SALVINI E IL MODELLO UNGHERIA: LA FAMIGLIO-TERAPIA

Prendendo forse spunto dalla politica di Putin sulle Madri eroine (https://www.thewomensentinel.net/2022/08/18/tutta-casa-e-famiglia-il-premio-di-putin-allutero-fecondo-delle-russe/), il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato che, in caso di vittoria alle prossime elezioni, adotterebbe le politiche della famiglia di modello ungherese. In una intervista a Radio24, Salvini ha infatti dichiarato: “Non c’è alcun dubbio che la legge più avanzata per la famiglia, quella che sta dando i migliori risultati al livello europeo, è quella dell’Ungheria. Ma non lo dico perchè c’è Orban, se fosse in Francia direi in Francia”.

Premesso che in questi giorni di campagna elettorale si sente di tutto e di più, e che l’elettore viene continuamente bombardato di proposte, come il povero Fantozzi nel celebre film; premesso che le destre italiane aderiscono al modello “Dio, Patria e famiglia”, come se il resto degli elettori fosse ateo, traditore e licenzioso (specifico l’ironia implicita nella frase, qualora ce ne fosse bisogno); premesso ciò, vediamo cos’è nello specifico il modello Orban.

Si tratta, prima di tutto, dell’esenzione a vita dalle tasse sui redditi per le donne che partoriscano almeno 4 figli. Poi, per quelle fino ai 40 anni che si sposano per la prima volta, è previsto un prestito a interessi ridotti di 31.500 euro, un terzo del quale viene estinto alla nascita del secondo figlio, e i cui gli interessi vengono cancellati alla nascita del terzo bambino.

Infine, il varo di prestiti agevolati per famiglie con almeno due figli per permettere l’acquisto di una casa. Senza parlare degli aiuti economici che, per ogni nuovo nato, porterebbero 3 mila euro in più a famiglia.

Ma Salvini fa di più e promette che se passasse questa proposta, ci sarebbero “tantissimi aiuti, incentivi economici veri: la donna dopo il terzo figlio diventa un soggetto fiscale molto ridotto, dal quarto figlio non lo è più, insomma la flat tax applicata alle famiglie. E poi ci sono congedi parentali estesi addirittura anche ai nonni”.

Tutto molto bello, ma a questo punto sorgono tre domande: dove si prenderanno i soldi per fare tutto questo? E poi, il destino delle donne sarà quello di stare a casa coi figli? E’ così che si pensa di far fronte alla crisi del lavoro, liberando i posti occupati dalle donne per assegnarli agli uomini? E infine: e le famiglie arcobaleno?

Sembra che le lancette dell’orologio potrebbero scorrere all’indietro. E’ questo che vogliamo davvero?

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