I TAROCCHI – ARCANO XVII LA STELLA

Dopo la caduta de La Torre, se immaginassimo di entrare nelle macerie guardando in alto, potremmo vedere le stelle brillare nel cielo. “Il tetto si è bruciato, ora posso vedere la luna”, è un noto haiku di Misuta Masahide, poeta samurai vissuto nel Giappone del XVII secolo, che rende molto bene l’idea delle possibilità che si aprono nonostante i fallimenti e i crolli, e anzi, proprio a causa di questi. La simbologia di questa Carta vede una donna che versa acqua da due anfore di colore diverso – una argento e l’altra oro, simili a quelle che vediamo nella Temperanza -, gettandole in un rivo. La donna è nuda e la scena si svolge di notte. Nel cielo, sono raffigurate le Stelle.

Considerando che i Tarocchi hanno un’origine antichissima, e che nel Medioevo, al quale sembrano appartenere quelli di Marsiglia, la nudità era considerata più che peccaminosa, la donna de Le Stelle assume un significato molto particolare: la purezza; la mancanza del peccato originale che fa scoprire il pudore; la naturalezza del corpo, vissuto senza tabù.

Quando ci rivolgiamo alle stelle? Sicuramente nel momento in cui coltiviamo una speranza. Esistono molti modi di dire che riguardano le stelle: le cose procedono bene nel momento in cui si hanno le stelle a favore; le persone o i progetti fortunati nascono sotto una buona stella; si naviga orientandosi con le stelle; la stella polare indica la giusta direzione. Le stelle sono dipinte sul manto che ricopre il Carro, riprendendo così la linea continua che unisce i Tarocchi.

Qualche significato della Carta.

Speranza, riuscita nel campo del quale stiamo chiedendo consiglio alle Carte. Ottimismo, purezza del cuore. Impresa nata sotto un cielo favorevole. Per una donna, possibile gravidanza. Il ciclo riproduttivo femminile. Fiducia nelle proprie capacità. Situazione senza ombre. Al contrario, i significati si negativizzano e andrebbe esplorato il motivo per il quale non si nutrono più speranze in un progetto o in se stessi.

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Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

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