28 Febbraio 2024

ARTICOLI

“XX”: LA FORZA DELLE DONNE NELL’ ARTE DI ZA TOX. LA MOSTRA DAL 23 AL 28 OTTOBRE A ROMA

Ho sempre reso omaggio alla forza della natura, alle donne e al loro affascinante universo, così intenso, profondo e sensibile. Questa volta con “XX” ho voluto lavorare ancora più profondamente, partendo della diversità dei cromosomi e traendone inspirazione per i miei nuovi dipinti, sculture e llustrazioni, e raccontando particolari momenti della meravigliosa umanità e apparente fragilità delle donne. Una mostra da non perdere, alla quale vi aspettiamo sempre con grande energia e cultura propositiva“.

“XX”

Mostra e open studio di ZaTox
dal 23 al 28 ottobre
Roma, Via Capraia 54 (zona Tufello)



Dal 23 al 28 ottobre, in occasione della Rome Art Week, l’artista venezuelana Zaire Torrealba, residente in Italia da diversi anni e protagonista della scena artistica capitolina, apre le porte del suo studio con una mostra, accogliendo i visitatori nel suo nuovo luogo d’arte e presentando una serie di opere inedite tra dipinti, sculture e illustrazioni.

In questa occasione, verrà presentata anche la sua nuova linea di gioielli, creata in collaborazione con l’artista Luigi Nese handcrafted jewels, e composta di pezzi unici creati a mano.


L’evento di questa poliedrica artista porta il nome “XX”, titolo ispirato alla genetica appunto per celebrare la forza femminile.

Sabato 28 ottobre dalle ore 18 sarà possibile incontrare l’artista gustando un aperitivo.

@Za Tox

Ho sempre reso omaggio alla forza della natura, alle donne e al loro affascinante universo, così intenso, profondo e sensibile. Questa volta con “XX” ho voluto lavorare ancora più profondamente, partendo della diversità dei cromosomi e traendone inspirazione per i miei nuovi dipinti, sculture e llustrazioni, e raccontando particolari momenti della meravigliosa umanità e apparente fragilità delle donne. Una mostra da non perdere, alla quale vi aspettiamo sempre con grande energia e cultura propositiva”, ha dichiarato Torrealba.

@Za Tox


Zarturbanstudio

Via Capraia, 54 Roma

tel. 320/9278197

mail: zarturbanstudio@gmail.com

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LE LACRIME DELLA DUSE. AL VIA DA OGGI AL TEATRO ATENEO DI ROMA 6 INCONTRI GRATUITI DI GRANDE DRAMMATURGIA

LE LACRIME DELLA DUSE

Il patrimonio immateriale dell’attore

Progetto a cura della Compagnia Mauri Sturno

finanziato dal MIC, con il supporto dell’Università di Roma La Sapienza

consulenza culturale del CREA – Nuovo teatro Ateneo e il progetto “Per un teatro necessario – Residenze didattiche universitarie” della Sapienza Università di Roma

diretto dal Prof. Guido di Palma.

Al via il ciclo di incontri Artigiani di una tradizione vivente

martedì 17 ottobre ore 16:00 Umberto Orsini Teatro Ateneo

venerdì 10 novembre ore 16:00 Isa Danieli Teatro Ateneo

martedì 21 novembre ore 16:00 Gabriele Lavia Teatro Ateneo

venerdì 24 novembre ore 15:00 Enzo Moscato Aula Levi (Vetrerie Sciarra)

venerdì 1° dicembre ore 15:00 Mimmo Cuticchio Aula Levi (Vetrerie Sciarra)

lunedì 4 dicembre ore 16.00 Lino Musella Aula Levi (Vetrerie Sciarra)

Le lacrime della Duse. Il patrimonio immateriale dell’attore si apre alla seconda fase dedicata al ciclo di incontri dal titolo Artigiani di una tradizione vivente.

Il progetto – di grande valore artistico – nato per recuperare l’antica cultura artigiana del teatro che punta a preservare e valorizzare il patrimonio immateriale dei saperi teatrali, dopo il primo ciclo di formazione teatrale e drammaturgica per giovani attori under 35 curata da Glauco Mauri, inaugura ora il secondo step dedicato agli “Artigiani della tradizione vivente”, una ciclo di incontri con grandi attori e attrici della tradizione teatrale condotti da Guido Di Palma.

Le lacrime della Duse. Il patrimonio immateriale dell’attore, curato dalla Compagnia Mauri Sturno, è un progetto finanziato dal MIC ed ha coinvolto l’Università di Roma La Sapienza che fornisce il supporto logistico e una consulenza culturale attraverso il CREA – Nuovo teatro Ateneo e il progetto “Per un teatro necessario – Residenze didattiche universitarie” della Sapienza Università di Roma, diretto dal Prof. Guido di Palma.

Umberto Orsini

Come nasce l’idea? Nel 1954 durante una tournée in Sud America Memo Benassi, allievo devoto della Duse che con lei interpretava Oswald negli Spettri di Ibsen, si accorse che il giovane Glauco Mauri, neo diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, lo spiava dalle quinte. Qualche giorno dopo lo chiamò in camerino. Il vecchio attore che a 63 anni aveva appena interpretato Osvald disse al giovane attore: “Vorrei che tu tenessi questa giacca con cui recitavo Osvald. Ora non posso più indossarla, mi viene stretta”. Il giovane attore, stupito, ringrazia commosso ma sull’uscio della porta viene fermato. Benassi si alza e dice: “Tienila da conto. Vedi questa spalla? Qui la Duse versava le sue lacrime”. Era un gesto antico legato alla tradizione. Era il riconoscimento che l’invisibile artigianato del vecchio attore aveva trovato un erede. In una sorta di rituale di passaggio di consegne, la giacca è in seguito stata donata da Glauco Mauri a Roberto Sturno, scomparso il 22 settembre di quest’anno.

La cultura teatrale non può essere affidata solo alla scrittura e tantomeno ai videoafferma il Prof. Guido Di Palmaessa vive principalmente nella presenza e nelle relazioni delle persone che la agiscono.  Per questo le residenze didattiche universitarie sono pensate come un luogo di scambio. Passato e presente s’incrociano in uno spazio protetto affinché i saperi teatrali non vengano dimenticati e possano essere rivivificati nell’incontro tra generazioni. Per questo, nel quadro della Terza Missione universitaria la Sapienza sostiene il progetto Le lacrime della Duse”.

Le attività si svolgono presso il Nuovo Teatro Ateneo e le Vetrerie Sciarra. Ingresso gratuito.

A questo link è possibile prenotare

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdCLfa2Pcjjr1hTjeGJ3so-AzUnWWK24AMqQBKsOShK-iH_zA/viewform?pli=1

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FOCUS PROSTITUZIONE: IL CORPO FATTO A PEZZI DELLE DONNE

Con questo articolo, inizia una serie di approfondimenti sui temi di maggiore attualità relativi al femminile. La prostituzione e la sua realtà, legata a doppio filo ai social: questo l’argomento dell’articolo di oggi.

La legge per l’abolizione della prostituzione legale in Italia, detta Legge Merlin, dal nome della senatrice socialista Lina Merlin che ne fu l’ideatrice, costituisce il punto di svolta di una serie di comportamenti fino ad allora considerati normali e legali. Eccone uno stralcio:

Legge 20 febbraio 1958, n. 75

Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui.

Capo I

Chiusura delle case di prostituzione

Articolo 1

È vietato l’esercizio di case di prostituzione nel territorio dello Stato e nei territori sottoposti all’amministrazione di autorità italiane.

Articolo 2

Le case, i quartieri e qualsiasi altro luogo chiuso, dove si esercita la prostituzione, dichiarati locali di meretricio a sensi dell’art. 190 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773 , e delle successive modificazioni, dovranno essere chiusi entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge.

Articolo 3

Le disposizioni contenute negli artt. 531 a 536 del codice penale sono sostituite dalle seguenti:

«È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 258 a euro 10.329, (1) salvo in ogni caso l’applicazione dell’ art. 240 del codice penale:

1) chiunque, trascorso il termine indicato nell’art. 2, abbia la proprietà o l’esercizio, sotto qualsiasi denominazione, di una casa di prostituzione, o comunque la controlli, o diriga, o amministri, ovvero partecipi alla proprietà, esercizio, direzione o amministrazione di essa;

2) chiunque, avendo la proprietà o l’amministrazione di una casa od altro locale, li conceda in locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione;

3) chiunque, essendo proprietario, gerente o preposto a un albergo, casa mobiliata, pensione, spaccio di bevande, circolo, locale da ballo, o luogo di spettacolo, o loro annessi e dipendenze o qualunque locale aperto al pubblico od utilizzato dal pubblico, vi tollera abitualmente la presenza di una o più persone che, all’interno del locale stesso, si dànno alla prostituzione;

4) chiunque recluti una persona al fine di farle esercitare la prostituzione, o ne agevoli a tal fine la prostituzione;

5) chiunque induca alla prostituzione una donna di età maggiore, o compia atti di lenocinio, sia personalmente in luoghi pubblici o aperti al pubblico, sia a mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità;

6) chiunque induca una persona a recarsi nel territorio di un altro Stato o comunque in luogo diverso da quello della sua abituale residenza, al fine di esercitarvi la prostituzione ovvero si intrometta per agevolarne la partenza;

7) chiunque esplichi un’attività in associazioni ed organizzazioni nazionali od estere dedite al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione od allo sfruttamento della prostituzione, ovvero in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo agevoli o favorisca l’azione o gli scopi delle predette associazioni od organizzazioni;

8) chiunque in qualsiasi modo favorisca o sfrutti la prostituzione altrui.

In tutti i casi previsti nel n. 3) del presente articolo alle pene in essi comminate, sarà aggiunta la perdita della licenza d’esercizio e potrà anche essere ordinata la chiusura definitiva dell’esercizio.

I delitti previsti dai nn. 4) e 5), se commessi da un cittadino in territorio estero, sono punibili in quanto le convenzioni internazionali lo prevedano».

La legge quindi, esiste, ma la domanda è: quanto risulta ancora attuale alla luce delle nuove forme di prostituzione, soprattutto quelle esercitate sul web?

Parliamo di donne. Only fans, escort e similari

Ci sono migliaia di donne, che si offrono sui siti di pseudo prostituzione. Su quelli dedicati alle escort, basta entrare e dare un’occhiata veloce, e si aprirà un mondo di corpi perfetti, lato A e lato B in bella mostra con relativa presentazione. Il compenso o meglio le rose (ad ogni rosa corrispondono 10 euro circa, n.d.r.) verrà stabilito in privato. Ognuna ha una sua “specialità”, neanche fosse un ristorante stellato. Ci sono dominatrici, ragazzine giovanissime che si offrono come gattine, bellezze italiane e straniere che garantiscono esperienza e nessuna fretta: in questo calderone si può trovare davvero di tutto. Poi, una volta conclusa la sessione, si chiede la recensione al cliente. Si, perché esistono anche dei siti di recensioni, nei quali si inseriscono impressioni e consigli dei clienti delle prostitute, oltre che un punteggio in stelline; le due cose, unite, daranno quindi maggiore visibilità alla sex worker che potrà quindi contare su un maggior numero di consumatori del sesso a pagamento. L’età media delle escort è di circa 25/30 anni; il ricorso al ritocchino, anche se giovani, è massivo pur di aumentare le circonferenze giuste ma si sa, la concorrenza è tanta e una taglia in più di reggiseno può fare la differenza. Only Fans, pur essendo popolato da figure simili a quelli dei siti di escort, è invece composto da profili che si aprono solo se si sottoscrive un abbonamento dal costo variabile, così il cliente si gode il suo spettacolo esclusivo. Esiste poi Telegram, il social di messaggistica più anonimo al mondo, dove inserendo qualche parola chiave, si accede a pagine e pagine di prostituzione. La prostituzione, per chi se lo chiedesse, non è punita dalla legge; sono invece perseguiti i reati di adescamento, favoreggiamento e sfruttamento. Quindi, chi si prostituisce di sua volontà dentro la propria casa e senza nessuna costrizione, non è punibile. Come dire: fatta la legge, trovato l’inganno.

Il corpo delle donne fatto a pezzi

Basta creare un profilo Instagram, personale e privato (così dovranno per forza seguirti per vedere le tue foto). E nelle foto metti bene in risalto i piedi. Non devi fare poi nient’altro che aspettare: saranno gli amanti dei piedi a trovarti e seguirti e tu intanto puoi seguire pagine di “foto di piedi” già famose e non dovrai far altro che aspettare. Per il resto ci sono delle regole, semplici: basta essere chiare fin dall’inizio e non c’è nulla di male. Sono foto, foto di piedi. Nulla di più”. Così una delle creator che popolano i social, racconta al riguardo della sua fonte di guadagno, i piedi. Ma ci sono clienti che invece preferiscono altre parti anatomiche: le mani, il seno, il sedere, il collo, l’ombelico. Si verifica quasi un dissezionamento della donna, dalla quale si trae ciò che eccita. Il resto, non interessa al cliente. E a questa dissezione corrisponde una depersonalizzazione della donna. Ovviamente, coloro che ricorrono alla prostituzione non vogliono vivere una relazione, ma solo concedersi un piacere, che sia per solitudine o per scelta. Il denaro in questo caso rappresenta il rapporto commerciale – e quindi non umano – tra le due parti. Do ut des e poi arrivederci e (neanche) grazie. Il femminismo si è spesso interrogato sul fenomeno della prostituzione, sdoganando la libertà di scelta della donna. Tuttavia, sottostare ai modelli del maschile tossico pur di guadagnare qualcosa, significa sostenerli e avallarli.

L’Europa e la prostituzione

L’impegno richiesto agli Stati Membri dal Consiglio d’Europa consiste nella predisposizione di programmi di assistenza, rivolti a coloro che intendano cessare dall’esercizio della prostituzione, rimuovendo altresì le condizioni di vulnerabilità e marginalità che inducono molte persone a scegliere la prostituzione quale unica fonte di sussistenza. Proprio perché “è importante che nessuno si senta costretto, anche solo dalle circostanze, a praticare la prostituzione”. Nel 1985, a conclusione del congresso di Amsterdam del Comitato Internazionale per i diritti delle prostitute, venne stipulata una Carta Mondiale per i diritti delle prostitute. Nel 2005 a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, venne prodotto invece un Manifesto delle lavoratrici del sesso in Europa intitolato “Oltre la tolleranza e la compassione per il riconoscimento dei diritti”. In ambito europeo non sono state però ancora intraprese iniziative normative per armonizzare la disciplina della prostituzione.

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MORIRE DAL RIDERE! IL CORREDO FUNEBRE DE PORA NONNA, UN PODCAST DI ROSELLA MUCCI

No, pora nonna mica era un faraone! Il corredo funebre era tutta una serie di cose che aveva messo da parte pe esse bella e elegante pure da morta. E certo, che ve pensavate?

Un giorno nonna me chiamò e me disse:

Rosè, mo te faccio vedè na cosa. Quanno moro, tira fori ste cose e sistemame te, che dell‟altri nun me fido.”

Ah nò, ma io c‟ho paura, scusa ce stanno quelli delle pompe funebri, le do a loro le cose tue!”

Ma de che?!?!? Quelli chissà come me combinano! No! Me devi vesti te! E mo te faccio vedè tutto.”

Allora pora nonna aprì l‟armadio e posò sul letto:

copriletto di damasco rosso porpora nuovo, perchè il rosso ravviva la pelle ed è elegante; nell’ordine: reggiseno color carne (che nun se vede sotto i vestiti); culotte color carne; calze velate color carne; sottoveste nera col pizzo; vestito di seta nera a piccoli fiori tono su tono con fiocco al collo che è più elegante; rosario di cristallo trasparente col crocifisso d’argento; velo leggero leggero da mettere sul viso casomai moriva d’estate (hai visto mai che le mosche je se posavano sulla faccia?); scarpe nove nove de pelle nera, modello col cinturino e tacco 3 centimetri; centrino all’uncinetto da mettere sul comodino, per farci posare il contenitore dell’acqua santa al prete; rossetto rosa pallido; acqua di rose perchè pure da morta pora nonna doveva profumà; e LE PERLE!

A voi ve viè da ride, ma io ero senza parole! Ma questa quando aveva incominciato a fasse sto corredo? Quando era nata?

Io il corredo funebre nun l‟avevo mai visto, e voi?

Ma l’acqua de rose?!?!?

Ah, dimenticavo: appena morta dovevo chiamà la parrucchiera. Nun sia mai che pora nonna moriva spettinata, eh!

Comunque, pora nonna campò ancora un sacco di tempo. Alla faccia de quello che aveva detto il dottore, lei è morta a 91 anni. Lo vedi che ai dottori nun bisogna daje retta? Lo diceva pora nonna, che se a lei je davano na pasticca, pe sicurezza se ne prendeva metà! Lei era il dottore de se stessa, mica quegli asini che stavano all’ospedale.

Pure da vecchia, era sempre elegante. E coi capelli fatti.

Volete sapè come è morta, vero?

Curiosi!!!

Pora nonna andò a dormì e nun se svegliò più.

La morte l’aveva buggerata: era morta in camicia da notte de flanella, coi calzini ai piedi, senza perle, senza acqua de rose e pure spettinata.

Madonna mia!!! E mo?

Niente paura! Dopo qualche ora, quando vennero l’amiche sue pe vedè la morta, era elegantissima. Avevo fatto na fatica, ma l’avevo vestita come diceva lei.

Le vecchie rosicarono d‟invidia, tutte a dì quant‟era bella pora nonna da morta. Poi una de loro me s’avvicinò e me disse:

– Te devo di na cosa, Rosè…nun è che me verresti a vestì pure a me quando arriva l‟ora mia? Pure io voglio esse elegante come tu nonna!

E mo, so diventata la stilista delle defunte!

Title: Debora
Author: Dilating Times (/https://freemusicarchive.org/music/Dilating_Times/single/debora/)
Source: Free Music Archive (https://freemusicarchive.org/music/Dilating_Times/)
License: CC BY Attribution 4.0 International License
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2 BORSE DI STUDIO PER GIOVANI ATTORI PER I 30 ANNI DEL TEATRO STUDIO JANKOWSKI

In occasione dei 30 anni di attività del Teatro Studio, il maestro Claudio Jankowski offre due borse di studio a giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Per cogliere un’occasione imperdibile quanto rara, sia per l’importo della borsa che per la professionalità profusa nella formazione teatrale, basra inviare il proprio curriculum entro il 15 ottobre a:

teatrostudiojankowski@gmail.com

Di seguito, l’intervista di Alessio Papalini al maestro Jankowski.

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VIDEO – 11 OTTOBRE GIORNATA DEL COMING OUT #AMOREDIMMELO CondividiLove e Agedo Roma per il Coming Out Day

GUARDA IL VIDEO FACENDO CLICK SUL PULSANTE ROSSO AL CENTRO

L’11 Ottobre è la giornata del Coming Out. Il coming out dei nostri figli, per noi genitori è un dono grande che ci ha permesso di conoscerli e amarli ancora di più. Oggi guardiamo al mondo con occhi diversi grazie a loro. AGEDO ROMA è lieta di proporre il più coinvolgente dei suoi spot.

#amoredimmelo

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LIBRI – “VIAGGIO NELLA MEMORIA” CON DACIA E LE RAGAZZE DEL CONSULTORIO. Presentazione mercoledì 11 ottobre a Civitavecchia

Articolo tratto da www.spazioliberoblog.com per gentile concessione di @Marina Marucci

“Viaggio nella memoria, luoghi perduti e ritrovati della storia delle donne di Civitavecchia” a cura di Marina Marucci e Gabriella Ramoni (Prospettiva editrice) è  un testo   che ricorda l’esperienza del laboratorio teatrale  svolto nel 1980 con Dacia Maraini e le donne del consultorio familiare.  

 E’ stato determinante per ricostruire il clima, le speranze e le aspettative vissute in quegli anni, il contribuito di amiche e compagne che frequentarono  il Consultorio e il sostegno di Dacia, la cui intervista sull’esperienza teatrale e sull’attualità,  ha arricchito un lavoro  nato dalla voglia di raccontare e di restituire alla città di Civitavecchia la memoria di storie di vita vissuta, di lotte e rivendicazioni femministe, tematiche troppo spesso e troppo presto dimenticate.

 Nel libro  ripercorriamo  i luoghi proposti nel teatro itinerante : il corteo delle “attrici” che cantando attraversava  le  principali  strade della città; la sosta ai lavatoi pubblici con le storie  delle popolane ai primi del ‘900;  l’assalto delle donne al treno dei crumiri, durante lo sciopero dei portuali del 1897; l’arrivo alla Darsena Romana della bambina che tornava da Ventotene, dove era stato esiliato il padre antifascista  ed infine il ballo in piazza, in cui si festeggiava la scelta del libero amore.

 Ricordare è una forma di conoscenza, se non addirittura un contributo  a formare la speranza e ad alimentare un’illusione che la quotidianità possa essere modificabile. Se si accetta l’affidabilità della memoria per ricomporre la realtà del passato si risale anche alle sensazioni e agli effetti rievocati sul  proprio corpo, riuscendo a cogliere realmente quanto abbiamo vissuto e, corroborate da questa consapevolezza, potremo di nuovo ripartire e progettare un futuro.

Il libro sarà presentato da Dacia Maraini e dalle autrici mercoledì 11 ottobre, ore 17,30, Hotel San Giorgio,  Via Garibaldi, 34 Civitavecchia, nell’ambito degli eventi  dell’International Tour Film Festival 2023.

Dal 10 ottobre ore 17,30 negli stessi locali,  sarà possibile visitare  la mostra fotografica “Viaggio nella memoria” di Tiziana Giuliani e Daniela Sisti.

MARINA MARUCCI

https://spazioliberoblog.com/

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HELMUT NEWTON LEGACY: LA MOSTRA A ROMA DAL 18 OTTOBRE

Helmut Newton Elsa Peretti vestita da coniglio. New York, 1975 Elsa Peretti as a Bunny. New York, 1975 © Helmut Newton Foundation

18/10/2023 – 10/03/2024

Museo dell’Ara Pacis, ingresso alla mostra da Via di Ripetta n. 180

Curata da Matthias Harder e Denis Curti, l’esposizione, nata in accordo con la Newton Foundation, l’esposizione, attraverso circa 250 fotografie, riviste e documenti racconta con un nuovo sguardo l’unicità, lo stile e il lato provocatorio del fotografo, che si descriveva con queste parole: «Il mio lavoro come fotografo ritrattista è quello di sedurre, divertire e intrattenere».

Il percorso espositivo ripercorre l’intera carriera di uno dei fotografi più amati e discussi di tutti i tempi. Accanto agli scatti che hanno fatto la storia, apparsi nelle più importanti copertine di fashion magazines, un corpus di scatti inediti svela aspetti meno noti dell’opera di Newton. Un focus specifico è dedicato ai servizi di moda considerati all’epoca rivoluzionari, come la serie ispirata ai film di Alfred Hitchcock, Francois Truffaut e Federico Fellini. Stampe a contatto, pubblicazioni speciali e materiali d’archivio permettono al visitatore di entrare nel cuore del processo creativo di Helmut Newton.

capitoli cronologici raccontano le diverse fasi della vita e della carriera del fotografo, dagli esordi fino agli ultimi anni di produzione, con immagini diventate parte della nostra memoria visiva e collettiva, come la serie Big Nudes. Fino all’ultimo, Newton ha continuato a incantare e a provocare il pubblico con un complesso lavoro sulla femminilità, sfidando per oltre sei decenni ogni tentativo di categorizzazione della donna. Le protagoniste dei suoi scatti sono soggetti che hanno piena consapevolezza del proprio corpo, sottile ironia e un atteggiamento di sfida nei confronti dell’altro, senza mai cadere nella volgarità o nella banalità.

L’esposizione si snoda a partire dagli anni Quaranta in Australia per poi proseguire negli anni Cinquanta in Europa, nei Sessanta in Francia, nei Settanta negli Stati Uniti e negli Ottanta tra Monte Carlo e Los Angeles, fino ad arrivare ai numerosi servizi in giro per il mondo degli anni Novanta e all’ultimo periodo della sua carriera.

Lo spazio museale dell’Ara Pacis propone in esclusiva una decina di immagini di shooting che Newton scattò proprio a Roma, non presentate nelle esposizioni precedenti. Si tratta di scatti di moda che il fotografo realizzò, creando quelle atmosfere effimere ed intense che soltanto lui riusciva a evocare, unendo il fascino della Capitale a quello dei soggetti, scelti per incarnare le sue visioni. 

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STRANIZZA D’AMURI. UN BELLISSIMO FILM D’AMORE DI PEPPE FIORELLO CONTRO L’OMOFOBIA @ DI EMYLIÙ SPATARO

Ascolta la recensione dalla voce di Emyliù
@Foto originale della locandina del film

Nell’estate romana al Cine Village ho visto un film bellissimo della passata stagione: “Stranizza d’amuri” di Bebbe Fiorello. Il titolo è tratto da una canzone del grande Battiato e fa parte della colonna sonora. Conoscevamo il fratello del più famoso Rosario, come sensibile attore, ma a mio parere come autore/sceneggiatote/regista supera se stesso, con una meritata candidatura ai Nastri d’argento come miglior regista. Il film è ispirato ad un triste caso di cronaca nera omofoba nella Sicilia anni 80, che lui rende in modo poetico e godibilmente cine-teatrale, evitando ogni stereotipo registico sul genere.

@Foto web – Giuseppe Fiorello, sorprendente regista e autore di “Stranizza d’Amuri”.

La sceneggiatura è una delle cose migliori del film (altra candidatura ai Nastri d’Argento), raccontando in modo coinvolgente una storia d’amore puro tra due adolescenti, che scoprono poco a poco una travolgente passione amorosa, ritenuta proibita e vergognosa dall’ambiente sociale dell’epoca, dominato dal pensiero machista mafioso, dopo un fatale incontro/scontro tra il motorino dell’uno e la bicicletta dell’altro, e un successivo bacio salvifico di rianimazione che fa scattare la scintilla.

La drammaturgia della storia è costruita sui volti degli interpreti, tutti straordinariamente bravi, dai veterani ai più giovani protagonisti alla prima apparizione sul grande schermo, sapientemente scelti per fisicità e ottimamente diretti.

Davvero sorprendente il giovane protagonista, Samuele Segreto, allievo ballerino del talent show “Amici” di Maria De Filippi, che ci porta con garbo dentro la storia, accompagnando lo spettatore nei percorsi quotidiani, in una ricostruzione iper realista, dove il pregiudizio è sempre più palpabile e minaccioso.

@Foto tratta dal film – i due giovani protagonisti.

L’iniziale rapporto omosessuale del ragazzo con un giovane mafioso dominante, scoperto da qualcuno, fa si che venga spesso additato e deriso specie nel bar del paese. Questo crea dinamiche discriminatorie sociali e familiari, che ci fanno calare in una realtà sempre più invivibile per chi scopre le proprie tendenze omosessuali in un ambiente ostile dal quale si potrebbe solo fuggire, oppure adattarsi mimetizzandosi con l’ambiente, per poi vivere la propria sessualità nascostamente.

Così come consiglia un cugino al protagonista, probabilmente bisessuale per necessità, quando la relazione appena nata tra i due ragazzi viene scoperta e perseguitata. Perchè mentre il torbido rapporto avuto con il giovane mafioso era in qualche modo controllato e paradossalmente accettato dall’ambiente, perché strumentale e nascosto, quello tra i due ragazzi innamorati che vorrebbero vivere il loro sentimento alla luce del sole, è ritenuto inaccettabile per la mentalità dell’epoca e dunque da cancellare come un’onta.

Il bellissimo film di Peppe Fiorello è candidato agli Oscar americani come film straniero, insieme a tanti altri che probabilmente avranno la meglio nella selezione, ma per me rimane il più bel film d’amore visto nell’estate romana, e non solo.

Emyliù Spataro

Trailer ufficiale del film
@Intervista ai giovani protagonisti

@Il brano “Stranizza d’amuri” cantato da Battiato

Emyliù Spataro

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  • Registrazione Tribunale di Roma n.133/22 del 8/11/22

Direttore Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

Redazione:

EMYLIU' SPATARO

Emilio Spataro, in arte Emyliù, attore, chansonnier, fotografo, grafico. Di origine calabrese cirotana, vive a Roma. Opinionista e Web Master del Magazine.

MAVA FANKU'

Opinionista disincantata, dotata di un notevole senso dell'umorismo e di una dialettica tagliente, Mava Fankù cura attualmente due rubriche, La Pillola Politica e I Pensierini di Mava, elzeviri su temi vari che ispirano la nostra signorina agèe, da poco anche in video, oltre che in podcast, oltre che in scrittura.

ALESSIO PAPALINI

Romano, educatore, formatore e appassionato di lettura e comunicazione. Attore del Teatro Studio Jankowski di Roma

PATRIZIA MIRACCO

Psicoterapeuta e giornalista. Appassionata di arte e mamma umana di Aki, una bella cagnolina a quattro zampe di 4 anni.

VENIO SCOCCINI

Diplomato all'Istituto Alberghiero Michelangelo Buonarroti di Fiuggi (FR) - Dopo una lunga esperienza in Italia, e all'estero come chef per personaggi di rilievo, sia in casa che su yacht, nel 2013 si è trasferito a Londra, dove ha appreso nozioni di cucina multietnica continuando a lavorare come chef privato.

ROSELLA MUCCI

Ho sperimentato il palco cimentandomi in progetti di Teatro Sociale tra il 2012 e il 2015 con testi sulla Shoa, sul femminicidio, sulla guerra. Il mio percorso teatrale è poi proseguito in autonomia quando ho sentito il desiderio di portare in scena testi scritti proprio da me.Tutti i miei scritti per scelta hanno

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