ARRIVEDERCI, GINA!

La Lollo è scomparsa a 95 anni ultima icona, insieme alla Loren, delle divine del cinema italiano del dopoguerra. Attrice, scultrice, fotografa ma sempre e comunque diva, sia nella vita pubblica che in quella privata. Inconfondibile grazie alla sua criniera di capelli castani, i gioielli a cascata e gli abiti vivaci che disegnava lei stessa, l’attrice si è spenta dopo aver subito la frattura del femore, lo scorso settembre.

Gina Lollobrigida nel 1947

Gli inizi. La studentessa dell’Accademia delle Belle Arti, che si manteneva agli studi vendendo caricature disegnate col carboncino e posando per i primi fotoromanzi, si piazzò al terzo posto del concorso di Miss Italia 1947, dopo Lucia Bosè e Gianna Maria Canale, iniziando così una lunga carriera cinematografica. Definita da Alessandro Blasetti come maggiorata fisica, neologismo destinato a entrare nella lingua italiana a significare una donna dalle forme importanti, venne diretta dai grandi come Risi, Comencini, Soldati, Zampa, Bolognini. Come dimenticare la leggendaria Bersagliera di “Pane, amore e fantasia”, il film del 1953 con Vittorio De Sica?

Gina Lollobrigida fu una delle poche attrici italiane a recitare a Hollywood, su invito di Howard Hughes, il famoso talent scout e produttore. Tuttavia, pur avendo partecipato a pellicole di successo, a fianco di partner del calibro di Sinatra, Rock Hudson, Yul Brinner e altri, preferì tornare in Italia per il timore di essere rinchiusa in una gabbia dorata; forse la decisione fu presa anche in virtù dei contatti avuti con le attrici di maggior successo dell’epoca, tra le quali la Monroe, delle quali fu testimone dei danni prodotti dallo star system.

Gina Lollobrigida e Marilyn Monroe

Ed è proprio il bisogno di libertà ad aver caratterizzato la vita della Lollo: quando il cinema perse il suo fascino, si dedicò alla scultura con diverse mostre in tutto il mondo, e alla fotografia: è celebre l’intervista a Castro, ma anche Salvador Dalì, Kissinger e la Hepburn vennero immortalati da Gina.

La Lollo intervista Castro

A novantuno anni, nel maggio del 2018, dichiarò al quotidiano Libero di essere stata violentata a 18 anni da un famoso calciatore della Lazio, che però non denunciò e del quale non rivelò mai il nome. Il primo marito fu un medico sloveno, Milko Skofic, dal quale ebbe un figlio, Andrea; successivamente, arrivò l’affaire Rigau, ossia il matrimonio attraverso una falsa procura con l’imprenditore spagnolo, sembra contratto nel 2011, dopo anni di relazione, e poi annullato dalla Sacra Rota, e da molti considerato solo un’unione di interesse.

Gina era ricca, ricchissima e forse è stato questo a generare i problemi e le cause intentate contro la sua famiglia. Nel luglio 2013 mise all’asta alcuni dei suoi gioielli ricavandone quasi quattro milioni di euro. Pare che il patrimonio della diva sia attualmente stimato in circa 215 milioni di dollari, e si prevedono già battaglie per la sua divisione, oltre a quelle già intentate contro il suo assistente Andrea Piazzola, accusato dal figlio della Lollo di aver sottratto beni per tre milioni di euro durante il periodo tra il 2013 e il 2018.

Comunque sia, è morta una diva: caparbia, sicura di sé, irriverente, libera. Arrivederci, Gina!

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