30 May 2023

11 DICEMBRE: VIVA EL TANGO!

In copertina @Jack Vettriano, The singing butler

L’11 dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata del Tango, nel giorno della nascita di Carlos Gardel, il famoso cantante e compositore legato a doppio filo alla storia del Tango. Ricordate il tango ballato da Arnold Schwarzenegger e Jamie Lee Curtis in “True lies”? Oppure quello di Angelina Jolie e Brad Pitt in “Mr e Mrs Smith”? Ovviamente sono delle teatralizzazioni cinematografiche, ma rendono pienamente lo spirito di questo ballo.

@Carlos Gardel, Por una cabeza

Il tango nasce nei primi del ‘900 a Buenos Aires, come incontro tra la cultura immigrata europea e quella locale. Dalla fusione di ritmi e tradizioni diverse nacque così un nuovo genere musicale, il Tango. In quegli anni, si assisteva a un flusso migratorio di grandissima portata: 2 milioni di coloro che arrivarono in Argentina erano italiani, che partivano

in cerca di lavoro e di una vita migliore; ma come accade per ogni grande migrazione, subirono discriminazioni e vennero relegati nelle Orillas, ossia i quartieri più poveri, assieme ai neri liberati, ai gauchos e ad altre etnie non gradite. Da queste commistioni si arrivò brevemente a una fusione musicale: il candombé africano si mischio’ ai ritmi italiani, alla payada dei gauchos, alla habanera di Cuba, dando vita alla Milonga, un ritmo allegro e veloce dal quale nascerà una musica più lenta, più intima: il Tango. Tango che verra’ ballato prima tra uomini e poi nei bordelli. Il perché è presto detto: fino a quel momento, nel ballo i corpi non erano vicini, ma a distanza “morale”. Nel tango invece il contatto era molto stretto, e per questo motivo il nuovo ballo suscitava scandalo, e le uniche donne disposte a ballarlo erano le prostitute. Col tempo però, la borghesia se ne innamorò e lo fece suo, complici i mutamenti storici e sociali avvenuti dopo la Prima Guerra Mondiale. Così il Tango compi’ il salto di qualità, sdoganandosi da ballo da bordello. Si dice che Papa Pio X volle assistere a un tango per valutarne la moralità. Queste sembra che furono le sue parole: “A me sembra che sia più bello il ballo alla friulana; ma non vedo che gran peccato ci sia in questo nuovo ballo”. Tuttavia la sua posizione nel 1914 cambiò radicalmente: niente tango, è troppo immorale.

@Dorian Florez

Il tango vivra’ i suoi anni d’oro tra gli anni ’30 e ’50 con le grandi orquestras divenendo sempre più social, inteso come familiare, da ballare in casa o con amici. La dittatura di Videla (1974-1983) lo relegherà a “ballo da negri“, cercando di proibirlo o di farlo praticare in milongas (i locali di tango) controllate dal regime. Ma la musica non si può fermare, e gli esuli argentini, scappati dalla repressione del regime, lo diffonderanno nei Paesi nei quali ripareranno. Il Tango sarà anche mezzo di denuncia per le 30 mila desapariciones attuate durante la dittatura: Astor Piazzolla comporrà “Oblivion”, un brano dedicato appunto al martirio e alla scomparsa di un’intera generazione di giovani.

@Astor Piazzolla, Oblivion

Se la musica è lo spirito di un popolo, allora il Tango lo è degli argentini. E se la tradizione rimane, nei tempi più recenti sono arrivati nuovi modi di interpretare questa musica: il tango nuevo è uno di questi, che ne sovverte alcune regole pur mantenendone lo spirito, grazie alle nuove orchestre come gli Otros Aires, i Gotan Projet e altri interpreti e autori che lo rendono moderno, acustico, destrutturato.

Scrivere del Tango è impossibile per quanto è intenso, popolare, profondo, struggente. Così abbiamo chiesto a Leonardo Felix Elias, maestro e ballerino argentino che ha fondato Culturtango, scuola di tango a Roma, di parlarcene. Lui l’ha fatto e non solo a parole, come potrete vedere nel video che segue e, siamo sicuri che, come noi, ne rimarrete stregati.

Copyright © 2022 TheWomenSentinel.net | Tutti i diritti riservati | Riproduzione Vietata |

About Post Author

Leave a Reply

  • Registrazione Tribunale di Roma n.133/22 del 8/11/22
  • Direttore Stefania Catallo
STEFANIA CATALLO

Stefania Catallo, romana e fondatrice del centro antiviolenza Marie Anne Erize. Si occupa di storia orale e di diritti delle donne. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato diversi libri, l'ultimo dei quali "Evviva, Marie Anne è viva!" (2018, Universitalia), ha ricevuto il Premio Orsello nella sezione Società.

Redazione:

EMYLIU' SPATARO

Emilio Spataro, in arte Emyliù, attore, chansonnier, fotografo, grafico. Di origine calabrese cirotana, vive a Roma. Opinionista e Web Master del Magazine.

SAVERIO GIANGREGORIO

Attivista ANPI e Amnesty International, femminista, si occupa anche di Jus Soli e della causa degli italiani senza cittadinanza. Segue dal primo giorno la vicenda di Giulio Regeni, di cui riporta l'amaro conteggio ogni giorno sui suoi profili social. Attivista ANPI per il senso di profondo rispetto verso coloro che ci hanno liberato da nazisti e fascisti. "Siamo una democrazia e indietro non dobbiamo tornare".

MAVA FANKU'

Opinionista disincantata, dotata di un notevole senso dell'umorismo e di una dialettica tagliente, Mava Fankù cura attualmente due rubriche, La Pillola Politica e I Pensierini di Mava, elzeviri su temi vari che ispirano la nostra signorina agèe, da poco anche in video, oltre che in podcast, oltre che in scrittura.

LORENZO RAONEL SIMON SANCHEZ

Esperto in comunicazione, divulgatore e attivista per i diritti umani della comunità LGBTQ+

ALESSIO PAPALINI

Romano, educatore, formatore e appassionato di lettura e comunicazione. Attore del Teatro Studio Jankowski di Roma

PATRIZIA MIRACCO

Psicoterapeuta e giornalista. Appassionata di arte e mamma umana di Aki, una bella cagnolina a quattro zampe di 4 anni.

VENIO SCOCCINI

Diplomato all'Istituto Alberghiero Michelangelo Buonarroti di Fiuggi (FR) - Dopo una lunga esperienza in Italia, e all'estero come chef per personaggi di rilievo, sia in casa che su yacht, nel 2013 si è trasferito a Londra, dove ha appreso nozioni di cucina multietnica continuando a lavorare come chef privato.

ROSELLA MUCCI

Ho sperimentato il palco cimentandomi in progetti di Teatro Sociale tra il 2012 e il 2015 con testi sulla Shoa, sul femminicidio, sulla guerra. Il mio percorso teatrale è poi proseguito in autonomia quando ho sentito il desiderio di portare in scena testi scritti proprio da me.Tutti i miei scritti per scelta hanno come punto comune una ironia sana e leggera che aiuta il pubblico a riflettere sull'argomento proposto.

Shares
error

Enjoy this blog? Please spread the word :)

error: Content is protected !!