in una #LGBTIQFreedomZone, andando nella direzione indicata dal Parlamento Europeo.

A questo si aggiunge una prospettiva per un futuro intergenerazionale e sostenibile, affinché si torni all’idea di una società del bene comune, da costruire secondo le esigenze di chi la vive e di chi vuole contribuire a migliorarla. Occorre abbandonare propaganda e ideologie oscurantiste che, invece, vedono la diversità come un muro per separare e ghettizzare le persone, le identità, i corpi. In altre parole, a noi sta strettissimo lo slogan “Dio, Patria e Famiglia” e crediamo che sia solo uno strumento per promuovere una visione patriarcale e restrittiva della nostra società a cui ci opponiamo con la forza delle idee e dei progetti in grado di assicurare a tutt* di essere liber* e ugual*”.

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Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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Esperto in comunicazione, divulgatore e attivista per i diritti umani della comunità LGBTQ+

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Psicoterapeuta e giornalista. Appassionata di arte e mamma umana di Aki, una bella cagnolina a quattro zampe di 4 anni.

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