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LA PAPESSA – I TAROCCHI

Narra la leggenda che la Papessa Giovanna fosse arrivata al soglio pontificio ingannando tutti sul suo sesso, ma che poi, in preda alle doglie, avesse partorito nei pressi della basilica di San Giovanni. Ancora oggi, il fatto è ricordato da un’edicola posta nel Vicus Papisse, ossia un tratto di strada tra via dei Querceti e via dei SS Quattro, vicino la chiesa di San Clemente. La Papessa venne poi lapidata, e leggenda narra che il figlio sopravvisse e prese gli ordini sacerdotali.

LA PAPESSA GIOVANNA

Se sia vero o si tratti di un mito, purtroppo non esistono documenti che comprovino i fatti; ma per analizzare l’Arcano II, La Papessa, è necessario conoscere questa storia.

Partiamo dal fatto che i Tarocchi si sono diffusi nel Medioevo, dapprima apparentemente come un innocente gioco di carte, sebbene sia evidente che il loro linguaggio è molto più profondo. Proprio per questo, le raffigurazioni dovevano indicare eventi, persone, situazioni facilmente riconoscibili da tutti e, vista anche la forte componente religiosa nella vita medievale, che si ritrova nel Papa, nel Giudizio, nel Mondo, nella Morte, la Carta della Papessa pone degli interrogativi.

Chi è la Papessa? Nell’Arcano, vediamo a raffigurazione di una donna velata, come era tradizione per lo meno fino al Rinascimento, assisa su un trono che mostra dietro di sé due colonne, anch’esse velate. La Papessa tiene un libro aperto tra le mani, indossa la tiara papale e i simboli del potere spirituale. In alcune raffigurazioni, si nota che regge una chiave.

In un periodo storico in cui l’istruzione femminile era rara e riservata alle nobildonne, la Papessa rappresenta l’eccezione. Non si riteneva infatti necessario che una donna ricevesse un’istruzione umanistica: doveva invece essere istruita alla cura della casa e della famiglia. Figuriamoci poi arrivare al culmine della gerarchia religiosa: se pensiamo che ancora oggi le suore non possono impartire i Sacramenti, e il massimo a cui possono aspirare è il ruolo di Badessa, immaginiamoci come stavano le cose nel Medioevo.

Questa Carta raffigura quindi un’eccezione, una donna ordinata nel senso religioso, velata perché non svela il suo essere, colta, ma che deve celare il suo sapere. Deve mimetizzarsi. I colori predominanti sono l’azzurro della tunica (sono azzurre le vesti di Maria, colore che era difficile da creare e soprattutto costoso), e il rosso, regale, del mantello. L’oro delle rifiniture e della tiara ne indicano la ricchezza. Solo nel benessere si poteva avere il tempo e il modo di elevarsi culturalmente.

Significati al diritto

Conoscenza, conoscenza svelata, segreti rivelati. Cautela, morigeratezza. Buoni consigli. Figura femminile di riferimento, dotata di forza e saggezza. Studio, saggezza, meditazione.

Significati al rovescio

In questa posizione, tutto si capovolge e si negativizza. Mancanza di cautela e di tatto, studi confusi, tradimento, nucleo familiare in disgregazione. Presenza di donne non positive nella propria vita. Concezione sbagliata della donna, per un uomo. Femminilità non accettata, per una donna.

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Er sorcio de città e er sorcio de campagna – Trilussa – La lettura del sabato

ASCOLTA LA LETTURA

Un Sorcio ricco de la capitale
invitò a pranzo un Sorcio de campagna.
– Vedrai che bel locale,
vedrai come se magna…
– je disse er Sorcio ricco – Sentirai!
Antro che le caciotte de montagna!
Pasticci dorci, gnocchi,
timballi fatti apposta,
un pranzo co’ li fiocchi! una cuccagna! –
L’intessa sera, er Sorcio de campagna,
ner traversà le sale
intravidde ’na trappola anniscosta;
– Collega, – disse – cominciamo male:
nun ce sarà pericolo che poi…?
– Macché, nun c’è paura:
– j’arispose l’amico – qui da noi
ce l’hanno messe pe’ cojonatura.
In campagna, capisco, nun se scappa,
ché se piji un pochetto de farina
ciai la tajola pronta che t’acchiappa;
ma qui, se rubbi, nun avrai rimproveri.
Le trappole so’ fatte pe’ li micchi:
ce vanno drento li sorcetti poveri,
mica ce vanno li sorcetti ricchi!

Trilussa

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Creative Commons — Attribution 3.0 Unported — CC BY 3.0
Free Download / Stream: https://bit.ly/home-vlad-gluschenko
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LE PILLOLE POLITICHE DI MAVA FANKU’

Ascolta dalla voce di Mava Fankù

Il coretto iniziale e finale, da Ticò Ticò, è cantato da Ersy Giada

“Occhi di fuori come pesce da freezer” è sicuramente la capobanda di questa parata elettorale che non risparmia colpi bassi, pur di far breccia sull’elettorato più nostalgico di moralizzazione.

Il caso “Peppa Pig”, con la proposta di abolire un cartone animato che mostra due mamme (probabilmente omosessuali) con un bambino, è il colpo più basso della storia della libera espressione, ripristinando l’eco di una censura che non si vedeva dal Medioevo della nostra bistrattata Costituzione.

Il Gender, che dovrebbe esser preso come arricchimento, viene invece mistificato come pericolo incombente che minerebbe la stabilità familiare. Quando in realtà è esattamente il contrario, perché sciogliendo gli stretti nodi della repressione, le coppie liberamente formate, sarebbero più spontanee e vere. Dunque più stabili.

E per tranquillizzare quell’elettorato più impressionabile dalle destre o sinistre previsioni, basterebbe dire che, vanificando l’esistenza delle coppie forzate per copertura sociale, le coppie di uomini e donne ne risulterebbero rinvigorite e davvero moralizzate . Ma dall’inganno.

Mava Fankù

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CHI HA PAURA DI PEPPA PIG? – VOCI di SAVERIO GIANGREGORIO

ASCOLTA DALLA VOCE DI SAVERIO GIANGREGORIO – CHI HA PAURA DI PEPPA PIG?

Ci sarebbe da ridere, se la faccenda non fosse così dannatamente seria e delicata.
La destra italiana, che a parole si professa “atlantista”, si scaglia contro un cartone animato in cui compaiono due mamme.
Due mamme!
Talmente offesa da questo cartone animato, che il responsabile cultura di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, tra l’altro commissario della Vigilanza Rai, ha chiesto di non trasmettere la puntata incriminata, dove compaiono appunto le due mamme con il loro piccolo come protagoniste di una famiglia!
Perché per loro, questa non è “famiglia”!
Così dicendo, sembra che la Rai non sia dei cittadini che ne pagano il canone e hanno diritto a una informazione libera, ma dei partiti!
Oggi quindi la destra italiana ha un nuovo e potentissimo nemico: Peppa Pig!
Non mi meraviglierei quindi se nei prossimi giorni, come fatto coi migranti africani, quelli neri per intenderci, perché se poi sono bianchi, occhi azzurri e provengono dall’Ucraina tutto va bene, chiedessero il “Blocco Navale” contro la povera Peppa…
Tornando invece seri, abbandonando il mondo dei pregiudizi, ho raccolto in merito la testimonianza di Gianmarco Capogna, queer, transfemminista:”Occorre abbandonare propaganda e ideologie oscurantiste che, invece, vedono la diversità come un muro per separare e ghettizzare le persone, le identità, i corpi. In altre parole, a noi sta strettissimo lo slogan “Dio, Patria e Famiglia” e crediamo che sia solo uno strumento per promuovere una visione patriarcale e restrittiva della nostra società a cui ci opponiamo con la forza delle idee e dei progetti in grado di assicurare a tutt* di essere liber* e ugual*.”
A lui e Peppa dico solo Grazie.
Grazie.

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LA POSTA DEL CUORE DI MAVA FANKU’ 5

Ironica, caustica e irriverente: Mava Fankù è tutto questo e anche di più. La nostra signorina ageé – mai chiederle gli anni, non sarebbe educato! – vive a Roma, e osserva la vita con distacco e curiosità. Che stia facendo una passeggiata o prendendo un chinotto nel suo bar preferito, oppure che guardi l’umanità dalla finestra ovale della sua camera – una sorta di oblò sul mondo – nulla sfugge al suo sguardo attento. Le relazioni d’amore e le loro dinamiche sono la sua passione. Potete scrivere alla nostra Mava, però siete avvertiti: non aspettatevi parole di consolazione o massaggini dell’ego: lei non ha peli sulla lingua, anzi sulla penna, quindi vi risponderà come pensa che sia più giusto ma sempre con sincerità e affetto.

LETTERA DI STEFANO

Cara Mava Fankù,

sono un tuo ammiratore. Ti leggo tutte le domeniche, e certe volte rileggo le tue risposte perché mi piace come scrivi e ti trovo simpatica. E poi mi piace anche la tua voce. Posso confessarti che mi sono preso una cotta per te? Magari incontrassi una donna cosi! Lo so che probabilmente non ci vedremo mai, però chissà, magari in futuro se farai qualche evento pubblico io ci sarò di sicuro. Sarebbe un onore conoscerti e magari scambiare quattro chiacchiere davanti a un aperitivo.

Spero di non essere stato invadente. Con devozione e ammirazione.

Tuo Stefano.

ASCOLTA LA RISPOSTA DALLA VOCE DI MAVA FANKU’

MAVA FANKU’ VOX
PH S.C. MAVA IN CAMERINO

Caro Stefano, questa volta non esordirò con un vezzeggiativo, tipo “Caro Stefaniuccio”, e poi capirai anche perché… Mi saluti addirittura con devozione… Non sarai mica uno slave per mistress? E non è una battuta. Nel qual caso mettiti l’anima in pace, perché anche se so di poter sembrare trasgressiva dalla mia scrittura e dalle mie immaginette – e di sicuro lo sono a mio modo – non ti farò entrare nella mia camera da letto parlandoti della mia vita intima, se non attraverso uno scatto, a mio avviso molto bello, che mi ha fatto una fotografa di scena in camerino prima di uno spettacolo.

Saprai che faccio teatro ogni moto di Luna. O, per meglio dire, che sono una “cantattrice calva”, come amo definirmi, con un’allusione a Feydeau e una alla mia eventuale alopecia, come la moglie di Will Smith che, se fosse stata più autoironica, forse avrebbe evitato la fine della carriera del fumantino maritino…

Tergiverso, perché sono un po’ prevenuta rispetto ai miei “ammiratori”, anche se devo dire che la tua letterina è scritta con garbo e molto tatto, a tal punto che si potrebbe pensare che a scriverla sia una donna, o comunque che dietro ci sia una sensibilità femminile. Come la mia. E non sono nemmeno saffica parnasiana, oltre a non collezionare Giani Bifronti 🙂 Per cui rimettiti in pace l’anima e continuiamo la chiacchierata…

Dici che ti piace come scrivo, e questo mi gratifica, e che ti piace la mia voce, e anche questo mi lusinga, e non aggiungi nemmeno che ho una voce sensuale, come mi scrivono praticamente tutti i miei fans 😉 Ammesso che io ne abbia, di fans disinteressati intendo, che apprezzino solo le mie qualità artistiche, se ci sono, senza invitarmi a prendere un aperitivo… Sai, l’aperitivo, mi ricorda la prima letterina di Marcella, e la mia citazione di Aldo Busi… valla a rileggere che è illuminante, o forse l’hai già letta e mi scrivi proprio per questo? 🙂

Perdona la giocosa malizia e se ti sto prendendo un po’ in giro, ma la tua non è una proposta seria, altrimenti mi avresti contattata in privato, dicendomi (come tutti) che ami le donne che nascondono una inaspettata (?) “sorpresa”… E io ti avrei risposto, per scoraggiarti, che la mia unica sorpresa è quella di non aver alcun desiderio di sorprendere (…) nessuno, se non con la mia unicità. Come chiunque abbia una personalità e non si identifichi in questi triti stereotipi.

Senti come suona male questa frase: “una donna con la sorpresa”. Come in quel film dal titolo troppo lungo (come solo Lina Wertmuller sapeva fare): “ Hedwig – La diva con qualcosa in più”. Per me il titolo più brutto adattato in italiano dai titolisti per lanciare un film straniero a tematica LGBTXYZ. E ancor più volgare, questo luogo comune suona quando viene formulato da una donna… Almeno a me fa questo effetto, e spero di non essere la sola a provarne disagio… Mi dirai che tu non me lo hai scritto, ma è sottinteso tra le righe delle tue paroline moderate e politicamente corrette.

Si, Stefano, sei stato invadente e inopportuno, ma è un peccato veniale da cui puoi auto-assolverti con dieci Ave MavaFankù…. 😉

P.S. facendo il giro del tuo quartiere di corsa…

Dalla Tua e Vostra Mava Fankù

“CHERCHEZ MOON” Versione Trance di “Cherchez L’Identite'” – Melodia e Parole di Emyliù Spataro – arrangiamento musicale e voce Giulia Moon

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I TAROCCHI – IL MAGO O BAGATTO

Ora che il Matto si è finalmente fermato, avviene la trasformazione. La figura che camminava immersa nei suoi pensieri con lo sguardo rivolto al cielo, ora guarda verso la nostra sinistra, dove si trova immaginariamente il Matto e mostra, disposte su un tavolo a tre gambe, le cose che portava nel fagotto.

E’ basilare osservare dove si posa lo sguardo delle figure dei Tarocchi. Se disponessimo, ad esempio, tutti gli Arcani Maggiori in fila, dallo 0 al 21, vedremmo alcuni di loro scambiarsi degli sguardi, oppure osservare oggetti che risulteranno importanti nella comprensione del linguaggio delle Carte.

Il Matto si è trasformato nel Mago o Bagatto, il Tarocco numero 1. Dal caos creativo e dal non numero – lo Zero – siamo arrivati all’inizio degli Arcani numerati. Inizio, scelta e trasformazione: sono le parole chiave di questa Lama.

Osserviamo la figura. La scena è questa: su un tavolo a tre gambe (la quarta non si vede perché è fuori figura), sono disposti degli oggetti. Si tratta dei Quattro Elementi, che saranno presenti negli Arcani Minori: un pugnale che rappresenta le Spade; un recipiente per le Coppe; delle monete, i Denari; la bacchetta nella mano sinistra, la mano ricettiva, ossia l’Aria. Con gli oggetti sul tavolo e la bacchetta, che rappresenta la capacità di manipolare l’energia, il Mago crea e trasforma.

Niente è lasciato al caso nella sua rappresentazione: il cappello a forma di infinito rappresenta anch’esso il fluire della materia e la sua trasformazione in infinite forme.

In alcuni mazzi, come il Rider, il Mago tiene la bacchetta nella sinistra, mentre con la destra indica il terreno. Questo, perché il flusso dell’energia può dirigersi dall’altro verso il basso, e viceversa. Dal Cielo alla Terra, e al contrario. Esistono energie terrene, come ad esempio la preghiera o la meditazione, che possono essere elevate al Cielo. Il cappello a punta dei maghi o delle streghe – e intendo strega dal latino striga e dal greco stryx, ossia uccello notturno e non adoratrice del demonio – era il simbolo dell’elevazione dell’energia, atto necessario per modificare la realtà.

Significati al diritto

Inizio, creatività, buone possibilità di iniziare qualcosa. Persona che ha fascino e capacità di attirare attenzione e fiducia su di sé. Diplomazia, abilità negli affari. Iniziato o persona con facoltà medianiche. La parola inizio è fondamentale nell’interpretazione di questa Carta.

Significati al rovescio

Truffatore, giocatore compulsivo. Non c’è inizio. Confusione. Atteggiamento negativo davanti a una situazione. Debolezza, non si riesce a camminare con le proprie gambe. In genere, si negativizzano i significati della Carta al diritto.

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LA LETTURA DEL SABATO – Er fijo der fabbro – di RITA IRIS MARRA

ASCOLTA LA LETTURA DEL SABATO – ER FIO DER FABBRO di RITA IRIS MARRA

Da fanello mi nonna se mise n’testa da mannamme a na
scola de signori una de quelle go davanti tanti fiori…
Je dissi: a no’, ma io so poverello!
Me rispose: lo voi capì che è l’onore che te fa signore?

Entrai co’ fare mesto e piano piano domannai:
permesso?

L’altri ragazzini me se misero ‘ntorno
e uno a uno me dissero come si fosse n’gioco:

ciao io sono Carlo il capoclasse,
mio padre è l esattore delle tasse,
ciao, sono Mario mio padre è avvocato
ciao sono Gino mio padre è deputato.

All’ora mozzicannome er labbro je dissi:
Ciao so’
Massimo er fio
der fabbro!
Mi padre si nun sta a casa sta co na sardatrice

e a mamma si
nu jè po dà ‘ngioiello vero lui jelo fa de fero!
Ner cuore suo
romano c è ‘sentimento antico

e tutti quanti lo vonno avè pè amico

@Rita Iris Marra

Inchiostro nelle vene (Per certi versi)

(2015, Europa Edizioni)

Beloved – Sakura Girl​ https://soundcloud.com/sakuragirl_off
Creative Commons — Attribution 3.0 Unported — CC BY 3.0
Free Download / Stream:​ https://bit.ly/3ji1zZc
Music promoted by Audio Library​ https://youtu.be/omTgn4GQcKA

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IL TEST DEL TROVAPARTITO DI MAVA FANKU’

ASCOLTA DALLA VOCE DI MAVA FANKU’

Ho sentito dire che c’è un giochino in TV chiamato “Trovapartito”… Non sono andata a cercarlo per non lasciarmi influenzare, in modo da immaginarlo liberamente.

Si tratterebbe di rispondere ad un test sulle proprie esigenze politiche, in modo tale da trovare nella vasta scelta dei partiti in lizza per le prossime elezioni, come su un catalogo di gigolò e gigolette, l’aspetto più vicino alle nostre attese…

Del genere “aspetta e spera” lo sono un po’ tutti, perché è proprio uso delle campagne elettorali promettere ciò che non si manterrà, o come fanno a destra e sinistra, sparlare gli uni degli altri alla Elsa Maxwell, screditandosi vicendevolmente…

Elsa Maxwell, famosa giornalista di gossip, spettegola con Marilyn Monroe

Ma ci sarà un partito che, anziché fare pettegolezzi pre-elettorali, parli semplicemente di programmi costruttivi, che non sia abolire quel che già è stato fatto, senza aver sperimentato nulla di nuovo in alternativa?

Formuliamo un test ideale.

Il Test di Mava Fankù:

A) Voglio un partito libertario e progressista, con contraddizioni ed errori ammessi, che promuova lo slogan: “Non solo, ma Anche”, del genere “non solo Jus Soli et Jus Accompagnati + Cannabis libera dall’erogatore in ogni metro + Eutanasia per tutti compilando modulo on-line. Con un programma di cose dette in quest’ordine è comprensibile, come reazione, unire il mio nome al mio cognome, dopo essersi scaramanticamente palpati le parti intime! Ma se si aggiungesse a queste tre cose, oggettivamente importanti, qualcosa di più utilmente popolare e adatto a tutte le età e condizioni? Del genere smart-working per tutti con accredito sulla propria postepay a fine lavoro quotidiano?

Così si ordina una pizza napoletana con Vesuvio centrale di pummalora ‘ncoppa e bordo ripieno di ricotta…

E buon appetito con il partito di Mava Fankù

P.S. Manca la B?

Vero, che sbadata!

B) Voglio un partito conservatore di cose rancide surgelate e oscurantista da sbatterci col muso sul vetro della TV ogni volta che appare “quella con gli occhi di fuori come pesce da freezer” + quel salume avvolto in una t-shirt bisunta con l’effige di Putinia impunturata con rosari intrisi di Mohito…

Taglio corto che devo prendere al volo l’astronave per la Luna (ma non ditelo agli americani, che voglio stare tranquilla nel mio craterino), fate la vostra scelta e buon voto… di castità!

Perchè con quei due per cinque anni a me cala la libido. E a voi?

Bacini sulle dita, affinchè votiate bene, dalla Vostra Mava Fankù

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QUI BRIANZA OLTRE L’ARCOBALENO. I DIRITTI DEI LAVORATORI DEVONO ESSERE TRASVERSALI

The Women’ Sentinel dà il benvenuto sul magazine a BOA Brianza oltre l’Arcobaleno (https://www.boabrianza.it/), la prima associazione LGBTIQAPK+ di Monza e della Brianza. Diego Angelo Cricelli, responsabile degli sportelli di accoglienza e gruppi AMA di BOA, ha incontrato giovedì 8 settembre una delegazione degli operai della GKN occupata di Firenze, rappresentando sia BOA che gli Stati Genderali. Questa è la sua dichiarazione.

“Gli Stati Genderali (SG) nascono come movimento post DDL Zan, rappresentando l’evoluzione del precedente “Vogliamo più di Zan”. Come Stati Genderali, ci siamo riuniti già due volte, proprio per portare avanti tutte le tematiche della comunità LGBTIQAPK+.

La delegazione di Stati Genderali LGBTIQAP+ & Disability. Da sx Diego Angelo Cricelli, Enrico Lagulla, Milo Serraglia

Il nostro movimento ha deciso di unirsi al collettivo degli operai della GKN di Firenze, una fabbrica che nel luglio 2021 è stata chiusa dall’oggi al domani. Questa unione tra noi e il movimento operaio serve proprio a rimarcare che anche noi lavoriamo, che anche noi siamo operai, e che i diritti dei lavoratori devono essere trasversali. I lavoratori sono uomini, donne, persone LGBTIQAPK+, persone con disabilità: pertanto, questa convergenza serve a portare avanti dei discorsi comuni, inserendo nelle istanze degli operai anche le nostre, che purtroppo subiamo discriminazioni anche all’interno del mondo operaio.

Giovedì 8 settembre c’è stata quindi questa convergenza comune. La riunione sindacale GKN – è praticamente un anno che la fabbrica è stata occupata – è stata indetta anche perché ci sono delle cose che gli operai stanno difendendo. come ad esempio i macchinari, che attraverso l’occupazione vengono protetti da eventuali vandalismi; oppure la manutenzione dell’impianto di depurazione delle acque, che deve essere sempre messo in funzione per evitare danni, manutenzione della quale proprio gli operai hanno ricordato la necessità alla proprietà”.

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GOODBYE QUEEN

  • Direttore
Stefania Catallo

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

Redazione:

Emyliù Spataro

Emilio Spataro, in arte Emyliù, attore, chansonnier, fotografo, grafico. Di origine calabrese cirotana, vive a Roma. Webmaster del Magazine.

Saverio Giangregorio

Attivista ANPI e Amnesty International, femminista, si occupa anche di Jus Soli e della causa degli italiani senza cittadinanza. Segue dal primo giorno la vicenda di Giulio Regeni, di cui riporta l'amaro conteggio ogni giorno sui suoi profili social. Attivista ANPI per il senso di profondo rispetto verso coloro che ci hanno liberato da nazisti e fascisti. "Siamo una democrazia e indietro non dobbiamo tornare".

Mava Fankù

Opinionista disincantata, dotata di un notevole senso dell'umorismo e di una dialettica tagliente, Mava Fankù risponderà ai lettori del nostro magazine nella sua rubrica settimanale "La posta del cuore".  Niente sfuggirà al suo giudizio, tagliente ma mai cattivo, e a chi scriverà elargirà i suoi consigli per cuori feriti, timidi, birichini , tachicardici e brachicardici.

Lorenzo Raonel Simon Sanchez

Esperto in comunicazione, divulgatore e attivista per i diritti umani della comunità LGBTQ+

Alessio Papalini

Romano, educatore, formatore e appassionato di lettura e comunicazione

PATRIZIA MIRACCO

Psicoterapeuta e giornalista. Appassionata di arte e mamma umana di Aki, una bella cagnolina a quattro zampe di 4 anni.

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