I TAROCCHI – ARCANO XIIII LA TEMPERANZA

Ora che la trasformazione della Morte è terminata, lo scheletro dell’Arcano precedente si è trasformato in un essere alato. A chi vede in questa Carta una figura femminile, va ricordato che il suo nome nella non è preceduto da nessun articolo: si chiama solo Temperanza. Si tratta di un essere angelico, senza sesso. Dopo la dipartita dalla materialità si è giunti quindi alla forma spirituale più pura, quella degli angeli. Seguendo il dipanarsi dei Tarocchi, ci si accorgerà che la Morte ha prodotto due tipi di spirito: Temperanza e il Diavolo, ossia due opposti, dei quali parleremo nel prossimo articolo. La Temperanza tiene tra le mani due anfore, dalle quali scorre un liquido che entra nei contenitori senza che se ne versi una goccia all’esterno. Gli occhi della Temperanza, nei Tarocchi di Marsiglia, sono gialli, così come i capelli: questo per rendere ancora più trascendentale l’immagine raffigurata. Ai piedi della figura, vediamo che l’orlo della veste si intreccia come se ci fossero due serpenti aggrovigliati; in realtà, questo particolare va a significare che la figura della Carta ha domato la sua sessualità, della quale essi sono simbolo. La Temperanza ha come parole chiave l’armonia, la guarigione, l’equilibrio, la moderazione, e in alcuni casi, anche la reincarnazione. Personalmente, attribuisco a questa Carta anche la comunicazione, per via delle anfore che sono collegate dall’acqua. E proprio in virtù di questo eterno fluire, anche la comprensione e la compenetrazione. L’energia fluisce, il nostro cammino interiore è senza ostacoli.

Ovviamente al contrario tutto si ribalta: la comunicazione sarà fredda e formale; non ci saranno né equilibrio e né armonia; la comprensione sarà bloccata, anche a livello di discorso interiore. La Carta rovesciata avvisa che qualcosa non scorre come dovrebbe, che esiste un blocco, quasi un tappo che impedisce all’energia di fluire, trasformando l’acqua pulita della Temperanza in una sorta di melma.

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