UN LIBRO DA LEGGERE: “UNA VITA COME TANTE” di HANYA YANAGIHARA

Avevo sentito parlare di “Una vita come tante” di Hanya Yanagihara (2016, Sellerio) ma non mi ero mai decisa ad acquistarlo, nonostante la mia curiosità, temendo le poderose dimensioni di quest’opera di oltre mille pagine. Nell’era di internet, dove la critica è divenuta terreno di conquista di tiktoker & co, i pareri sul libro erano discordanti: chi ne parlava entusiasticamente come del ritorno del romanzo di stile dickensiano e chi lo bocciava come verboso e vuoto. Che fare? L’unica era comprarlo e leggerlo, e così ho fatto. La trama è apparentemente semplice e narra la vita di quattro ragazzi americani, dal college all’età matura. Detto così potrebbe sembrare una storia trita e ritrita, quindi perché perdere tempo a leggerlo? In realtà “Una vita come tante”, non è il racconto del sogno americano, nel quale se si lavora duro e si è tenaci allora arriva il successo. Nel libro le vicende di quattro amici, Malcolm, Willem, Jude e JB attraversano quarant’anni nei quali crescono, si realizzano professionalmente, si innamorano, si lasciano, litigano, insomma fanno quello che è assolutamente normale per milioni di persone, ma che diventa particolare solo alla luce della lettura dell’ultima parte del libro.

Alla base di questa amicizia c’è un segreto che appartiene a Jude. Nessuno ne parla, ma aleggia tra i protagonisti, inquinandone le relazioni, fino alla fine. Il segreto non è l’omosessualità di Jude, di JB e di Willem, che è palese pur senza che nel libro venga mai approfondita in riferimento ai movimenti LGBTQ+, restando invece sospesa e sottesa; nelle pagine infatti, non ci sono né racconti di attivismo né di frequentazioni dei luoghi di socializzazione arcobaleno. Il segreto è la serie devastante di abusi subiti da Jude dapprima negli orfanotrofi cattolici, poi nelle case famiglia e poi da parte di uomini senza scrupoli. Il velo si strappa sulla “normalità” della pedofilia e dei suoi zelanti discepoli che ne seguono la dottrina, dalle alcove dei camion parcheggiati nelle aree di sosta agli scantinati chiusi a chiave dove si può fare tutto senza essere sentiti dai vicini. Pedofilia e prostituzione minorile, in un connubio dove più la vittima è giovane e più vale ai suoi sfruttatori, venduta da chi invece doveva proteggerla. Jude viene tradito, violato, abusato quasi fino alla morte. Le conseguenze di questi abusi, resistenti alla psicoterapia e all’amore, diventeranno ferite aperte che Jude non riuscirà mai a chiudere, nemmeno grazie all’amore del suo compagno.

La scrittrice Hanya Yanagihara photo @Amanda Demme

L’opera è un’epopea ben costruita, sebbene la lunghezza non sia giustificata; sacrificarne un terzo avrebbe reso la lettura più snella senza nulla togliere alla sua intensità. Il libro risente di una certa stereotipizzazione dei personaggi che inanellano un successo professionale dietro l’altro, cogliendo al volo un numero sorprendentemente impossibile di occasioni d’oro. La vera forza dell’opera è Jude e la sua vicenda umana. Vale la pena di leggerlo anche solo per questo.

L’autrice. Hanya Yanagihara, scrittrice statunitense di origini hawaiane, ha pubblicato il suo primo romanzo, The People in the Trees, nel 2013. Ha scritto di viaggi per Traveler e collabora con il «New York Times Style Magazine». Una vita come tante, il suo secondo romanzo uscito nel marzo 2015, è stato un successo mondiale, vincitore del Kirkus Prize, finalista al National Book Award e al Booker Prize, tra i migliori libri dell’anno per il «New York Times», «The Guardian», «The Wall Street Journal», «Huffington Post», «The Times». In Italia è stato pubblicato da Sellerio nel 2017. Nel 2020 viene pubblicato da Feltrinelli Il popolo degli alberi e nel 2022 Verso il paradiso.

Una vita come tante
Autore: Hanya Yanagihara
Pubblicato da Sellerio – Novembre 2016
Pagine: 1104 – Genere: Narrativa
Formato disponibile: BrossuraeBook
Collana: Il contesto
ISBN: 9788838935688
ASIN: B01ITNVP8K

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