ARTE

IL TALENTO DI MRS. LOIODICE – I DIPINTI, GLI OGGETTI, I MURALI DI TINA LOIODICE

La tigre disegnata da Tina Loiodice guarda intensamente i passeggeri, dal muro della stazione San Giovanni della metropolitana di Roma. Gli occhi del felino sembrano invitare a non abbassare mai la guardia, mentre al piano di sotto “Matrix divina”, una donna dai tratti botticelliani accompagna la discesa alle scale mobili. Ma queste non sono che due delle tante opere nate dal talento e dalla fantasia di Tina, artista capitolina con all’attivo una lunga carriera e tante collaborazioni importanti, ad esempio con Fendi, per la quale ha creato e dipinto dei ventagli realizzati come omaggio alle signore intervenute all’inaugurazione dello store di Forte dei Marmi, un paio di anni fa.

Martedì 23 agosto si terrà il vernissage della collettiva “Roma in 100 cm quadrati”, che l’artista propone con successo da molti anni. La mostra si è tenuta anche nel 2020, annus horribilis della pandemia, quando sembrava che le arti fossero state quasi accantonate in nome di altre, più pressanti, esigenze. Ma niente ha la capacità di continuare a vivere come l’arte, e seppur tra molte difficoltà, ha resistito e portato frutto.

Tina Loiodice quali sono stati secondo lei i cambiamenti nell’arte, durante e dopo il Covid?

“L’esperienza del Covid, così inaspettata e unica nella sua drammaticità, ha inevitabilmente segnato e cambiato ognuno di noi. Per gli artisti di ogni settore è stato un periodo di fermo forzato, di tempo sospeso che ci ha dapprima scioccato e poi immobilizzato. Ma l’arte non è fatta per stare a guardare: è partecipazione, è dirompente, è vita e ha bisogno di esprimersi. Dopo un primo momento di insolita e innaturale stasi, è tornata a farsi sentire e vedere; gli artisti hanno utilizzato il web, e alcuni street artist hanno continuato le loro incursioni sui muri immortalando, come Harry Greb ha fatto su un muro di Trastevere, la nuova condizione di reclusi in casa degli umani, subito dopo il decreto della chiusura: mettendo in gabbia gli uomini, e fuori un panda libero che li guarda.

Anche per molti altri artisti, il tema della pandemia e i simboli in cui è identificata sono diventati il tema principe: abbiamo visto più mascherine dipinte sui muri che per terra. Il post Covid ha poi visto un’intensa attività artistica, e c’era da aspettarselo: la ripresa dei festival di street art è vivacissima e sta producendo lavori notevoli dove il tema della rinascita, dell’attenzione alla salvaguardia del pianeta, fino ai temi di attualità è molto intensa. Il Covid è stato uno shock e l’arte sta rispondendo con una produzione senza pari e di qualità”.

Come nasce la sua arte? Quali sono gli artisti ai quali si ispira?

“Io amo definire la mia arte emozionale. Per me ogni luogo ha una sua storia, una sua essenza, quella che i romani definivano genius loci ossia lo spirito del luogo. Quando devo intervenire su un muro, l’ emozione che mi trasmette il luogo diventa l’energia trainante e ispiratrice che mi guida prima nella stesura del bozzetto, e poi nella sua realizzazione. Nutro un rispetto profondo per i luoghi e i loro abitanti: il mio intervento deve essere armonico e integrato al contesto, qualunque sia il tema trattato. Non mi ispiro a un artista in particolare: amo studiare l’arte di tutti e spesso, per capirne l’essenza e il processo di esecuzione, seguo uno studio di copiatura per capire la composizione e le stesure di colore con cui l’autore ha realizzato la sua opera. Mi immedesimo nei suoi gesti e a volte rielaboro con mie interpretazioni gli originali. E’ così che sono nati i miei Pinocchi d’autore”.

Secondo lei l’arte riceve un’attenzione sufficiente da parte delle istituzioni?

“La mia risposta è già in parte nella domanda: è proprio quel sufficiente che ci dice già molto. Comunque, negli ultimi anni l’interesse delle istituzioni si è inevitabilmente acceso verso il mondo della street art, che è diventato un movimento artistico universale come mai era successo per altri precedenti movimenti artistici. La regione Puglia per prima, e a seguire la regione Lazio, hanno studiato e varato una legge regionale che con bandi pubblici finanzia e regolamenta i progetti artistici di street art. Riguardo alla regione Lazio, grazie al progetto “Selci visionaria”, ho creato il mio ultimo murale intitolato “Le radici dell’olivo”, vincitore del bando regionale “Un paese ci vuole”.

Come voto, siamo comunque ancora al sufficiente, ma molto ci sarebbe da fare per sostenere l’arte e gli artisti: in altri Stati europei, senza andare troppo lontano nel mondo, gli artisti sono considerati delle risorse per la cultura e la crescita del Paese, e ricevono sussidi o veri e propri stipendi per portare avanti la loro ricerca e produzione artistica.

Roma in 100 cm quadrati” è la mostra che lei inaugurerà il 23 agosto a Roma. Come è nata l’idea di questo evento?

“La mostra “Roma in 100 cm quadrati” è arrivata già alla sua ottava edizione; l’idea nasce a Trastevere otto anni fa, in quello che fino a prima della pandemia era il mio spazio atelier, ossia la galleria Spazio40. All’epoca io realizzavo delle piccole tele 10×10: da qui il titolo, perché 10×10 fa appunto 100 cm quadrati. I dipinti erano dedicati a Roma e ai suoi monumenti, e riscuotevano un notevole interesse da parte dei nostri visitatori, per lo più turisti internazionali. Ne avrò riprodotti a centinaia, perciò ho pensato: perché non chiedere a altri artisti di cimentarsi nel piccolo formato a tema Roma e farne una mostra che diventi un appuntamento annuale? E così è stato. Ogni anno il tema è su Roma, ma anche su avvenimenti che hanno interessato la città, come quando, nel 2016, il M5S vinceva le amministrative a Roma e Raggi diventava sindaca: il titolo della mostra fu “Roma sotto le Stelle” . Nel 2017, anniversario della nascita di Roma, la mostra esponeva il numero 2770, appunto gli anni di Roma. Poi, legata al tema del Coronavirus, facemmo “Roma in 100 cm quadrati al tempo del Coronavirus” e nel 2021 “La resilienza”. Quest’anno riproporremo il tema classico e vedremo cosa proporranno gli artisti in questa occasione”.

La mostra “Roma in 100 cm quadrati” sarà inaugurata martedì 23 agosto alle 19 presso la Galleria Il Laboratorio in via del Moro 49 a Roma Trastevere. Successivamente, il 9 settembre alle 19 ci sarà una seconda inaugurazione, presso Z A Urban studio in via degli Equi 44 a Roma San Lorenzo, dove le opere saranno presenti fino al giorno 17 settembre.

Stefania Catallo

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Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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