IL CASSAMORTARO DI STEFANIA CATALLO – SPECIALE HALLOWEEN LETTURA DEL SABATO

ASCOLTA IL RACCONTO LETTO DA ALESSIO PAPALINI

Ma voi lo sapete che vuol dire essere fidanzate con un operatore delle pompe funebri? Famo cassamortaro va‟, che se capimo meglio…

E‟ una vita così allegra che cominci a ride la mattina e finisci la sera…

Magari, eh?

Andiamo per ordine.

Ero rimasta vedova da un annetto circa, e sapete come succede, sembra che le amiche nun ce riescono a pensà che tu stai da sola, avoglia a di che stai bene, e è la verità, ma quelle niente, insistono che devi da conosce qualcuno.

E così erano cominciati gli inviti a cena, a mangià la pizza, a prende il gelato, e ogni volta ce n‟era uno novo.

Me stavo a fa na cultura, io che de omini prima de mi marito ne avevo conosciuti pochi: c‟era quello nevrotico, pieno de tic, che te faceva girà la testa; quello fissato col biologico, che guai a te se te magnavi na cosa che nun era genuina; quello fissato col sesso, che me pareva na piovra…insomma a me nun me ne piaceva uno, me sembravano tutti uno peggio dell‟altro.

Poi un giorno, stavo a fa la spesa al mercato e me sento chiamà:

  • Signora! Signora!”

Me trovo davanti sto tizio, tutto elegante, vestito de scuro. E chi è? Me chiedo…Poi me ricordo!

E‟ Alberto, quello delle pompe funebri che m‟veva aiutata a sceglie la cassa pe er poro Claudio.

  • Albè ma che sorpresa! Come stai? Che stai a fa la spesa pure te?” –
  • No Rosè, sto qua perchè è morto d‟infarto er sor Mario, l‟hanno portato via adesso adesso…” –
  • Ma chi, er fruttarolo?” –

-“Eh si…” –

  • Oddio, ma io manco me ne so accorta…e com‟è stato?” –
  • Stava male già da un po‟, e oggi….” –

E fa un gesto con la mano come pe dì: kaputt!!!

  • Rosella, ti posso offrire un caffè al bar?” –
  • Certo Albè, con piacere, andiamo.” –

E così, un caffè tira l‟altro, un gelato oggi e na pizza domani, avemo iniziato a frequentacce.

Che ve devo dì? Io stavo bene, lui era un gran signore, sempre gentile, nun me faceva mancà niente…ma sto lavoro che faceva…insomma nun era il massimo dell‟allegria.

Considera che ogni volta che passavamo pe strada, vedevi qualcuno che faceva le corna. Mo, io dico, uno mica ce l‟ha scritto in faccia che fa er cassamortaro, no? Secondo me erano tutti gelosi, perchè Alberto era sempre elegante, vestito de scuro anzi no, total black come se dice adesso, vale a dì tutto nero dalla testa ai piedi, camicia e occhiali compresi.

La sora Arduina, la portiera del palazzo mio, appena passava lui buttava il sale per tera…

Se entravamo dentro a qualche negozio, ce servivano sempre pe primi, e ce facevano pure un sacco de sconto, me pareva quasi che c‟avessero fretta de mandacce via…boh, valla a capì la gente…

Comunque, un giorno Alberto me portò a conosce la mamma. Si insomma, sto fidanzamento voleva fallo diventà ufficiale, e adesso dovevo conosce mi socera.

Un sabato dopo cena, dopo avè chiuso il negozio (che però comunque nun chiude mai, vedi che lavoratore che è Alberto) andammo dalla mamma.

Sta signora abitava all‟ultimo piano de na palazzina del Pigneto. Ce venne a aprì la badante, perchè la signora Anna – se chiamava così – nun poteva camminà. La badante era na tizia secca e lunga che pareva Olivia de Braccio de Fero, solo che nun rideva mai…

Sta casa c‟aveva un corridoio lungo lungo, e alla fine entravi dentro na sala da pranzo. C‟ho messo un po‟ a abituamme al buio, perchè dentro sta casa pare che nun avevano pagato la luce: le persiane erano accostate, i mobili de mogano erano belli

scuri…insomma, pure la sora Anna era vestita de nero…e che, erano vampiri questi, che c‟avevano paura della luce?

Pe falla breve, Alberto me presentò alla mamma, e visto che la dentro me stava a venì er coccolone pe quanto era buio, me ne andai via presto co na scusa. Del resto, pure la sora Anna nun era tanto loquace, me sembrava un po‟..imbarzamata, nun so se me spiego…

Dopo un po‟, arrivarono le feste e a Capodanno eravamo invitati a casa de amici. Na bella festa, tutta gente allegra, se rideva e se scherzava, e se beveva pure, ma giusto un po‟…insomma na cosa caruccia. Pe l‟occasione, Alberto s‟era messo in grigio invece che vestisse de nero

come al solito, sapete un tocco de colore quando arrivano le feste, ce vole, no?

Comunque, dieci minuti prima de mezzanotte je squilla er telefono. Me credevo che era la madre, invece dopo un po‟ me se avvicina e me dice:

  • Rosè, è morta la moglie del portiere adesso adesso, me ne devo andare, sennò arriva qualcuno della concorrenza e mi porta via la cliente.” –
  • Ma nun poi aspettà? Tra poco è mezzanotte, e che fai, nun brindamo insieme?”-
  • Non posso, gli affari sono affari.” –
  • E io che nun so la fidanzata tua? E me tratti così? Mo vengono prima li morti e poi io?!?! E vabbè quando è morto er sor Mario al mercato, e vabbè tu madre che pare la nonna de Dracula, e vabbè te che vai in giro vestito come un beccamorto, ma nun se po fa mai na festa, nun potemo mai andà al ristorante o al cinema che more qualcuno…io me so stufata, Albè. Vai dalla moje der portiere va, hai visto mai che dovesse risuscità! “ –

In effetti era vero. Nun me facevo mai na risata co Alberto, toccava sempre parlà a voce bassa, manco stessimo in chiesa…e che palle scusate!

Il giorno dopo, Alberto me chiamò pe scusasse. Qualsiasi altra donna, dopo tutti sti fatti se ne sarebbe scappata, ma io je volevo bene e nun me la sentivo de lasciallo. Dopotutto mica era colpa sua se faceva sto mestiere e doveva girà sempre vestito a lutto, era la gente che nun capiva niente e era cattiva, perchè il mestiere suo è importante e de responsabilità. E certo!

Ma come fare per cambiare?

C‟ho avuto un‟idea: ho chiesto a Alberto de lavorà co lui all‟agenzia. Quando so arrivata io era un mortorio…Tutto scuro, cupo.. Lo sapete che ho fatto? Ho cominciato a rinnovà l‟ambiente, ho messo i vasi coi fiori (non i crisantemi, eh), ho fatto mette la musica in filodiffusione (no quella da funerale, na cosa un po‟ più leggera), insomma ho dato un po‟ de colore…e che ve pare poco? Adesso Io vesto e trucco i clienti, insomma faccio la stilista dei morti.

Alberto poi ha cominciato a esse un po‟ più allegro; quando uno entra dentro un negozio nun vole esse accolto col sorriso?

E dovete vedè quanti clienti novi!

E‟ tutta n‟artra vita, na cosa dell‟altro mondo!!!

A proposito, st‟altro mese se sposamo. E lo sapete dove andamo in viaggio de nozze? Da certi parenti de Alberto che stanno in Transilvania…

Title: Debora
Author: Dilating Times (/https://freemusicarchive.org/music/Dilating_Times/single/debora/)
Source: Free Music Archive (https://freemusicarchive.org/music/Dilating_Times/)
License: CC BY Attribution 4.0 International License
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